Per un’ecologia integrale

Sul tema ecologico “dovremmo evitare di cadere in quattro atteggiamenti perversi, che certo non aiutano alla ricerca onesta e al dialogo sincero e produttivo sulla costruzione del futuro del nostro pianeta: negazione, indifferenza, rassegnazione e fiducia in soluzioni inadeguate.
D’altronde, non ci si può limitare alla sola dimensione economica e tecnologica: le soluzioni tecniche sono necessarie ma non sufficienti; è essenziale e doveroso tenere attentamente in considerazione anche gli aspetti e gli impatti etici e sociali del nuovo paradigma di sviluppo e di progresso nel breve, medio e lungo periodo.
In tale prospettiva, appare sempre più necessario prestare attenzione all’educazione e agli stili di vita improntati a un’ecologia integrale, capace di assumere una visione di ricerca onesta e di dialogo aperto dove si intrecciano tra di loro le varie dimensioni dell’Accordo di Parigi. Esso, è bene ricordarlo, ci «richiama alla grave responsabilità […] ad agire senza indugio, in maniera quanto più libera possibile da pressioni politiche ed economiche, superando gli interessi e i comportamenti particolari»”.
Papa Francesco
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Lettera dal Myanmar

Cosa sta succedendo in Birmania?
Cosa sta succedendo alle popolazioni del Rakhine State, oggi il luogo più caldo del paese, al confine con il Bangladesh: i rohingya, gli indù, i buddisti?
C’è la regia dei militari, tesa a indebolire Aung San Suu Kyi e il suo governo, per legittimarsi di nuovo come i salvatori.

C’è la regia dei terroristi, del gruppo Arsa, impegnati a tenere aperto il conflitto, forse con l’obiettivo di costituire là uno stato islamico, usando i rohingya contro l’esercito e spingendoli in Bangladesh sotto la minaccia delle armi. Uccidono, incendiano, è stata trovata una fossa comune di un centinaio di indù.

C’è la regia dei Paesi occidentali, certo solidali con i musulmani vittime dell’ondata di violenze, senza patria da secoli, ma anche interessati, con una campagna senza sosta, a delegittimare Aung San Suu Kyi, a colpirne l’immagine sul punto più esposto: i diritti umani. Il fatto è che si aspettavano da lei, una volta andata al potere, che aprisse il Paese ai loro interessi, che fosse un baluardo contro la Cina. Questo non è accaduto, non poteva accadere.
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Famiglie e benessere perduto

Nonostante i buoni risultati economici di questi ultimi anni, in Italia una famiglia su due non riesce ad accedere a un livello di benessere sufficiente per non essere costretta a rinunce nelle cure mediche, nello studio, nel numero di figli. Viceversa, solo una minoranza (il 30% del totale) ha una situazione economica così solida da potersi pagare i servizi che ormai sono in larga parte privatizzati, accantonando anche qualche risparmio.
Il problema è che abbiamo accumulato un grave ritardo e che, nonostante le tante eccellenze di cui il Paese per fortuna ancora dispone, non siamo ancora riusciti a invertire il declino ben visibile se si guardano le ultime 3 generazioni: quella del dopoguerra che era riuscita a creare ricchezza; quella del baby boom che l’ha consumata; e infine quella dei Millennials che rischiano di essere sacrificati per le colpe dei padri.
Mauro Magatti, Corsera 11 novembre 2017
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Papa Luciani presto beato

La sessione ordinaria dei cardinali e vescovi della Congregazione delle cause dei santi la mattina di martedì 7 novembre si è espressa con voto unanime in favore dell’«eroicità delle virtù» di Albino Luciani, Papa veneto successore di Paolo VI che nell’estate del 1978 regnò appena 33 giorni. È l’ultimo atteso atto prima della firma del decreto da parte di Francesco, che potrebbe avvenire nelle prossime ore.
 Con la decisione odierna si chiude il processo di beatificazione e canonizzazione di Luciani, che dopo il decreto potrà essere definito «venerabile», in attesa della beatificazione vera e propria. Prima di allora sarà necessario che il dicastero dei santi approvi un miracolo attribuito all’intercessione di Papa Luciani e avvenuto dopo la sua morte.
Per un possibile miracolo si è già chiuso il processo diocesano a Buenos Aires, mentre per un secondo è in corso. E non è ancora stato deciso quale delle due guarigioni inspiegabili sarà scelta dal postulatore della causa, il cardinale Beniamino Stella, per essere presentata alla Congregazione.
Andrea Tornielli, La Stampa, 7 novembre 2017

Jus soli

Lo jus soli non è, come qualcuno continua a dire, un “regalo” ingiustificato e immeritato. Basta leggere il disposto di legge, per rendersene conto.
Ma …leggere e informarsi costa!
Più che politiche di contrasto, il fenomeno dell’immigrazione chiede politiche di inclusione sociale e di dialogo che aiutino a non far leggere l’incontro e il rapporto con persone e popoli nuovi ingenuamente e semplicemente con “orgoglio e rabbia”, ma con attenzione alla verità dei fatti.
Mi sento di fare un appello a tutti i cittadini. Riappropriamoci del diritto di informarci, di giudicare e decidere sulla base di informazioni veritiere. Sottraiamoci al tifo da stadio che continuano a inculcarci presunte rubriche di informazione, soprattutto televisiva.
Non lasciamoci rubare il diritto e scippare la gioia di impegnarci e di decidere per il “bene comune”.
Il “bene comune” è molto di più dell’interesse dei singoli che, guarda caso, è il tornaconto dei soliti noti, anche se sotto etichette differenti!
Sì! La gioia e la fatica di lasciarci guidare dalla consapevolezza di spenderci per il “bene comune”, che è il bene anche di chi proprio non ce la fa!
+ Nunzio Galantino
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Cattolici e lavoro

La generazione del dopoguerra, quella di mio padre, ha lavorato con speranza e passione, creando una grande ricchezza diffusa per sé e i propri figli.
Poi è arrivata la generazione del baby boom, quella di cui io faccio parte: nata insieme all’individualismo e al consumismo, è cresciuta col benessere, venendo poi investita dal vento forte della globalizzazione neoliberista.
A conti fatti, questa generazione lascia in eredità molti debiti e pochi figli.
E così si arriva alla terza generazione, quella dei miei figli – i Millennials – che oggi hanno l’età per affacciarsi alla vita adulta, ma che sono spesso costretti alla scelta tra emigrare o stare in panchina.
È nel quadro di questo percorso storico – nel quale è cambiato anche il modo di essere presenti nella società e nella politica dei Cattolici – che la questione del lavoro in Italia oggi deve essere posta.
Mauro Magatti
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Non è mai stato il lavoro a generare le grandi ricchezze. Queste sono quasi sempre prodotte dalle rendite, cioè da redditi che nascono da qualche forma di privilegio, di sopruso, di vantaggio. E le rendite generano parassiti, consumo improduttivo, da cui non nasce né lavoro né felicità per nessuno. La ‘sindrome parassitaria’ appare puntuale nei tempi di decadenza morale, quando imprenditori, lavoratori, intere categorie sociali smettono di generare oggi lavoro e flussi di reddito nuovo e investono energie per proteggere i guadagni e i privilegi di ieri.
Luigino Bruni
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