Famiglie abbandonate

Il fatto che sempre più bambini nascano al di fuori di un progetto familiare definito e a lungo termine… ci dice che una parte del Paese ha ancora voglia di figli, grazie al Cielo. E che la condizione giuridica di una famiglia non è più considerata essenziale per accogliere una vita. O, per essere più chiari, che il desiderio di avere un figlio prescinde sempre di più da un inquadramento istituzionale del progetto famiglia.
Questo perché, al di là delle difficoltà economiche e della crisi, la forma istituzionale di famiglia sembra non saper aggiunge più niente al progetto famiglia.
Essere sposati non viene più considerato una forma di protezione e di tutela dei bambini. Siamo innanzi alla sconfitta della rilevanza pubblica del fare famiglia e questa è indubbiamente la gravissima responsabilità da attribuire alla mancanza di investimenti sociali e di politiche per la famiglia nel nostro Paese.
In Italia le famiglie sono state lasciate sole a risolvere i propri problemi e li risolvono affidandosi a se stesse, individualmente e privatamente.
Francesco Belletti
Fonte: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/le-famiglie-abbandonate-si-tradisce-la-costituzione

CONVIENE SEPARARSI

Oggi in Italia se ti separi hai più vantaggi: casa, asilo nido, refezione scolastica, meno tasse sulla prima casa, assegni di mantenimento… Come ci possiamo stupire se aumentano i divorzi, diminuiscono i matrimoni e crescono le convivenze?
E dal Censis arriva una nuova conferma. I dati parlano chiaro: 1,2 milioni di libere unioni (+108%), con un decollo verticale di quelle tra celibi e nubili (+155,3%) e delle famiglie ricostituite non coniugate (+66,1%), mentre nello stesso arco di tempo diminuiscono le coppie coniugate (-3,2%) e più ancora quelle coniugate con figli (-7,9%).
Ma è così difficile comprendere che se diminuiscono i matrimoni diminuisce la coesione sociale del Paese e di conseguenza la fiducia delle coppie che non se la sentono di mettere al mondo un figlio in una situazione di precarietà? Dobbiamo avere il coraggio di dire che, oggi, in Italia chi si sposa e mette al mondo un figlio viene abbandonato dalle istituzioni.
Eppure dalla ricerca emerge chiaramente che se migliorassero gli interventi pubblici su vari fronti (sussidi, asili nido, sgravi fiscali, orari di lavoro più flessibili, permessi per le esigenze parentali), la scelta di sposarsi e di avere un figlio sarebbe più facile. Ogni giorno al Forum riceviamo mail e messaggi di coppie sposate che ci chiedono come fronteggiare le difficoltà economiche senza dover ricorrere alla finta separazione.
Gigi De Palo, presidente del Forum famiglie

Diamo i numeri!

Fine anno è anche tempo di bilanci e quindi provo a fare il bilancio di questi ultimi tre mesi del Blog e del sito Gruppi Famiglia.
IL BLOG
Negli ultimi tre mesi sono stati pubblicati 40 blog che hanno avuto quasi 700 visitatori con oltre 1000 visualizzazioni.
IL SITO
Negli ultimi tre mesi il sito ha avuto oltre 2000 visitatori e sono state visionate oltre 3000 pagine.
L’87% dei visitatori si collegava dall’Italia, il 64% dei collegamenti è avvenuto da dispositivi fissi (PC) e il 33% da dispositivi mobili.
Continuate a seguirci! Grazie,
Franco Rosada

educare alla felicità

educare

La Danimarca è il paese  che in base alle più recenti ricerche è quello più in grado di rendere felici genitori e figli. Ecco di seguito alcuni spunti:
– Lasciare ai bambini più tempo per il gioco libero con altri bambini.
– I compiti a casa possono essere stressanti e le ricerche indicano che non funzionano affatto per i più piccoli.
– Lodare i bambini per l’impegno che ci mettono nel fare le cose, più che per il risultato.
–  Evitare ogni braccio di ferro o conflitto con i bambini. Spiegar loro, fin da piccoli, le regole e le ragioni per le quali si devono seguire.
– A tavola è opportuno mettere di fronte a loro una scelta di cibi e se davvero non sono affamati non forzarli.
Per saperne di più clicca qui!

Avvento: tempo di conversione

Il tempo di Avvento è tempo di conversione. Lo sappiamo vivere con questo spirito?
Ci possono aiutare le riflessioni proposte dal CPM, Centri di preparazione al matrimonio, che per ogni domenica dell’anno preparano un commento alla liturgia della Parola, seguite da alcune domande per il lavoro di coppia.
II domenica di Avvento
Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12
– L’Avvento è per noi un periodo in cui ricercare la “conversione” della nostra anima o piuttosto sono solo quattro settimane che precedono la grande festa della nascita del salvatore?
– Per noi “convertirsi” significa voltarsi indietro per rivedere la nostra vita e con umiltà cercare di eliminare i nostri piacevoli “no”, facendo il proposito di migliorarci e crescere nella conoscenza dell’unica Parola che ci aiuterà veramente a cambiare?
– L’apostolo Paolo ci invita ad accoglierci gli uni gli altri non solo come fratelli ma come Cristo ha accolto ciascuno di noi: cosa che ci sembra impossibile da realizzare con le nostre forze umane ma attraverso la preghiera e la grazia di Dio possiamo riuscirci. Siamo consapevoli di questa realtà?

– Giovanni Battista, precursore del Messia, predica la sua prossima venuta, ma noi crediamo veramente che quel “bambino” è il Figlio di Dio, il salvatore dell’umanità?
– Siamo capaci di ascoltare e di imitare chi testimonia il Cristo con il proprio quotidiano?
Gianna e Aldo – CPM Genova

 

NATALE: alla prova dell’accoglienza

Cosa c’è all’origine della Santa Famiglia? Quando viene proposto a Maria di diventare madre di Gesù, c’è una accoglienza piena, pur nel timore e con difficoltà di non poco conto.
Anche Giuseppe deve superare la prova dell’accoglienza: ha davanti a sé una promessa sposa in attesa di un Figlio di cui non sa nulla. Insomma, in casa di Giuseppe e Maria mi pare che l’accoglienza sia generata dall’abbandono alla volontà di Dio. Un Dio che accompagna e interviene concretamente nella vita, allora come oggi, in questo momento, purché noi lo lasciamo agire.
Valter Boero
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!

Il Giubileo continua!

“La misericordia non può essere una parentesi nella vita della Chiesa”, perché l’incontro tra Gesù e l’ adultera è l’”icona” non solo dell’Anno Santo straordinario che si è appena concluso, ma dello stile del cristiano.
Il Giubileo finisce, il Giubileo continua: nella Lettera apostolica “Misericordia et misera”, diffusa oggi, Papa Francesco afferma che “questo è il tempo della misericordia”, e auspica una “conversione pastorale” che metta al centro i poveri e l’ascolto della gente.
“Le nostre comunità si aprano a raggiungere quanti vivono nel loro territorio perché a tutti giunga la carezza di Dio attraverso la testimonianza dei credenti”, l’invito di Francesco: la tentazione di fare la “teoria della misericordia” si supera “nella misura in cui questa si fa vita quotidiana di partecipazione e di condivisione”.
Tra le novità del documento, la facoltà per tutti i sacerdoti, “in forza del loro ministero”, di concedere l’assoluzione dal “procurato peccato di aborto” [non di assolvere sempre e comunque!]; l’estensione dell’assoluzione dai peccati anche ai lefevbriani “fino a nuove disposizioni”; la proroga del servizio dei “Missionari della misericordia”; la proposta di dedicare una domenica alla promozione della Bibbia nelle diocesi e di istituire una Giornata mondiale dei poveri, nella XXXIII domenica del tempo ordinario.
Fonte: SIR, 21 novembre 2016
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!