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Essere Chiesa nella marginalità


Il prossimo numero della rivista Gruppi Famiglia avrà come tema: La Chiesa come “resto”.
Dopo molti secoli in cui la cultura occidentale è stata contrassegnata dal pensiero religioso, nel secolo attuale la distanza tra Chiesa e società si sta sempre più accentuando.
I cristiani praticanti si rendono ogni giorno più conto di essere “minoranza”: i loro valori non solo non sono più condivisi ma vengono anche contestati.
Se guardiamo alla Storia ci accorgiamo però di non essere i primi credenti a vivere in questa situazione, e che altri credenti già la vivono senza traumi: sono i missionari.
Ci fa piacere quindi anticiparvi, dal numero della rivista ora in stampa, la testimonianza di mons. Giorgio Marengo, prefetto apostolico di Ulan Bator, Mongolia.
Per leggerla, cliccate qui!

Scegliamo insieme: i risultati


Carissime/i,
dopo un mese, siamo in grado di stilare la classifica finale delle vostre preferenze sui temi da trattare nei prossimi numeri della rivista.
1 Fratelli tutti (e la fratellanza in generale) 12 voti
2 Economy of Francesco                                 12 voti
3 La speranza                                                      5 voti
4 Perché andare a messa oggi                       13 voti
5 Valori e disvalori                                            5 voti
6 Religione e fede                                              6 voti
7 I ruoli in famiglia                                           9 voti
8 Il fine vita                                                        4 voti
9 Convivenze e matrimonio cristiano           6 voti
10 L’attuazione di Amoris laetitia                  5 voti
Di conseguenza, i temi della rivista per il 2021 saranno:
n. 107, aprile: La Chiesa come resto (come già anticipato sul numero 106)
n. 108, luglio: La Chiesa di Francesco. Nel numero verranno trattati i temi: Religione e fede (6) e Perché andare a messa (4); inoltre completeremo le riflessioni su La Chiesa come resto parlando della Chiesa secondo il pensiero di papa Francesco.
n. 109, novembre: Fratelli tutti. Nel numero parleremo della fratellanza in generale, dell’enciclica del Papa (1) e dell’iniziativa Economy of Francesco (2).
Purtroppo, gli altri temi proposti non hanno suscitato abbastanza interesse. Quindi segnalateci pure nuovi argomenti da affrontare nel 2022.
Noris e Franco
formazionefamiglia@libero.it

 

 

 

Scegliamo insieme (aggiornamento)


Carissime/i,
dopo dieci giorni, possiamo stilare una prima classifica delle vostre preferenze sui temi da trattare nei prossimi numeri della rivista.
Se non l’avete ancora fatto, vi invitiamo a sceglierne tre (basta il numero!).
Sono anche gradite segnalazioni di argomenti che non sonno presenti nell’elenco.
Tra altri dieci giorni vi faremo conoscere la classifica finale.
Noris e Franco formazionefamiglia@libero.it

1 Fratelli tutti (e la fratellanza in generale) 7 voti
2 Economy of Francesco                                 5 voti
3 La speranza (1)                                               3 voti
4 Perché andare a messa oggi                       10 voti
5 Valori e disvalori                                            3 voti
6 Religione e fede (2)                                       4 voti
7 I ruoli in famiglia                                           6 voti
8 Il fine vita                                                        4 voti
9 Convivenze e matrimonio cristiano           4 voti
10 L’attuazione di Amoris laetitia                  2 voti
(1) Su vostro suggerimento abbiamo sganciato il tema della speranza dalla pandemia, perché troppo inflazionato.
(2) Il tema Religione e fede potrà essere trattato insieme a Perché andare a messa oggi  

P.S. Per chi segue il Blog ma non conosce la rivista può prenderne visione accedendo al sito: https://www.gruppifamiglia.it/, voce pubblicazioni.
La versione cartacea della rivista può esser richiesta gratuitamente inviando una mail alla Redazione formazionefamiglia@libero.it

Scegliamo insieme!


Carissime/i,
come redazione, abbiamo  esaurito i temi da trattare sulla rivista, temi che avevate scelto più di due anni fa.
Vi sottoponiamo quindi un elenco di nuovi possibili titoli, suggeriti dai collaboratori della rivista, e vi invitiamo a sceglierne tre (basta il numero!).
Sono anche gradite segnalazioni di argomenti che non sonno presenti nell’elenco.
Vi ringraziamo anticipo per le vostre risposte a vi formuliamo i nostri più sinceri auguri per l’anno nuovo,
Noris e Franco formazionefamiglia@libero.it

1 Fratelli tutti (e la fratellanza in generale)
2 Economy of Francesco
3 La speranza (in tempi di pandemia)
4 Perché andare a messa oggi
5 Valori e disvalori
6 Religione e fede
7 I ruoli in famiglia
8 Il fine vita
9 Convivenze e matrimonio cristiano
10 L’attuazione di Amoris laetitia

P.S. Per chi segue il Blog ma non conosce la rivista può prenderne visione accedendo al sito: https://www.gruppifamiglia.it/, voce pubblicazioni.
La versione cartacea della rivista può esser richiesta gratuitamente inviando una mail alla Redazione formazionefamiglia@libero.it

Il precariato viene da lontano

Se oggi viene chiesta a chi lavora flessibilità, ebbene noi la pratichiamo da cinque anni, dal 1998… L’azienda dove mio marito lavorava è fallita, io per altri motivi ho lasciato un lavoro fisso, e da allora ruotiamo nel mondo del lavoro temporaneo. Così siamo una famiglia con un figlio, un mutuo e nessuno di noi due ha un lavoro fisso!
Mio marito ha un contratto che scade ogni due mesi, io girovago da un posto all’altro e sono ormai diventata esperta in “colloqui di lavoro”. Ho un’esperienza decennale come segretaria e conosco praticamente tre lingue, ma spesso mi viene detto che ho troppa esperienza… che preferiscono prendere persone più giovani (sono del ’66)… e poi ho troppe pretese economiche… (mi accontenterei di 850 Euro al mese!).
Le conseguenze di questo stato di cose sono, oltre all’aspetto economico precario, l’impossibilità di poter progettare come famiglia un week-end, un ponte, le ferie, perché, quand’anche esistesse il denaro, non si può sapere in quali giorni siamo entrambi a casa.
Anche la programmazione di un nuovo figlio, in questo contesto, diventa difficile e richiede veramente un atto di fede nella Divina Provvidenza.
Inoltre il fatto di avere ogni anno circa 5/6 contratti, fa sì che ogni volta mi sia pagata la liquidazione e le ferie maturate. Questo, se da un lato mi consente un minimo di respiro per i tempi morti, crea poi un “esubero” di reddito, mi fa superare gli scaglioni, con la conseguenza di pagare 1500 Euro di Irpef, perdendo insieme il diritto a qualsiasi riduzione per la mensa scolastica di mio figlio.
Penso che questo tipo di situazione sia “contro la famiglia”: chi ne vuole creare una nuova ha sicuramente delle serie difficoltà, chi c’è l’ha deve fare attenzione ad evitare vere e proprie crisi familiari. Noi non ce l’abbiamo con le agenzie interinali, senza le quali in questi anni non avremmo mangiato, ma pensiamo che esista un vuoto legislativo e culturale che impedisce il reinserimento stabile nel mondo del lavoro di persone “non più giovani” come noi e non garantisce un sostegno vero alla famiglia!
R.S. & R.C.
Tratto da Gruppi Famiglia, n. 42

Maternità e paternità


All’inizio eravamo bestie. Né più né meno come lo sono ancora le grandi scimmie nostre cugine.
Di amore coniugale non era proprio il caso di parlare. Scrive Luigi Zoja nel libro “Il gesto di Ettore”: “agli albori dell’umanità, solo i maschi più forti del branco si potevano accoppiare con le femmine”. Se la maternità negli ominidi è un dato innato, la paternità lo è molto meno.
La paternità inizia a prendere forma, continua Zoja, “quando i maschi si accordarono, per smettere di aggredirsi e per spartirsi le femmine secondo una regola. Le ricostruzioni dell’antropologia ci dicono che le regole più elementari delle società più semplici e antiche hanno a che fare con la spartizione delle donne”; nacquero allora le coppie, non necessariamente monogamiche.
Quando avvenne questo? In un periodo incerto tra 70.000 e 30.000 anni fa in un contesto di grande cambiamento che prende il nome di “grande balzo in avanti”. Questo termine è utilizzato in antropologia, archeologia e sociologia con riferimento ad una serie di trasformazioni che distingueranno da allora in poi gli esseri umani moderni dai loro antenati e da altre linee estinte di ominidi. Con il “grande balzo in avanti” l’homo sapiens comincia a mostrare la presenza di un pensiero simbolico e ad esprimere una creatività culturale.
“Qualunque ne sia la spiegazione”, scrive la Commissione Teologica Internazionale, “il fattore decisivo nelle origini dell’uomo è stato il continuo sviluppo del cervello umano”. Di conseguenza, “la natura e la velocità dell’evoluzione sono state alterate per sempre con l’introduzione di fattori unicamente umani quali la coscienza, l’intenzionalità, la libertà e la creatività. L’evoluzione biologica ha assunto la nuova veste di un’evoluzione di tipo sociale e culturale”.
Per continuare la lettura clicca qui!

L’amore coniugale


E’ stato spedito il numero di marzo della rivista Gruppi Famiglia. Ci auguriamo che la possiate ricevere tutti entro fine mese.
Vi anticipiamo alcuni passaggi tratti dal primo degli articoli sul tema dell’amore coniugale.
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L’innamoramento è sicuramente un’esperienza positiva e necessaria, è la grande spinta che porta l’io a uscire da sé per incontrare l’altro. Capita però che, se le persone scambiano la fascinazione nei confronti dell’altro per un vero innamoramento, la “storia” abbia breve durata.
Quando si è innamorati sembra di essere arrivati, sembra che non ci sia bisogno di altra evoluzione o costruzione. L’amore, al contrario, è la ripresa dei propri confini e dei confini dell’altro. È il passaggio dalla fusione alla relazione. Questo passaggio è possibile quando si discioglie parzialmente o totalmente l’innamoramento, o quel tipo di innamoramento. Solo così può nascere l’amore. Molti vedono questo scioglimento come la fine dell’amore, e invece può esserne l’inizio.
L’istituzione matrimoniale, da quando si è diffuso l’amore romantico, è stata sempre criticata e derisa, come quando si afferma che è “tomba dell’amore”.
In realtà, più che ‘tomba dell’amore’, il matrimonio è chiamato a diventare, attraverso l’umanizzazione della sessualità che si attua al suo interno, ‘tomba dell’amore selvaggio’, dell’amore cioè che si esprime come semplice soddisfacimento degli impulsi sessuali.
L’amore fedele non è un eroismo, né una sfida, ma una paziente e tenace applicazione. Attraverso la fedeltà prende avvio quell’azione d’amore che di continuo crea l’altro come si crea un’opera. Naturalmente tutto ciò diventa comprensibile se appena si riesce a concepire l’amore non come uno stato, qual è per esempio la condizione dell’innamorato, ma come un atto che, invece di divinizzare il desiderio e la sua incontenibile brama che consuma la vita, sta alla parola data e, a partire dalla fedeltà al patto, prende a costruire scenari d’amore.
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Volete ricevere una copia della rivista? Richiedetela a formazionefamiglia@libero.it. Ve la invieremo gratuitamente.

 

SCEGLIAMO INSIEME!

SCEGLIETE I TEMI PER I PROSSIMI NUMERI DELLA RIVISTA GRUPPI FAMIGLIA (MAX TRE PREFERENZE)

  1. La l’attualità della figura di Gesù
  2. Scrittura e famiglia: antico e nuovo testamento
  3. Il Padre nostro
  4. Gaudete et exultate: tutti chiamati alla santità!
  5. Maria: dea madre o ancella del Signore?
  6. Il valore del servizio in tutti i campi (sociale, missionario, scout, parrocchia, politico ecc.)
  7. I cristiani in rapporto agli ultimi: poveri, immigrati, disabili, omosessuali, zingari, ecc..
  8. Come lavorare per la pace?
  9. Amoris laetitia c.5: l’amore che diventa fecondo
  10. Amoris laetitia c.6: l’accompagnamento dei fidanzati, giovani coppie, famiglie in crisi
  11. Il sacramento del matrimonio come forza per evangelizzare (progetto MISTERO GRANDE)
  12. Convivenza e/o matrimonio
  13. I fidanzati di oggi…
  14. Il valore della tenerezza (mons. Rocchetta)
  15. Le parole come pietre (il linguaggio che si usa oggi)
  16. Amoris laetitia c.7: fecondità ed educazione figli
  17. Educazione e fragilità delle relazioni
  18. Come trasmettere la fede ai figli?
  19. Amoris laetitia c.8: divorziati e risposati
  20. Amoris laetitia c.9: spiritualità coniugale e familiare
  21. Il sinodo sui giovani

Cercasi collaborazioni!


Mentre il numero 100 della rivista Gruppi Famiglia è in viaggio verso le vostre case, come redazione stiamo già lavorando al numero successivo.
Nel numero 101 abbiamo preso in considerazione i paragrafi del capitolo 4 di Amoris laetitia non trattati nel numero 100 e li abbiamo commentati attingendo a quel grande archivio che sono i contenuti del sito dei Gruppi Famiglia.
Per completare il numero, e renderlo attuale, ci servono le vostre testimonianze. Per aiutarvi abbiamo individuato una serie di domande a cui siete invitati a rispondere. Scegliete le domande che preferite e inviateci le vostre riflessioni, che devo essere brevi e sintetiche.
La scadenza ultima per l’invio in redazione (formazionefamiglia@libero.it) è il 15 gennaio p.v.
Qui trovate le domande e qui potete visionare la bozza parziale del numero 101.
Contiamo sulla vostra collaborazione,
Franco e Noris

 

Femminicidi


Nel 2005 la parola femminicidio non era ancora molto usata, ma gli omicidi in famiglia  erano già ricorrenti.
Riprendo dal numero di marzo di quell’anno della rivista Gruppi Famiglia questa lettera e parte della risposta.
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Si stanno verificando, con una impressionante frequenza, omicidi che hanno per vittima il coniuge che vuole separarsi o si è già separato.
Perché? È mai possibile che si preferisca vedere morta la persona che si è amata che vederla rifarsi una vita? Senza poi pensare di lasciare soli i figli, visto che l’omicida sarà arrestato.
È patologia mentale, secondo voi, o un assurdo senso del possesso, per cui l’altro è mio e non ha diritto a vivere se esce dalla mia proprietà?
Maria G.
Questa attenzione dei mass media verso fatti di sangue che si consumano dentro le pareti domestiche può far nascere qualche sospetto circa il reale scopo che essi – col diffondere tali notizie spesso in modo allarmante e talvolta in modo continuo nell’arco di un breve periodo di tempo – si propongono (p.e. qualche estate fa c’erano bambini nei cassonetti ogni giorno, l’anno dopo bambine violentate un giorno sì e un giorno no, ecc., poi più nulla!).
Non si tratta certamente né di generalizzare né tanto meno di insinuare.
Ma rimane il dubbio che taluni mezzi di comunicazione, al di là dei doveri di cronaca, abbiano anche il recondito obiettivo di colpevolizzare la famiglia, come l’unica causa di certi misfatti.
Non è finita l’onda lunga di certe analisi sociologiche del secolo scorso che volevano la morte della famiglia o quanto meno il superamento della
famiglia tradizionale a vantaggio di nuove forme di famiglie.
Nell’apprendere queste notizie occorre quindi non tirare la infondata
conseguenza che la famiglia non sia una struttura relazionale da continuare
a stimare e proteggere. Occorre anche una giusta dose di spirito
critico che, senza minimizzare questi gravissimi drammi, non ci faccia
restare prigionieri di operazioni medianiche dubbie.
Mons. Gianfranco Grandis
Per visionare quel numero clicca qui!