La vita dopo la morte


Il cristianesimo è l’unica religione che basa il suo insegnamento sulla risurrezione, un evento straordinario che compare all’improvviso, non previsto e non creduto inizialmente dai contemporanei di Gesù, e che si consolida poi soprattutto grazie ai messaggi dell’apostolo Paolo.
Nella visione cristiana la resurrezione comprende due aspetti, la continuità e la trasformazione.
Il risorto è la stessa persona di prima, ma è anche diverso, e profondamente, da prima.
Dopo la morte il risorto, secondo il cristianesimo, si unisce a Dio.
Ma anche qui ci sono tre possibilità: privo del corpo il morto si unisce immediatamente a Cristo; il morto entra in uno stadio intermedio di comunione reale ma parziale e di attesa della resurrezione dei corpi, un tempo descritto dall’apostolo Paolo come tempo di nudità in vista di un abito nuovo, e come tenda in attesa della casa; il morto entra in uno stadio intermedio che è caratterizzato dal sonno del credente nel Signore, che lo risveglierà all’ultimo giorno ma senza la percezione del tempo che è trascorso.
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!

Annunci

Gesù e l’adultera


Vi siete mai presi la briga di andare a guardare che cosa dice, l’antica legge, sul caso delle adultere? Dice che vanno lapidate, ma rinvia a un altro passaggio la regolamentazione di come vada eseguita la sentenza di morte. E nel diciassettesimo capitolo del Deuteronomio, Mosè prescrive che a iniziare la lapidazione debbano essere i testimoni del peccato. Almeno due. I due, almeno, testimoni del peccato, sono coloro che hanno la responsabilità e il diritto esclusivo di dare inizio alla lapidazione, poi seguiti da tutto il resto della gente. E Gesù, su questo punto, visto che insistevano, si rialza e gliela ribalta :”Voi avete letto e citato la legge di Mosè solo a metà, e allora Io vi ricordo l’altra parte. Certo! Una donna colta in adulterio andrebbe lapidata, ma la legge continua dicendo che possono iniziare la lapidazione solo i testimoni”.
Ora ci sono due modi di essere presenti a un peccato: o come testimoni o come complici. Solo chi non c’entra niente con la colpa di chi ha davanti è un testimone perché se c’entra un po’ è un complice. E la scrittura non gli dà la facoltà di iniziare la lapidazione
don Alessio Geretti, dal commento a Gv 8, 3-11
Per leggere l’intera riflessione clicca qui!

Bene pubblico o ricchezza privata?


Qualcosa non funziona nella nostra economia: chi si trova all’apice della piramide distributiva continua a godere in maniera sproporzionata dei benefici della crescita economica, mentre centinaia di migliaia di persone vivono in condizioni di estrema povertà.
Negli anni successivi alla crisi finanziaria il numero dei miliardari è raddoppiato e i loro patrimoni aumentano di 2,5 miliardi di dollari al giorno; nonostante ciò i superricchi e le grandi imprese sono soggetti ad aliquote fiscali più basse registrate da decenni.
I costi umani di tale fenomeno sono enormi: scuole senza insegnanti, ospedali senza medicine. I servizi privati penalizzano i poveri e privilegiano le élite.
I soggetti che risentono maggiormente di tale situazione sono le donne, su cui grava l’onere di colmare le lacune dei servizi pubblici con molte ore di lavoro di cura non retribuito.
Dobbiamo trasformare le nostre economie in modo da offrire assistenza sanitaria, istruzione e altri servizi pubblici a livello universale, e per giungere a questo traguardo è necessario che i ricchi e le imprese paghino la loro giusta quota di imposte, contribuendo a ridurre drasticamente il divario tra ricchi e poveri e tra uomini e donne.
Oxfam Italia
Per leggere tutto il rapporto clicca qui!

Erotica o materna?


Nelle diverse e complesse vicissitudini della vita, ogni donna è alla ricerca del proprio femminile, e in lei le due anime dell’erotico e del materno cercano voce per esprimersi e per equilibrarsi. Ma è una sfida davvero difficile, anche perché il contesto culturale spinge il femminile nell’una o nell’altra direzione, senza comprendere il valore imprescindibile di entrambe. Essere madre in
modo soddisfacente e realizzarsi in modo pieno nella professione continuano ad apparire troppo spesso progetti contrapposti e inconciliabili, oppure vengono giustapposti con molta fatica e senza equilibrio: noi tutte ci chiediamo come fare, e sacrifichiamo ora l’una ora l’altra parte di noi senza trovare davvero pace.
Mariolina Ceriotti Migliarese, Avvenire 11 aprile 2019
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!

Meno figli, scuole sempre più vuote

Prevedibile e previsto, il calo della popolazione scolastica torna a far parlare di sé. Da anni si fanno meno figli e le scuole si stanno svuotando.
Sarebbe però miope concentrarsi solo sugli effetti scolastici del declino demografico. Occorre invece rendersi conto che va affrontato a monte il problema della prolungata denatalità italiana.
I paesi europei che sono riusciti a mantenere i livelli livelli soddisfacenti i loro trend demografici lo hanno fatto con un mix di tre leve: politiche fiscali più amichevoli nei confronti delle famiglie con figli; servizi per l’infanzia accessibili e di qualità; politiche dell’immigrazione più o meno selettive, attente ad attrarre e a coltivare le giovani generazioni istruite.
Andrea Gavosto
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!
Vedi anche GF96 Imparare ad imparare.

 

Il collegamento tra Gruppi Famiglia


Domenica 24 marzo 2019 si è tenuto a Ronco Briantino l’incontro di collegamento tra Gruppi Famiglia.
E’ dal 1989 che ci incontriamo periodicamente. Senz’altro eravamo di più agli inizi, c’era il sapore della novità, ma non era facile neanche allora.
Le coppie erano molto legate alla parrocchia e poco aperte a nuove esperienze, adesso sono poche in assoluto e restano poco aperte.
Proposte come la nostra coinvolgono solo le poche coppie più sensibili.
Cosa non va oggi nel Collegamento? Che non “collega” più, non ci si incontra più periodicamente, manca la condivisione dei percorsi fatti.
Dall’incontro del 24 marzo è emerso proprio questo: la necessità del collegamento.
Franco Rosada

Famiglia: un fatto sociale


Le istituzioni pubbliche non possono fare finta che la famiglia sia solo un fatto privato: ciò che avviene tra i coniugi e con i figli è un fatto sociale; e ogni essere umano che viene ferito negli affetti familiari, in un modo o nell’altro, diventerà un problema per tutti. Non si resti, quindi, sordi alle domande di sostegno in campo educativo, formativo e relazionale, che salgono dalle famiglie. Il cuore di ciascuna di esse è l’amore delle persone che la compongono e che, in virtù di questo amore, stringono alleanza davanti agli uomini e – per noi credenti – nel Signore.
Se non vogliamo rassegnarci al declino demografico, ripartiamo da un’attenzione reale alla natalità; prendiamoci cura delle mamme lavoratrici, imparando a riconoscere la loro funzione sociale; confrontiamoci con quanto già esiste negli altri Paesi del Continente per assumere in maniera convinta opportune misure economiche e fiscali per quei coniugi che accolgono la vita. Vanno in questa direzione diverse proposte avanzate anche dal Forum delle Associazioni Familiari.
La famiglia è il termometro più sensibile dei cambiamenti sociali: senza venir meno ai principi – visto che la famiglia non è un menù da cui scegliere ciò che si vuole – aiutiamoci a mettere a punto un pensiero sulla famiglia per questo tempo. Chi fosse sinceramente disponibile a questo passo – che è condizione per una società migliore – ci troverà sempre al suo fianco, forti come siamo di una ricca tradizione di cultura della famiglia.
Gualtiero Bassetti, presidente della CEI
Per leggere tutto l’intervento clicca qui!