I figli: bene comune

In Italia calano le nascite, secondo i dati diffusi dall’Istat nel 2015 sono nati 488 mila bambini, quindici mila in meno rispetto al 2014, toccando il minimo storico dalla nascita dello Stato Italiano.
Le cause della crisi demografica sono varie. Le principali sono la difficoltà che incontrano i giovani a conquistare una propria autonomia dalla famiglia di origine, a trovare un lavoro con continuità di reddito e a conciliarlo con la formazione di una nuova famiglia e l’arrivo di figli.
Quello che accade è che via via che crescono e si confrontano con le oggettive difficoltà di conquistare una propria autonomia dalla famiglia di origine, di raggiungere una posizione stabile nel mondo del lavoro, di mettere le basi di una propria famiglia, si trovano progressivamente a rivedere al ribasso i propri progetti. Altro grande tema è quello della scarsa conciliazione in Italia tra lavoro e responsabilità familiari.
Per invertire la tendenza bisogna cambiare soprattutto approccio. Un primo cambiamento consiste nel considerare le spese a sostegno della famiglia un investimento, che si ripaga nel tempo, non un costo. Il secondo è di uscire dalla logica del figlio come bene privato ed assumere, appunto, la prospettiva di una adeguata consistenza e qualità delle nuove generazioni come cruciale interesse pubblico. Considerare i figli come bene comune è laverà rivoluzione di cui abbiamo bisogno.
Alessandro Rosina, L’unità, 20 febbraio 2016
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Il secolo dei nonni

Quello in cui viviamo è il secolo dei nonni, associato invece al novecento che ha visto lo sviluppo, se non addirittura la nascita, della cultura dell’infanzia. Anche se i dati a disposizione non sono univoci, per i diversi metodi e procedure di raccolta e analisi impiegati, si può calcolare, con una certa attendibilità, che la qualifica di nonno possa oggi essere attribuita a circa dodici milioni di italiani di cui ben l’ottanta per cento si occupa abitualmente di sette milioni di bambini, con un risparmio, si calcola, per le famiglie, di ventiquattro miliardi di euro l’anno. Il parametro dell’ “occuparsi abitualmente” non si riferisce solo a nonni che esercitano a tempo pieno questo compito, ma anche a chi è a “part time”, con un impegno certo intenso e quasi quotidiano che permette, però, comunque, di mantenere un significativo spazio per altre attività e interessi personali. Ma l’importanza dei nonni oggi non è solo a livello quantitativo. I nonni dell’ottanta per cento (quasi dieci milioni), rispondono ad almeno tre funzioni, oggi particolarmente importanti. La prima è quella di aiuto nell’accudimento, in un contesto in cui i genitori lavorano di più e in situazioni più disagiate e, a volte, anche di sostegno economico. La seconda è quella di far vivere una affettività e relazionalità diversa e integrativa da quella dei genitori, ma anche esercitare un ruolo educativo nelle aree della conoscenza, della moralità e dei valori. La terza è quella di rappresentare la “radice” e la “memoria” della storia famigliare, della propria e precedente loro generazione.
Gruppo Abele, progetto genitori&figli

Il pensiero computazionale

Il pensiero computazionale è un processo mentale che conduce a specificare procedure che un esecutore può realizzare autonomamente.
Nel pensiero computazionale ci sono quindi alcuni aspetti essenziali e che si influenzano reciprocamente.
Primo aspetto: quanti anni ha tuo figlio, cosa è in grado di capire, cosa è in grado di eseguire? Devi adeguare il tuo linguaggio e le tue istruzioni alle sue capacità. Sa come si cucina la pasta? Come si friggono le patate? In altre parole, la tua procedura di risoluzione deve tenere presente la “potenza computazionale” dell’esecutore.
Secondo aspetto: come gli spieghi le cose? A che livello di dettaglio si deve spingere il tuo linguaggio? Basta dire “Riempi la pentola d’acqua”, oppure è necessario chiarire “Prendi la pentola grande e riempila a metà”, oppure…
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Vorrei dei figli ma…

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© La Stampa, 22 settembre 2016

Eutanasia su minori

“L’eutanasia sui minori è maschera di un atto di volontà libero. La soppressione di una vita fragile non è mai accettabile”. Queste le parole di Alberto Gambino, presidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita.
“Si realizza, infatti, una vera e propria finzione: il diritto all’eutanasia del bambino, altro non significa che attribuire ad un adulto il potere di vita e di morte su un minorenne.
È solo la ‘maschera’ di una vera decisione, personale, libera e consapevole – come intendono i fautori dell’eutanasia – in quanto non è in alcun modo concepibile in capo ad un soggetto che, per il diritto e per il livello di maturità, è incapace di autodeterminarsi nel compimento di scelte a contenuto legale ed esistenziale così estreme”.
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Leggete la Bibbia!

La Bibbia è un libro estremamente pericoloso, così rischioso che in certi Paesi chi possiede una Bibbia viene trattato come se nascondesse nell’armadio bombe a mano!
Mahatma Gandhi, che non era cristiano, una volta disse: «A voi cristiani è affidato un testo che ha in sé una quantità di dinamite sufficiente per far esplodere in mille pezzi la civiltà tutta intera, per mettere sottosopra il mondo e portare la pace in un pianeta devastato dalla guerra. Lo trattate però come se fosse semplicemente un’opera letteraria, niente di più».
Che cosa tenete allora in mano? Qualcosa di divino: un libro come fuoco, un libro nel quale Dio parla.
Voglio confidarvi come leggo la mia vecchia Bibbia: spesso la prendo, la leggo per un po’, poi la metto in disparte e mi lascio guardare dal Signore. Non sono io a guardare Lui, ma Lui guarda me: Dio è davvero lì, presente. Così mi lascio osservare da Lui e sento — e non è certo sentimentalismo —, percepisco nel più profondo ciò che il Signore mi dice.
A volte non parla: e allora non sento niente, solo vuoto, vuoto, vuoto… Ma, paziente, rimango là e lo attendo così, leggendo e pregando. Prego seduto, perché mi fa male stare in ginocchio. Talvolta, pregando, persino mi addormento, ma non fa niente: sono come un figlio vicino a suo padre, e questo è ciò che conta.Volete farmi felice? Leggete la Bibbia.
Papa Francesco
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Amoris laetitia

Il numero di settembre della rivista di collegamento Gruppi Famiglia è interamente dedicato alla presentazione dell’esortazione apostolica di papa Francesco Amoris laetitia.
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La rivista arriverà a coloro che ci sostengono entro fine mese, il tema è però così importante che abbiamo deciso che la versione on-line sia disponibile da subito.
Inoltre, se desiderate avere copie cartacee del numero per le vostre attività parrocchiali e di gruppo richiedetele via mail a formazionefamiglia@libero.it.
Ve le invieremo gratuitamente!
Per ragioni di spazio le relazioni presentate nel numero sono state molto sintetizzate. I testi integrali sono però, fin da subito, disponibili sul sito dei gruppi famiglia all’indirizzo: www.gruppifamiglia.it/anno2016/amorislaetitia.htm