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La favola dell’aborto facile

 
Una campagna ideologica indifferente alla salute delle donne ha diffuso, intorno alla pillola abortiva RU486, il mito di un aborto facile. Il nuovo farmaco è apparso come un simbolo di libertà femminile e di progresso. La realtà è diversa: l’aborto chimico è più rischioso, doloroso e traumatico di quello effettuato con altri metodi, e dura molto più tempo. Perché, allora, nonostante gli eventi avversi, gli effetti collaterali e le morti (il tasso di mortalità è 10 volte più alto di quello relativo al metodo chirurgico) la pillola abortiva è adottata e promossa, soprattutto nei paesi terzi? Forse perché si tratta di un metodo sostanzialmente domiciliare, che non impegna le strutture sanitarie e riversa ogni responsabilità, anche dal punto di vista medico, su chi lo subisce. È la donna infatti che deve controllare il flusso di sangue, stabilire se è in corso un’emorragia o un’infezione e decidere se è il caso di precipitarsi in ospedale; è lei che deve scegliere se arginare il dolore con gli oppiacei o chiamare il medico. Si tratta davvero di maggiore libertà, o solo del disinteresse della società per un evento doloroso, che è stato a lungo confinato nel privato femminile e oggi, grazie a una pillola, torna ad esserlo?
Dalla quarta di copertina del libro di Eugenia Roccella

L’amore romantico

Che cos’è per voi l’amore romantico? Suono di violini, chiaro di luna, profumo di violette…?
No! L’amore romantico non è tutta un’altra cosa, è tragedia, è “tempesta e tuono”, è Traviata, Aida, è “amore e morte”. E’ lui e lei, folle innamoramento, passione fino alle sue estreme conseguenze.
E dopo? Forse “vissero felici e contenti”, ma questo non interessa più a nessuno.
Franco Rosada

Affido condiviso

Sono molte le coppie gay che cercano (e trovano) chi realizzerà il loro sogno di famiglia con prole. Per loro funziona così: una coppia di uomini si mette in contatto con una coppia di donne e insieme decidono di fare un figlio, quindi ci sarà un genitore biologico per parte. Il bambino avrà due famiglie, come avviene spesso nei divorzi. E si può immaginare che il tempo venga diviso proprio come per le coppie separate. Affido condiviso. Vacanze e weekend alternati, settimana equamente spartita. E magari feste comandate passate tutti insieme allegramente…
Sul sito http://www.co-genitori.it si spiega chiaramente che «si rivolgono agli omosessuali ma anche a tutti coloro che non vogliono vivere in coppia». E c’è il forum in cui ci si scambiano informazioni e desiderata.
Maria Corbi, La Stampa 16 febbraio 2016
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Perché diventare cristiano

[dal rito dell’iniziazione cristiana degli adulti (RICA n.318)]
Celebrante:
[Nome], che cosa desideri?
Candidato:
Desidero diventare cristiano.
Celebrante:
Perché vuoi diventare cristiano?
Candidato:
Perché credo in Cristo.
Celebrante:
La fede in Cristo che cosa ti dona?
Candidato:
La vita eterna.

Pregare con e per il morente

Riporto un esempio significativo. Una signora che conoscevo aveva un tumore e sapeva che sarebbe morta di lì a poco. Mi pregò di darle l’unzione degli infermi a casa sua, dove furono presenti i suoi tre figli, suo marito e un paio di amici. Iniziamo il rituale e invitai tutti a posare la mano sul capo o sulla spalla della donna e a pregare in silenzio per lei.
In quel momento la donna senti l’amore della sua famiglia e dei suoi amici: diventò, in quell’istante, il centro stesso della famiglia.
In questo rituale è importante pregare in silenzio: infatti parole troppo pietose possono ferire i malati nella loro delicata situazione, e spesso eludono la malattia.
Dopo la preghiera di intercessione lessi un brano biblico e lo commentai. Infine unsi le mani della malata con l’olio e pronunciai queste parole: “Con quest’olio l’amore di Dio possa ristorarti nella tua malattia. L’amore di Dio possa sfiorarti delicatamente come questo olio profumato”. La donna tese poi le mani unte davanti a sé, ed io chiesi ai familiari di segnare su quelle stesse mani una croce con il pollice e di esprimere un augurio di benedizione.
In quel momento si venne a creare un nuovo rapporto tra madre e figli, i quali riuscirono a dirle parole che altrimenti mai avrebbero detto nella vita. Il rituale è pertanto un luogo nel quale possiamo esprimere in modo nuovo i nostri sentimenti: si viene così a creare una profonda relazione intima tra il malato e i familiari che vi partecipano.
Anselm Grün
Per altre riflessioni sulla malattia, la morte e il lutto vedi GF111 e GF80

Costruttori di pace

Qual è «quella pace che il Signore ci ha dato e che ci fa sentire tutti fratelli (Gv 14,27)»?
Qual è la pace che Gesù ci dona, e in che cosa si differenza da quella che dà il mondo?
In questi tempi, ascoltando la parola “pace” pensiamo soprattutto a una situazione di non-guerra o di fine-guerra, uno stato di tranquillità e di benessere.
Questo – lo sappiamo – non corrisponde pienamente al senso della parola ebraica shalom, che, nel contesto biblico, ha un significato più ricco…
Pace è anche l’esperienza della misericordia, del perdono e della benevolenza di Dio, che ci rende capaci a nostra volta di esercitare misericordia, perdono, respingendo ogni forma di violenza e di oppressione.
Ecco perché la pace di Dio come dono è inseparabile dall’essere costruttori e testimoni di pace; come dice Fratelli tutti, “artigiani di pace disposti ad avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e audacia” (n.225).
Fonte: https://www.vinonuovo.it/teologia/etica/il-principe-e-i-poeti-della-pace/

Introduzione al cristianesimo

Ci sono, in questo momento storico, due aspetti fondamentali della delle fede cristiana che vengono relativizzati:
– La figura del Cristo, che viene spiegata in termini completamente diversi non solo rispetto al dogma, ma rispetto agli stessi vangeli. Ad essere accantonata è la fede che Cristo sia il Figlio unico di Dio, non una forma di manifestazione di Dio.
– Il concetto di Dio. Anche i cattolici credenti si chiedono con molta spontaneità: è davvero così importante pensare Dio come persona o pensarlo in modo impersonale?
Da: Joseph Ratzinger, Introduzione al cristianesimo

Sostiene Pereira

E’ difficile stare dalla parte giusta, mentre il mondo va a rotoli.
Ma è ancora più difficile cambiare idea, uscire dal cono d’ombra dell’indecisione, fare ciò che non si aveva il coraggio di fare, muovere un’intera confederazione di anime verso il giusto, parente stretto del vero, e anche del bello.
Nicola Lagioia
dalla presentazione del libro di Antonio Tabucchi: Sostiene Pereira

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Buon Natale del Signore!

Tu ce l’hai una stella?
Non è una domanda qualunque, questa, perché per avere una stella
devi accorgerti che esiste un cielo sopra la tua testa.
Per accorgerti di questo cielo devi imparare ad alzare lo sguardo.
Per alzare lo sguardo devi smettere di pensare che la vita è solo andare avanti,
a volte bisogna andare in alto, perché dall’alto le cose si vedono meglio.

Tu ce l’hai un viaggio?
Tutti siamo nati per andare dal qualche parte.
Non siamo nati fermi.
Ci sono strade che aspettano solo noi.
Cammini fatti a misura delle nostre scarpe.
Sappiamo, in fondo che per trovare qualcosa dentro di noi
dovevamo camminare fuori di noi, verso qualche parte.

Tu ce l’hai un bambino?
Forse sì. È tuo figlio.
O forse è quel bambino che eri tu e che non trovi più.
Bambino è attesa di vita”.
Luigi Maria Epicoco

La beatitudine dell’attesa

Celebrare l’Avvento significa saper attendere; l’attendere è un’arte che il nostro tempo impaziente ha dimenticato. Il nostro tempo vuole cogliere il frutto maturo non appena ha piantato il germoglio, ma gli occhi avidi sono ingannati in continuazione, perché il frutto, all’apparenza così prezioso, al suo interno è ancora acerbo e mani irrispettose gettano via con ingratitudine ciò che le ha deluse. Chi non conosce l’acre beatitudine dell’attesa, cioè della mancanza nella speranza, non sperimenterà mai nella sua interezza la benedizione dell’adempimento.
Dietrich Bonhoeffer