
“Presente in tutte le società e culture, benché variabile nel modo di manifestarsi”, scrive Francesco Alberoni (1), “l’innamoramento è un’esperienza improvvisa e imprevedibile mirante, da un punto di vista evoluzionistico, a favorire il legame sessuale tra due individui geneticamente diversi in ordine alla sopravvivenza e al miglioramento della specie. La durata dell’innamoramento, indicativamente compresa tra i sei mesi e i tre anni, sarebbe il tempo minimo affinché la donna resti gravida e accudisca il neonato nelle prime fasi di vita e l’uomo si prenda cura di entrambi. L’innamoramento sarebbe amore statu nascenti e come tale destinato ad essere superato nello stato più stabile dell’amore”, cioè quella realtà che oggi chiamiamo matrimonio.
Si tratta di una definizione molto tecnica e poco romantica ma utile a smitizzare l’innamoramento come fine a sé stesso.
(1) Innamoramento e amore, Garzanti, Milano 1979
Per saperne di più vedi: GF119








