Le donne nella Chiesa

La pontificia Commissione per l’America Latina, riunita a Roma in assemblea plenaria ha lanciato la proposta per un sinodo dei vescovi sul problema della donna.
La richiesta è contenuta in un documento reso pubblico sull’Osservatore Romano dell’11 aprile scorso.
Prima d’ora, da quando è stato istituito il sinodo dei vescovi, nel 1965, mai questa proposta era stata portata in questi termini all’attenzione dei vescovi di tutto il mondo. Nel 2015 era stata effettuata un’inchiesta vaticana tra le Conferenze episcopali sul piano mondiale per conoscere quali erano i temi maggiormente auspicati per i sinodi ed erano risultati i seguenti: i giovani, la formazione presbiterale, il dialogo interreligioso e la pace. Non figurava quello della donna (1).
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Vedi anche GF78: Il volto “materno di Dio
(1) Da notare che il tema è stato scelto da papa Francesco

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Gioite ed esultate


«Considerare la santità della “porta accanto”», scrive papa Francesco nell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate, perché la santità non è una dote straordinaria alla portata di pochi. Anzi – precisa subito – anche i santi avevano difetti, perché di un santo «ciò che bisogna contemplare è l’insieme della sua vita, il suo intero cammino di santificazione, quella figura che riflette qualcosa di Gesù Cristo e che emerge quando si riesce a comporre il senso della totalità della sua persona».
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Nei cinque capitoli del documento Papa Francesco sgombera il campo dalle false immagini che si possono avere della santità, da ciò che è nocivo e ideologico e «da tante forme di falsa spiritualità senza incontro con Dio che dominano nel mercato religioso attuale», e, spiegando che la santità è frutto della grazia di Dio, indica le caratteristiche che ne costituiscono un modello a partire dal Vangelo.
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Il mondo ascolta i giovani?


La riunione pre-sinodale voluta da Papa Francesco in preparazione del Sinodo dei Vescovi sui giovani di ottobre ha lasciato un segno indelebile nella memoria nei 300 giovani presenti a Roma, ma non solo.
Di cosa hanno parlato? Quale sarà l’impatto sul futuro della Chiesa?
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La riunione pre-sinodale voluta da Papa Francesco in preparazione del Sinodo dei Vescovi sui giovani di ottobre ha lasciato un segno indelebile. I giovani hanno chiari quali sono i temi “caldi” su cui vogliono risposte…
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«Dio è Colui che rinnova sempre, perché lui è sempre nuovo: Dio è giovane! Dio è l’Eterno che non ha tempo, ma è capace di rinnovare, ringiovanirsi continuamente e ringiovanire tutto. Le caratteristiche più peculiari dei giovani sono anche le sue. È giovane perché “fa nuove tutte le cose” e ama la novità; perché stupisce e ama lo stupore; perché sa sognare e ha desiderio dei nostri sogni; è forte ed entusiasta; perché costruisce relazioni e chiede a noi di fare altrettanto, è social. Penso all’immagine di un giovane e vede che anche lui ha la possibilità di essere “eterno”, mettendo in gioco tutta la sua purezza, la sua creatività, il suo coraggio, la sua energia».
Papa Francesco

Verità e censura

E’ stata visibile per appena 48 ore la gigantografia fatta affiggere dall’Associazione ProVita in una delle vie di Roma.
E’ stata subito coperta perché il Regolamento in materia di Pubbliche affissioni di Roma Capitale vieta espressamente «Esposizioni pubblicitarie dal contenuto lesivo del rispetto di diritti e libertà individuali» (1).
Lascio alla vostra sensibilità  valutare l’offensività della gigantografia che, a mio avviso, mostrava solo la verità: come si presenta un feto a 11 settimane dal concepimento. Non insegniamo forse ai nostri figli e nipoti che i bambini vengono dalla pancia della mamma e non li porta la cicogna?
Ma questa gigantografia è risultata per alcuni un pesante attacco alla libertà di scelta delle donne, alla libertà di abortire perché quel manifesto non scuoteva le coscienze, semmai le colpevolizzava (2). Come se abortire fosse una “passeggiata”, che non lascia assolutamente strascichi!
Questa operazione di censura  ci ricorda che “le opinioni minoritarie”, come quella di ricordare che l’aborto spegne una vita nascente, rischiano di “scomparire dalla sfera pubblica, nonostante esistano ancora” (3).
Franco Rosada
(1) Fonte: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/manifesto-anti-aborto-a-roma
(2) Fonte. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/06/manifesto-provita-roma-cosa-cera-di-grave-in-quel-poster-antiabortista/4276135/
(3) Fonte: https://gruppifamiglia.wordpress.com/2014/10/06/la-spirale-del-silenzio/

 

 

 

Lavoretti

Il lavoro “nutriente” capace di sostenere e far progredire nella società diventa sempre più difficile da trovare e aumenta sempre di più la quantità di lavoro malpagato, precario, frammentato, anonimo.
Il capitalismo delle piattaforme interpella la dicotomia presente/futuro anche da un altro punto di vista. Con paghe misere e diritti all’osso impoverisce i lavoratori oggi, compromettendone la capacità di spesa e la solidità esistenziale. Ma mette a repentaglio anche il loro domani perché, in assenza di contributi versati e in presenza di un sistema per minimizzare le tasse che non ha precedenti, spinge lo stato sociale verso un punto di rottura. Chi pagherà per le cure di cui avranno bisogno da vecchi visto che i loro datori di lavoro, che mettono mano alla pistola se solo provi a chiamarli così, avranno versato un’inezia di tasse e perlopiù altrove? La gig economy presuppone una perma-giovinezza, l’energia inesausta di accettare una corsa dopo l’altra e non essere nemmeno sfiorati dal sospetto che un giorno quei ritmi presenteranno il conto. Significa affrontare ogni lavoro come se fosse l’ultimo. Come se non ci fosse un domani, che da metafora rischia di diventare cronaca.
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Non è qui!


Nel vangelo di Marco ciò che l’angelo dice alle donne è grandioso, ma a quanto riferisce Maddalena ai discepoli, l’unica cosa che comprendono è che Gesù non è lì, dove era certo dovesse essere. L’hanno portato via…
Assomiglia agli appuntamenti nella nostra vita, incroci della storia dove ti aspetti di trovare un punto fermo, una certezza: la fine di un periodo difficile, la fine della vita, la fine di un rapporto, cioè una cosa che non possiamo cambiare: siamo costretti ad arrenderci all’evidenza.
Proprio qui chiediamo aiuto, invochiamo a gran voce nel silenzio del cuore la Sua presenza: e Lui non è lì.
Come le donne attraversiamo le difficoltà, le malattie, le separazioni, i cambiamenti, e provate da tutto questo scorgono che l’unica loro certezza, che tutto è finito, è stata rotolata via…
La pesantezza del rivivere i vari passaggi faticosi ci assale, lasciandoci solo la paura… Come posso andare avanti? Iniziare tutto da capo? Chi ci libera da questo peso che ci schiaccia dentro e non lascia spazio alla speranza?
Il pensiero di quello che ci aspetta, ci schiaccia nel presente.
Ma Gesù ci precede, dove aveva detto. A casa nostra, in Galilea.
Ci precede nei luoghi della nostra vita di ogni giorno, rotolando via la pietra delle nostre paure, invitandoci a custodire la speranza che nasce dalla certezza della Pasqua, dalla certezza che lui è sempre con noi, con il dono del suo Spirito.
Lui cammina al nostro fianco, come nella sera di Pasqua verso Emmaus.
Buona Pasqua ad ognuno di noi. Il Risorto e il suo Spirito ci sono accanto sempre, qualunque cosa accada. Anche se noi lo rifiutiamo, lo dimentichiamo, non lo vogliamo. Può una mamma dimenticarsi di suo figlio? E se anche fosse possibile, Dio il Signore non se ne dimenticherà mai…
Renato e Antonella Durante

C’erano anche alcune donne


C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano [il Crocifisso], che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea (Mc 15,40-41).

La donna rappresenta la verità profonda dell’uomo proprio per le sue qualità “deboli”, che la rendono simile a Dio: amore umile, accogliente, servizievole, compassionevole e fecondo. Le cosiddette qualità forti sono il fallimento dell’uomo. L’egoismo, l’orgoglio, il potere, il dominio, la durezza chiudono nella sterilità della solitudine. Sono l’inferno. “Chi non diventa donna non entrerà nel regno dei cieli”, si potrebbe dire, rifacendo il verso al finale del vangelo apocrifo di Tommaso. Il centurione che crocifigge ed è cosciente di dare morte, rappresenta il punto di arrivo della nostra parte forte, che scopre la propria debolezza.
Silvano Fausti, Ricorda e racconta il Vangelo, Ancora