I bambini li porta la cicogna?

La bella pensata della campagna “Che fine ha fatto la cicogna”: chiedere direttamente ai bambini cosa sanno di come nasce un figlio e quali sono i problemi legati alla genitorialità.
Un video che fa ridere e pensare – anche se il video è commissionato (ed esplicitamente intestato) da Merck, azienda farmaceutica evidentemente interessata alla promozione di prodotti/interventi sull’argomento.
Però la freschezza dei bambini, interpellati con una modalità rispettosa e appropriata, è davvero sorprendente, e ci dice anche di quanto sia importante “saper parlare e informare” le nuove generazioni su temi così delicati.
Si merita 4 minuti di attenzione.
Francesco Belletti

SPECIALE CAMPI ESTIVI

Le scuole sono finite, è tempo di pensare alle prossime vacanze estive.
Da tempo, sul sito dei Gruppi Famiglia, è disponibile un interessante elenco di campi estivi, alcuni organizzati dal Collegamento, altri da diocesi o parrocchie.
In questo mese di giugno si sono aggiunti due nuovi campi che mi permetto di segnalarvi:

6-13 agosto Bessen Haut (TO)
Tema: La coppia, cuore della famiglia.
Relatori: Giorgia e Giuseppe Spimpolo.
Sacerdote: don Filippo Torterolo.
Org.: Equipe Notre Dame Alba 3 (CN).
Info: campo17@googlegroups.com (vedi allegato)

6-13 agosto Gualdo Tadino (PG)
Casa alpina Verde soggiorno
Tema: Permesso, grazie, scusa. Solo tre parole per l’armonia in famiglia.
Relatori di varie comunità umbre.
Sacerdote: don Claudio Morganti.
Org.: parrocchia di Loro Piceno (MC).
Info: Tania e Germano Salvatori, 0734 684062, 380 4573091, tania.ferroni@tiscali.it

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Don Milani e papa Francesco

«La mia vuole essere una risposta a quella richiesta più volte fatta da don Lorenzo al suo vescovo, e cioè che fosse riconosciuto e compreso nella sua fedeltà al Vangelo e nella rettitudine della sua azione pastorale. In una lettera al vescovo scrisse: “Se lei non mi onora oggi con un qualsiasi atto solenne, tutto il mio apostolato apparirà come un fatto privato…”».
Francesco ha riconosciuto che dal cardinale Silvano Piovanelli, «di cara memoria, in poi gli arcivescovi di Firenze hanno in diverse occasioni dato questo riconoscimento a don Lorenzo. Oggi lo fa il Vescovo di Roma. Ciò non cancella le amarezze che hanno accompagnato la vita di don Milani – non si tratta di cancellare la storia o di negarla, bensì di comprenderne circostanze e umanità in gioco –, ma dice che la Chiesa riconosce in quella vita un modo esemplare di servire il Vangelo, i poveri e la Chiesa stessa».
Andrea Tornielli, Vatican inside
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Nostra Signora che fa cadere i muri

Dipinta sulla proposta di alcuni fedeli locali e stranieri, l’icona di “Nostra Signora che fa cadere i muri” è stata scritta sul muro di separazione tra Betlemme e Gerusalemme nel 2010. L’idea è molto chiara: creare una icona che esprima la speranza di vedere un giorno cadere il muro.
La speranza di chi ha chiesto questa opera è quella di vedere la Madre di Dio condividere il dolore di coloro che soffrono. Speranza però non significa accettare e rassegnarsi all’oppressione, ma piuttosto resistere per credere in un avvenire migliore e tranquillo.

Santa Madre di Dio
Ti invochiamo come Madre della Chiesa
Madre di tutti i cristiani che soffrono.
Ti supplichiamo, per la tua ardente intercessione,
di far cadere questo muro,
i muri dei nostri cuori,
e tutti i muri che generano odio, violenza, paura e indifferenza,
tra gli uomini e i popoli.
Tu, il cui Fiat ha schiacciato l’antico serpente,
raccoglici e tienici uniti sotto il tuo mantello verginale,
proteggici da ogni male,
e apri per sempre nelle nostre vite la porta della Speranza.
Fa nascere in noi e nel mondo intero,
la civiltà dell’Amore scaturita dalla Croce e dalla Resurrezione del tuo Divin Figlio,
Gesù Cristo, nostro Salvatore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
Fonte: http://it.lpj.org/2016/06/16/nostra-signora-che-fa-cadere-i-muri-una-icona-della-resistenza-cristiana/

Sinodo dei giovani

In vista della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, che si terrà nell’ottobre del 2018, la segreteria generale del Sinodo invita i giovani di tutto il mondo fra i 16 e i 29 anni a compilare un apposito questionario:
https://survey-synod2018.glauco.it/limesurvey/index.php/147718
L’iniziativa darà loro l’opportunità di farsi sentire, di esprimersi, di raccontare quello che sono e ciò che vogliono far sapere di se, partecipando così in prima persona al cammino di preparazione del Sinodo. Il questionario permetterà di raccogliere molteplici spunti forniti dai diretti interessati, al fine di raccoglierne il punto di vista e permettere una più adatta riflessione sulla proposta che la Chiesa dovrà offrire loro negli anni a venire. Le risposte dovranno essere inviate entro il 30 novembre 2017.

Pregare con lo smartphone

Anche in Italia, il panorama delle app legate alla preghiera e alla liturgia in generale si sta ampliando sempre di più. Il fenomeno è decisamente in crescita: ci sono applicazioni di tutti i tipi, a seconda delle esigenze e delle sensibilità. C’è il rosario, l’ufficio delle ore, il catalogo delle preghiere cristiane più note, le letture della messa quotidiana…
Inutile girarci attorno: il fatto è che i dispositivi smart che utilizziamo diventano sempre più multitasking e pervasivi in tanti frangenti della nostra vita.
Lasciamo per un attimo da parte le considerazioni antropologiche e sociologiche di questo fenomeno, trascuriamo un secondo le entusiastiche fanfare del “futuro-che-è-già-qui” e pure le tristi elegie del passato “che-le-cose-le-potevi-toccare-con-mano”. Semplicemente, le applicazioni di cui parliamo sono state create per agevolare la preghiera e per poter pregare in qualunque momento: comodità e utilità, al tempo stesso, a servizio di una dimensione centrale della fede cristiana.
Condividiamo quindi una piccolissima ricerca (decisamente non esaustiva) che abbiamo fatto nel mondo delle Catholic Apps. Ne vediamo alcune, seguendo due criteri fondamentali. Il primo è quella della gratuità: tutte le app riportate sono completamente free, dal download all’assenza di acquisti in-app. Il secondo è quello della lingua italiana.
Marco Mazzotti, Settimana news
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Un Paese diseguale

precari

“Il Paese è fermo, i segnali di ripresa ancora molto timidi e incerti. In compenso le disuguaglianze sono in aumento: tra ricchi e poveri, tra giovani e anziani, tra chi ha più figli e chi non ne ha, tra territori. L’Italia si colloca così tra i Paesi più diseguali all’interno dell’Unione Europea. Si consolida il fenomeno della povertà nonostante il lavoro, specie su base familiare. Perché un solo reddito da lavoro non basta per una famiglia, specie se numerosa, se è molto modesto o precario…” (Chiara Saraceno).
Economisti e Istituzioni che per lungo tempo hanno salutato con favore le politiche di deregolamentazione del lavoro, hanno dovuto riconoscere che non vi sono evidenze sufficienti per sostenere che tali politiche favoriscano le assunzioni.
Tutto ciò porta a dire che il lavoro non si crea per legge o con semplici slogan, ma coinvolgendo tutte le realtà presenti nell’attività lavorativa, dall’impresa al lavoratore, alle stesse forze sociali. Perché solo insieme si può dare una spinta propulsiva a un lavoro vero, qualificato e capace di guardare avanti, per creare stabilità e progresso economico e sociale.
Fonte: ACLI Piemonte
Vedi: http://www.aclipiemonte.it/allegati/aclipiemonte/news/949_ACLILINE_Dic2016_Gen2017.pdf