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Gesù e l’adultera


Vi siete mai presi la briga di andare a guardare che cosa dice, l’antica legge, sul caso delle adultere? Dice che vanno lapidate, ma rinvia a un altro passaggio la regolamentazione di come vada eseguita la sentenza di morte. E nel diciassettesimo capitolo del Deuteronomio, Mosè prescrive che a iniziare la lapidazione debbano essere i testimoni del peccato. Almeno due. I due, almeno, testimoni del peccato, sono coloro che hanno la responsabilità e il diritto esclusivo di dare inizio alla lapidazione, poi seguiti da tutto il resto della gente. E Gesù, su questo punto, visto che insistevano, si rialza e gliela ribalta :”Voi avete letto e citato la legge di Mosè solo a metà, e allora Io vi ricordo l’altra parte. Certo! Una donna colta in adulterio andrebbe lapidata, ma la legge continua dicendo che possono iniziare la lapidazione solo i testimoni”.
Ora ci sono due modi di essere presenti a un peccato: o come testimoni o come complici. Solo chi non c’entra niente con la colpa di chi ha davanti è un testimone perché se c’entra un po’ è un complice. E la scrittura non gli dà la facoltà di iniziare la lapidazione
don Alessio Geretti, dal commento a Gv 8, 3-11
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Esiste Babbo Natale?


Il 6 dicembre la Chiesa fa memoria di San Nicola di Bari, conosciuto anche nel mondo extraecclesiale, perché a lui si rifà la figura di Babbo Natale. Ispirata dal vescovo che sempre si adoperò a donare ai più poveri beni di ogni necessità.
Ma ai bambini cosa dire? Esiste Babbo Natale?
Io dico sempre di sì ai bambini, credo sia un loro diritto credere a Babbo Natale, come sia un loro diritto conoscere Gesù e un dovere di noi adulti annunciarglielo.
Dico sempre a loro: “Sapete come mai Babbo Natale ci porta i doni? Per ricordarci del più bel dono che abbiamo ricevuto: Gesù!!!”
A Natale non è Gesù a portare i doni, perché è lui stesso dono per noi!
Quindi viva Gesù e viva Babbo Natale (Santa Claus, un vescovo che ha servito i poveri, che bel dono, che bell’esempio!)
don Luca Murdaca

Il pane che non manca mai


I due brani della XVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) hanno molti punti di contatto.
Nel primo, tratto dal ciclo del profeta Eliseo (2Re 4,42-44), un uomo porta al profeta venti pani d’orzo da offrire a Jhwh, ma l’uomo di Dio decide diversamente: servono per cibare le cento persone che lo seguivano.
I pani sono pochi ma bastano per sfamare tutti, e se ne avanza.
Il secondo brano, la moltiplicazione dei pani (Gv 6,1-15), è molto simile ma con una differenza di fondo: la generosità dell’offerente.
Qui non c’è nessuna offerta a Jhwh da fare, c’è una grande folla che Gesù vuole sfamare e un ragazzo, del gruppo dei discepoli, mette a disposizione ciò che ha con sé: cinque pani e due pesci.
Grazie alla sua generosità, il Maestro moltiplica il dono e sfama tutti.
Possiamo essere tentati di dire che questo è il più grande miracolo di Gesù, ma non è vero.
Il vero miracolo è quello che si rinnova ad ogni Eucarestia, con Cristo che si fa pane e bevanda per ciascuno di noi.
È questo il vero cibo che ci “nutre” e che non viene mai meno.
Sintesi dall’omelia di don Angelo Bianchi

Gesù e l’emoroissa


Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia  e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando,  udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male.
Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?».  I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?». Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male» (Mc 5,25-34).
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Dopo aver sofferto dodici anni senza trovare alcuna cura, questa donna – come facciamo oggi ancora noi quando la Medicina non riesce a curarci – cerca una via alternativa. Ha sentito parlare di questo guaritore pellegrinante, che si proclama Figlio dell’uomo, e lo va a cercare.
Come fare per avvicinarlo? Sa di essere impura per la Legge, per cui sceglie una “scorciatoia”: se davvero fa miracoli basterà toccargli il mantello senza che lui se ne accorga!
E così fa. Ma succede l’imprevisto: si sente guarita dentro. Costui è davvero un guaritore! Le tremano le gambe: finalmente dopo dodici anni è risanata.
Ma il tremore diventa paura quando capisce che Gesù si è accorto di ciò che è successo: come fa a sapere che gli ho toccato il mantello? Non è solo un guaritore!
La “frittata” è fatta: gli si getta davanti tremante e impaurita e gli dice tutta la verità, confessa il suo peccato. Stando al “catechismo” ebraico dovrebbe dire: “sono una donna impura, ho peccato toccandoti”. Invece dice: “ero ammalata e non sapevo più che fare, tu eri la mia ultima risorsa anche se in cuor mio temevo che fossi uno dei tanti ciarlatani che millantano prodigi. Invece mi hai guarito senza che ti chiedessi niente! Tu sei ben più di un guaritore!”.
E solo allora Gesù risponde, confermandola nella fede.
Quando ci confessiamo, apriamo il nostro cuore, non il catechismo.
Franco Rosada

 

La passione e la pensione


A Gerusalemme, sottovoce, Cristo sceglie la passione. Satana, ad alta voce, Gli propone la pensione: “Accetta la pensione, hai lavorato troppo in vita!”
Tra passione e pensione, abita il mistero di una settimana ad alto tasso di erotismo, d’amore e di follia, di baci e d’insulti.
Nella città delle palme oscillanti nessuno ha più tempo da perdere: né loro, né Lui, tanto meno l’altro, il farabutto. L’amore può aspettare una vita, ma la passione non aspetta un secondo. L’Uomo che oggi sta in sella al puledro, preferirà morire di passione piuttosto che di noia.
don Marco Pozza
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Perché?


Ci sono “perché?” che non hanno risposta. Per esempio: perché soffrono i bambini? Perché un bambino rimane orfano? Chi può rispondere a questo? Nessuno. Molti perché non hanno una risposta umana, ma solo divina.
Cosa ho fatto di male per avere questa sorte? Non lo sappiamo. Ma sappiamo il “perché” nel senso del fine che Dio vuole dare alla tua sorte, e il fine è la guarigione – il Signore guarisce sempre – la guarigione e la vita.
Lo dice Gesù nel Vangelo quando incontra un uomo cieco dalla nascita. E questo si domandava sicuramente: “Ma perché io sono nato cieco?”. I discepoli chiedono a Gesù: “Perché è così? Per colpa sua o dei suoi genitori?”. E Gesù risponde: “No, non è colpa sua né dei suoi genitori, ma è così perché si manifestino il lui le opere di Dio” (cfr Gv 9,1-3).
Vuol dire che Dio, davanti a tante situazioni brutte in cui noi possiamo trovarci fin da piccoli, vuole guarirle, risanarle, vuole portare vita dove c’è morte. Questo fa Gesù, e questo fanno anche i cristiani che sono veramente uniti a Gesù. Il “perché” è un incontro che guarisce dal dolore, dalla malattia, dalla sofferenza, e dà l’abbraccio della guarigione.
Ma è un “perché” per il dopo, all’inizio non si può sapere.
Io non so il “perché”, non posso neppure pensarlo; so che quei “perché?” non hanno risposta. Ma se voi avete sperimentato l’incontro con il Signore, con Gesù che guarisce, che guarisce con un abbraccio, con le carezze, con l’amore, allora, dopo tutto il male che potete aver vissuto, alla fine avete trovato questo. Ecco “perché”.
Papa Francesco, 19 febbraio 2018

Ultime notizie ANSA

ANSA – 25 dicembre
L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino, grazie alla segnalazione di un comune cittadino che ha notato strani movimenti nei pressi di una stalla.
Arrivati sul posto, gli agenti di polizia accompagnati da assistenti sociali, hanno trovato un bambino in precarie condizioni igieniche e tra gli escrementi di una mucca e di un asino, avvolto in uno scialle e depositato su una mangiatoia con vicino una bambina la quale dichiarava di essere la madre, tale Maria di Nazareth, appena quattordicenne.
Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire ragazza e bambino sui mezzi di soccorso, un uomo adulto successivamente identificato come Giuseppe di Nazareth, falegname precario, asseriva di essere il padre adottivo del bimbo, spalleggiato da alcuni pastori e da tre stranieri opponeva resistenza. Tutti i presenti sono stati identificati, mentre Giuseppe ed i tre stranieri risultati sprovvisti di documenti e di permessi di soggiorno, sono stati fermati.
Il Ministero dell’Interno e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il Paese di provenienza dei tre clandestini, nulla esclude che possano essere spacciatori internazionali, dato che erano in possesso di un ingente quantitativo d’oro e di sostanze sconosciute. Nel corso del primo interrogatorio, i tre si sono dichiarati diplomatici ed agire in nome di Dio, per cui non si escludono legami con Al-Qaeda o l’ ISIS.
Si prevedono indagini lunghe e difficili.
Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso nella mattinata, si limita a rilevare che il presunto padre adottivo del neonato è un adulto di mezza età, mentre la presunta madre è adolescente. Gli inquirenti si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due e se esistono a carico dell’uomo precedenti denunce per adescamento di minore o pedofilia. Nel frattempo Maria è stata ricoverata presso l’ospedale di Betlemme e sottoposta a visite sia cliniche che psichiatriche, dato che dopo aver dichiarato di aver avuto un figlio, afferma di essere ancora vergine. Il fatto poi che sul posto siano state rinvenute sostanze sconosciute non migliora certo il quadro. Pochi minuti fa’ si è sparsa la voce che anche i pastori presenti nella stalla potrebbero essere consumatori abituali di droghe. Pare, infatti, che affermino di essere stati costretti da un uomo con una lunga veste bianca e due ali sulla schiena, a seguire una cometa per recarsi nella stalla.
Il PM ha così commentato: “Non possiamo anticipare nulla, ma questa è senz’altro una inchiesta che punta molto in alto e che andrà avanti molto!”….
Fonte sconosciuta, circolante su whatsapp