Archivi tag: adolescenti

L’amore narcisistico e cinico


Gli adolescenti, educati dalla rete più che dai genitori, vivono l’amore come prestazione di un io debole e bisognoso di valere qualcosa, a colpi di emozioni e di mi piace.
L’acclamato La la Land, seducente in canzoni e attori, è il film del narcisismo
relazionale, impasto perfetto di favola e cinismo. Nessuno dei due protagonisti
rinuncia a nulla, usa l’altro come doping per la propria «prestazione esistenziale».
Quello che resta nel finale è la malinconia del «sarebbe stato bello se avessimo scelto noi», ma la promessa di felicità del noi è solo un’ipotesi dell’irrealtà per l’ego.
Emblematico il dialogo nel parco dell’Osservatorio, dove i due, all’inizio, avevano inaugurato il sogno romantico volando tra le stelle: «Dove siamo noi due?», chiede lei riferendosi alla loro crisi, e lui: «Nel parco». Ridono, ma la risposta è perfetta: c’è solo l’istante, nessun progetto o scelta. Il dialogo continua tra un «tu devi mettere tutta te stessa nel tuo sogno» e un «io devo andare avanti nel mio piano». E il noi? Il noi non rientra nel sogno o nel piano. L’altro è servito ora a dopare l’ego emotivo (mi fai stare bene), ora da ultrà per quello carrieristico (fai il tifo per me).
Alessandro D’Avenia
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Adolescenti: che fatica!

«Proprio ora, quando avrebbe bisogno d’essere aiutato, disprezza e rigetta con spavalderia ogni nostra parola, anche quella che ci sembra la più ovvia e la più giusta!». Due fatti.
Il padre dice a Richy (13 anni) che il CD che si è appena comprato, piace anche a lui. Da quel momento Richy smette di ascoltarlo.
Soraya (15 anni) va a comprarsi un paio di jeans. Prima di pagarli, domanda alla commessa: «Se decidessi, potrei cambiarli?». La commessa: «Perché cambiarli?». «Non si sa mai, qualora piacessero a mia madre».
don Pino Pellegrino
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Vedi anche GF83: Quel mistero che sono i nostri figli quando crescono.

Fare sexting

Un adolescente su quattro in Italia l’ha fatto. Più le ragazze, disponibili a offrire parti del loro corpo ai loro coetanei. Più i ragazzi, quando si tratta di umiliare o aggredire le ragazze con video osé. E noi genitori ignari o finti tonti. Cari “colleghi” genitori, i nostri figli hanno subito una ipersessualizzazione di cui noi ignoriamo le conseguenze…
Col termine ipersessualizzazione della società si allude al fatto che le proposte e i messaggi relativi alla sessualità che attraversano i media sono troppi: troppo svincolati dal rapporto d’amore, troppo rappresentativi del rapporto sessuale di coppia a discapito degli altri aspetti dell’intimità personale, troppo inappropriati per il pubblico dei media-dipendenti, e in particolare dei più vulnerabili. Raggiungono troppo presto un pubblico di minori così da violare il loro diritto a una formazione sana ed equilibrata.
Tonino Cantelmi, per leggere tutto l’articolo clicca qui!

P.S. Il sexting, divenuto una vera e propria moda fra i giovani, consiste principalmente nello scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e video a sfondo sessuale, spesso realizzate con il telefono cellulare, o nella pubblicazione tramite via telematica, come chat, social network e internet in generale, oppure nell’invio di semplici MMS. Tali immagini, anche se inviate a una stretta cerchia di persone, spesso si diffondono in modo incontrollabile e possono creare seri problemi alla persona ritratta nei supporti foto e video.

La scuola come vita 2

Ieri sera, finalmente, sono riuscito a vedere il film “Class enemy”, un film sloveno premiato a Venezia. E’ rimasto poco nelle sale cinematografiche ma, a mio avviso, vale la pena vederlo e “utilizzarlo” al meglio.
Di cosa parla il film? Di scuola, di adolescenti, di adulti, di vita e di morte (perno del racconto il suicidio di una studentessa).
La bella recensione sul sito delle Dehoniane non è di dominio pubblico per cui vi rimando alla sintesi riportata sul sito dei Gruppi Famiglia.
Franco Rosada

La scuola come vita

Ieri sera, finalmente, sono riuscito a vedere il film “Class enemy”, un film sloveno premiato a Venezia. E’ rimasto poco nelle sale cinematografiche ma, a mio avviso, vale la pena vederlo e “utilizzarlo” al meglio.
Di cosa parla il film? Di scuola, di adolescenti, di adulti, di vita e di morte (perno del racconto il suicidio di una studentessa).
La bella recensione sul sito delle Dehoniane non è di dominio pubblico per cui vi rimando alla sintesi riportata sul sito dei Gruppi Famiglia.
Franco Rosada

 

La bellezza dei figli

Adolescenti ammutoliti dalla vergogna che non raccontano l’incubo della loro prigionia in un corpo inaccettabile, mentre inseguono la bellezza inaccessibile.
I genitori possono mitigare il danno arrecato ai loro figli da ideali crudeli di bellezza, di magrezza, di virilità, di successo sociale. Possono facilitare la scoperta della bellezza autentica, valorizzando le possibilità di successo sociale e sentimentale dei figli, ottenuto grazie alla bravura e alla competenza.
I ragazzi in crisi sanno che, nonostante tutto, è importante essere intelligenti, buoni e bravi nel proprio lavoro, ma devono fare i conti con il contesto socioculturale che li influenza istigandoli a inseguire ideali estetici in un contesto generale di catastrofe dei valori etici.
Gustavo Pietropolli Charmet,Corriere della sera, 17.11.13