Archivi categoria: Frammenti

La Chiesa è donna, sposa, madre


«Ascoltando la dottoressa Ghisoni ho sentito la Chiesa parlare di se stessa. Cioè – spiega Bergoglio – tutti noi abbiamo parlato sulla Chiesa. In tutti gli interventi. Ma questa volta era la Chiesa stessa che parlava».
Non è solo una questione di stile, è «il genio femminile che si rispecchia nella Chiesa che è donna». E poi il Papa precisa: «Invitare a parlare una donna non è entrare nella modalità di un femminismo ecclesiastico, perché alla fine ogni femminismo finisce con l’essere un machismo con la gonna». No. Ascoltare una donna che riflette «sulle ferite della Chiesa è invitare la Chiesa a parlare su se stessa, sulle ferite che ha». E questo per il Papa è il passo da «fare con molta forza: la donna è l’immagine della Chiesa che è donna, è sposa, è madre. Uno stile». Senza il quale «parleremmo del popolo di Dio ma come organizzazione, forse sindacale, ma non come famiglia partorita dalla madre Chiesa».
Fonte: https://www.lastampa.it/2019/02/23/esteri/la-scossa-di-francesco-la-chiesa-donna-e-ha-il-genio-femminile-SNHOzod9M7ZlJSe8ZOYFPO/pagina.html

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Imparare ad amare


«C’è chi viene da me per omaggiare Maria – afferma Angela Volpini, mistica. C’è chi cerca le ragioni della propria esistenza. Una volta c’erano anche gli atei “massicci” che mi piacevano tanto. Adesso sono più eterei, non catalogabili. Spesso arrivano delusi da altre esperienze religiose, da altre religioni. Hanno esigenze spirituali non incarnate e questo è un grande problema di oggi. Separano la spiritualità dalla vita di tutti i giorni, dalla carnalità. Uno spiritualismo che distacca dalla vita reale, che rende egoisti, insensibili alle sofferenze. Se ti disincarni perdi la pienezza dell’amore e questo mi preoccupa davvero. Molti dicono che desiderano un mondo di amore. Ma da chi te lo aspetti questo mondo d’amore se non cominci tu ad amare nella realtà della tua vita, adesso? Tutti vogliamo essere conosciuti e amati. La difficoltà è che aspettiamo sempre che sia l’altro a cominciare… Poi ci sono i consumisti e basta, ma quelli non vengono qui».
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2030. Genitori single


Non ti amo più. Iniziate ad abituarvi all’idea di archiviare il romantico titolo di coda delle vostre vite a due: «e vissero per sempre felici e contenti». Non è certo una novità il fatto che ci si sposi sempre di meno e si divorzi di più. Ma quando ti avvertono che nel 2030 le separazioni nel mondo aumenteranno del 78,5% un certo effetto lo fa. E sognare diventa sempre più difficile. I dati della Euromonitor International, sottolineano anche come a questo fenomeno si aggiunga quello che vede i genitori single crescere a ritmi tre volte superiore rispetto a quelli che vivono insieme (entro il 2030, si stima che il numero di famiglie monoparentali aumenterà di circa 120 milioni). Una trasformazione della società che ha iniziato ad accelerare 20 anni fa, al passaggio al nuovo millennio. E che di questi tempi sta decisamente correndo…
Maria Corbi, La Stampa, 25 aprile 2019

 

Al centro la Parola


“Stabilisco” che “la III domenica del tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio”. Lo scrive Papa Francesco nella Lettera apostolica in forma di Motu Proprio “Aperuit illis”, emanata oggi, memoria liturgica di san Girolamo. Il Pontefice ricorda che a conclusione del Giubileo della misericordia aveva indicato l’idea di “una domenica dedicata interamente alla Parola di Dio”, e il Motu Proprio odierno è la risposta alle tante richieste giunte “da parte del popolo di Dio, perché in tutta la Chiesa si possa celebrare in unità di intenti la Domenica della Parola di Dio”. La domenica prescelta, la terza del tempo ordinario, non è un tempo qualsiasi ma, precisa Francesco, si colloca “in un momento opportuno di quel periodo dell’anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani”. Non “una mera coincidenza temporale: celebrare la Domenica della Parola di Dio esprime una valenza ecumenica, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un’unità autentica e solida”. Dal Papa l’invito alle comunità a “vivere questa Domenica come un giorno solenne” intronizzando il testo sacro. In questa domenica i vescovi potranno celebrare il rito del lettorato. Fondamentale, sottolinea il Pontefice, che “si preparino alcuni fedeli ad essere veri annunciatori della Parola con una preparazione adeguata” mentre i parroci potranno trovare forme per la consegna della Bibbia, o di un suo libro, a tutta l’assemblea.
Fonte: SIR

Deepfake


I deepfake sono immagini o video manipolati applicando sul volto del protagonista la faccia e le parole di qualcun altro in tempo reale. Questi strumenti possono intorbidire le relazioni politiche, economiche e diplomatiche. Ed esacerbare i conflitti internazionali.
Striscia la notizia a fine settembre c’era un Matteo Renzi che straparlava fra battute al vetriolo e commenti sui suoi avversari politici. Basta una webcam e un software che elabora immagini e voce.
Non c’è un antidoto. Soprattutto, per smascherare simili artefazioni quando non vengono dichiarate, serve tempo mentre la loro viralità on-line può essere istantanea e devastante. L’unica arma di difesa è uno scetticismo profondo e il sospetto permanente verso tutto e tutti. Il ché ha un effetto ancor più profondo e pericoloso delle manipolazioni stesse.
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La rosa di Lutero


“Chi è fedele in cose di poco conto [quelle di questo mondo], è fedele anche in cose importanti [le cose di Dio, la vita eterna]” Lc 16,10

Questo versetto è ben rappresentato dalla “rosa di Lutero” che l’autore descrive così: “Prima dev’esserci una croce: nera nel cuore, che ha il suo colore naturale, affinché io mi ricordi che la fede nel Crocifisso ci rende beati. Poiché il giusto vivrà per fede, per la fede nel Crocifisso. Ma il cuore deve trovarsi al centro di una rosa bianca, per indicare che la fede dà gioia, consolazione e pace; perciò la rosa dev’essere bianca e non rossa, perché il bianco è il colore degli spiriti e di tutti gli angeli. La rosa è in campo celeste, che sta per la gioia futura. Il campo è circondato da un anello d’oro, per indicare che tale beatitudine in cielo è eterna e che non ha fine e che è anche più eccellente di tutte le gioie e i beni, così come l’oro è il minerale  più pregiato, nobile ed eccellente. Martin Lutero”.

Ritrovare la speranza oggi


I sogni diurni di ognuno di noi sono importanti, sono necessari. Sono urgenti. La lunga e profonda crisi ci ha lasciato una pesante eredità. Si è rotto il tacito patto che aveva guidato lo sviluppo per oltre mezzo secolo. L’ascensore sociale si è inceppato: scende, ma non sale.
Si è frammentato l’immaginario collettivo e i nuovi miti d’oggi, volatili e fragili. Perché abbiamo vissuto anche il naufragio delle grandi narrazioni post-ideologiche egemoni negli ultimi trent’anni, entro le quali avevamo costruito la nostra identità e radicato il nostro benessere: l’Idea di una nuova patria in una Europa unita senza più frontiere, i benefici per tutti portati dalla globalizzazione, il potere taumaturgico della rivoluzione digitale come leva universale per diffondere conoscenza e democrazia ai quattro angoli del pianeta.
La società del rancore che si è risvegliata l’indomani, con questi sogni andati in pezzi, spaesata, inquieta e impaurita, imprigionata nel limbo della crescita da «zero virgola», si è immersa in una nuova antropologia dell’insicurezza.
Ora ci sporgiamo sulla frattura della storia. Come affrontare il futuro? Come rimettere in moto i desideri e la speranza? La filosofia può accompagnarci per mano nel travaglio del salto d’epoca. Per non accontentarci del cattivo presente. Per scansare il frutto avvelenato del rancore e non cadere nella trappola della nostalgia. Per continuare a sognare a occhi aperti.
Massimiliano Valerii, La notte di un’epoca, Ponte alle Grazie Editore, Frienze 2019