Archivi tag: mondo

Parlare dell’ISIS ai bambini

La prima falsa credenza è quella che porta tutti noi a generalizzare il concetto che il mondo è un luogo pericoloso in cui vivere.
Un’altra falsa credenza che rischia di fare male a tutti, in particolare ai bambini, è che “tutte le persone che appartengono alla razza, alla religione o alla nazione dei terroristi sono pericolose e vogliono farci del male”.
Gli adulti hanno la responsabilità di proporre ai minori la migliore visione del mondo possibile, non basata su un’ingenua accettazione di tutto, bensì fondata su una concezione dell’uomo orientata alla dignità, alla promozione della vita e della persona, senza differenze di etnia, religione, orientamento sessuale, nazione di provenienza.
La cosa più importante è aiutare i nostri figli a non aderire alla credenza, così spesso raccontata dagli adulti di riferimento, che “il domani e il futuro fanno paura e che le cose andranno sempre peggio e saranno senza speranza”.
Il diritto alla speranza è l’unico pre-requisito che dobbiamo tutelare per e con i nostri figli. Anche quando il cuore è pesante e lo sgomento infinito, il domani per un bambino deve rappresentare uno “spazio temporale” orientato alla fiducia e alla speranza.
Alberto Pellai, Famiglia Cristiana, 23 marzo 2016
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Oggi il mondo cambierà

Oggi il mondo cambierà , comunque vada a finire il negoziato di Losanna. In caso di accordo, Obama avrà vinto: l’Iran diventerà un interlocutore riconosciuto dell’Occidente. In caso di fallimento, Teheran potrà correre verso l’atomica senza controlli.
Comunque vada a finire il braccio di ferro nucleare tra l’Iran e le potenze del Consiglio di sicurezza dell’Onu più la Germania, alla mezzanotte di oggi il mondo cambierà.
Se a Losanna sarà stato raggiunto un accordo Obama avrà vinto la sua sfida, l’Iran non diventerà per questo amico dell’Occidente ma interlocutore riconosciuto sì, la decisiva partecipazione iraniana alla lotta contro l’Isis potrà risultare meno contraddittoria, e le dinamiche mediorientali dovranno tenere conto di un consolidamento sciita proprio mentre infuria nello Yemen lo scontro con i sunniti.
Se invece gli ultimi ostacoli impediranno l’accordo a vincere sarà Netanyahu che si è opposto all’intesa con estrema energia, Obama diventerà più che mai un’anatra zoppa marcata a vista dal Congresso e sarà tentato di giocare le sue ultime carte internazionali in Europa contro Putin, crescerà il ruolo dell’Arabia Saudita, e nel mondo sciita che comprende anche parti dell’Iraq, della Siria e del Libano prenderanno quota le fazioni più radicali…
Franco Venturini, Corsera 31 marzo 2015
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A metà del cammino sinodale

Il mondo attuale sembra valorizzare una affettività senza limiti di cui si vogliono esplorare tutti i versanti, anche quelli più complessi. Di fatto, la questione della fragilità affettiva è di grande attualità: una affettività narcisistica, instabile e mutevole che non aiuta sempre i soggetti a raggiungere una maggiore maturità. In questo contesto, le coppie sono talvolta incerte, esitanti e faticano a trovare i modi per crescere. Molti sono quelli che tendono a restare negli stadi primari della vita emozionale e sessuale. La crisi della coppia destabilizza la famiglia e può arrivare attraverso le separazioni e i divorzi a produrre serie conseguenze sugli adulti, i figli e la società, indebolendo l’individuo e i legami sociali. Anche il calo demografico non solo determina una situazione in cui l’avvicendarsi delle generazioni non è più assicurato, ma rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire.
In questo contesto la Chiesa avverte la necessità di dire una parola di speranza e di senso. Occorre muovere dalla convinzione che l’uomo viene da Dio e che, pertanto, una riflessione capace di riproporre le grandi domande sul significato dell’essere uomini, possa trovare un terreno fertile nelle attese più profonde dell’umanità. I grandi valori del matrimonio e della famiglia cristiana corrispondono alla ricerca che attraversa l’esistenza umana anche in un tempo segnato dall’individualismo e dall’edonismo. Occorre accogliere le persone con la loro esistenza concreta, saperne sostenere la ricerca, incoraggiare il desiderio di Dio e la volontà di sentirsi pienamente parte della Chiesa anche di chi ha sperimentato il fallimento o si trova nelle situazioni più disparate. Questo esige che la dottrina della fede, da far conoscere sempre di più nei suoi contenuti fondamentali, vada proposta insieme alla misericordia.
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Aggiornamenti dal Sinodo

“Il matrimonio è e resta un sacramento indissolubile” ma anche “le unioni di fatto in cui si conviva con fedeltà ed amore, presentano elementi di santificazione e di verità”. Dagli interventi dei vescovi durante la Seconda e la Terza Congregazione generale del Sinodo straordinario sulla famiglia arrivano importanti aperture sulle coppie di fatto. Nessuno mette in discussione la dottrina ma, come si legge nella nota diffusa dalla sala stampa vaticana, alcuni vescovi hanno ritenuto fondamentale porre l’accento “sugli elementi positivi”, per “infondere coraggio e speranza anche a forme imperfette di famiglia, che possono essere valorizzate, secondo il principio della gradualità”.
Di fronte “ad ideologie contrarie alla dottrina della Chiesa sulla famiglia ed il matrimonio”, sottolineano i vescovi, “la Chiesa deve proteggere ma anche preparare meglio i suoi fedeli”, e presentare la dottrina “non come un elenco di divieti, ma facendosi vicina ai fedeli, così come faceva Gesù”.
Nel bollettino che sintetizza il dibattito generale dei lavori sinodali arriva anche un richiamo a guardare all’esempio del Concilio Vaticano II e ad “entrare in dialogo con il mondo”, ad avviare “un’apertura critica ma sincera perché, se la Chiesa non ascolta il mondo, il mondo non ascolterà la Chiesa”. Tra i porporati è emersa “la necessità di adeguare il linguaggio della Chiesa, affinché la sua dottrina sulla famiglia, sulla vita, sulla sessualità, sia compresa nel modo giusto”. Il Sinodo ha ribadito che “la famiglia è nucleo fondamentale della società umana, culla dell’amore gratuito che va tutelata, perché ne va del futuro dell’umanità”.
Quanto all’accostamento all’Eucarestia da parte dei divorziati risposati, è stato ribadito che tale sacramento “non è il sacramento dei perfetti, ma di coloro che sono in cammino”. Ai divorziati risposati e alle coppie in difficoltà “la Chiesa deve presentare non un giudizio, ma una verità, con uno sguardo di comprensione, perché la gente segue la verità e segue la Chiesa se essa dice la verità”.
La Repubblica, 8 ottobre 2014
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Il bene, il male, la Chiesa

Claudio Magris afferma: «esiste una falsificazione oggettiva del messaggio della Chiesa e questo dipende in parte dal fatto che sovente la Chiesa stessa non riesce a proporre in modo chiaro il suo messaggio a livello per così dire intermedio, un piano altrettanto necessario di quello alto perché è sulla divulgazione media che ciascuno di noi basa la propria conoscenza del mondo».
Un esempio può essere il peccato originale e la percezione «che sia una specie di superstizione, una stupidaggine, quando invece mi viene in mente una bellissima pagina di Karl Rahner che spiega che non si tratta di una tendenza a delinquere ereditata dai nostri progenitori, ma del fatto che nasciamo in un mondo che è in qualche modo condeterminato dalle colpe altrui, che dobbiamo sentirci corresponsabili anche se innocenti: altrimenti perché dovremmo scandalizzarci del traffico di bambini, se non lo abbiamo fatto noi?».
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La fame nel mondo

«Con il cibo che avanziamo e buttiamo potremmo dar da mangiare a tantissimi. Se riuscissimo a non sprecare, a riciclare il cibo, la fame nel mondo diminuirebbe di molto. Mi ha impressionato leggere una statistica che parla di 10 mila bambini morti di fame ogni giorno nel mondo. Ci sono tanti bambini che piangono perché hanno fame. L’altro giorno all’udienza del mercoledì, dietro una transenna, c’era una giovane mamma col suo bambino di pochi mesi. Quando sono passato, il bambino piangeva tanto. La madre lo accarezzava. Le ho detto: signora, credo che il piccolo abbia fame. Lei ha risposto: sì sarebbe l’ora… Ho replicato: ma gli dia da mangiare, per favore! Lei aveva pudore, non voleva allattarlo in pubblico, mentre passava il Papa. Ecco, vorrei dire lo stesso all’umanità: date da mangiare! Quella donna aveva il latte per il suo bambino, nel mondo abbiamo sufficiente cibo per sfamare tutti. Se lavoriamo con le organizzazioni umanitarie e riusciamo a essere tutti d’accordo nel non sprecare il cibo, facendolo arrivare a chi ne ha bisogno, daremo un grande contributo per risolvere la tragedia della fame nel mondo. Vorrei ripetere all’umanità ciò che ho detto a quella mamma: date da mangiare a chi ha fame! La speranza e la tenerezza del Natale del Signore ci scuotano dall’indifferenza».
Papa Francesco, intervista ad Andrea Tornielli, La Stampa, 15 dicembre 2013
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