Chi vuole imparare a fare la lectio con noi?

Carissime e carissimi,
Siamo Noris e Franco Rosada, da un anno responsabili del collegamento tra Gruppi Famiglia, ma da molti anni responsabili della rivista che porta lo stesso nome.
Per provare a tenere fede all’impegno che ci è stato affidato, siamo contattando, da inizio settembre, un certo numero di coppie sparse per l’Italia che sostengono la rivista Gruppi Famiglia.
Vorremo incontravi di persona tutti, ma in tempo di coronavirus, ciò non è possibile. Allora abbiamo organizzato dei collegamenti via Zoom.
In queste occasioni abbiamo parlato dei gruppi, alcuni operativi e altri meno, e abbiamo provato a verificare cosa si potrebbe fare anche se non ci si può incontrare in presenza.
Una proposta che ha trovato una buona accoglienza è stata quella di fare insieme una lectio. In molti gruppi, infatti, si sa cos’è la lectio ma non c’è mai stata l’occasione di sperimentala dal vivo.
Non è facile rendere fruttuoso l’incontro con la Parola di Dio ed è per questo proviamo a spiegarvela cercando di essere il più semplici possibile.
Prendiamo un brano del Vangelo, per esempio quello che la liturgia ci propone nel lezionario feriale.
Oggi, 22 settembre, ci viene proposto un brano di Luca (8,19-21).
“In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa  della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica»”.
Dovendo fare una riflessione su questo brano a noi, come pensiamo a voi, ciò che ci viene in mente subito è il valore della fede in Gesù, che va oltre i legami familiari. Da qui può poi nascere una preghiera in cui, per esempio, come sposi ringraziamo il Signore per averci fatto condividere la stessa fede ed avere educato in essa i nostri figli (sui risultati è un altro discorso!).
Non crediamo che questo sia difficile da fare.

È tutta qui la lectio?
Sì e no.
Quello che non abbiamo detto è che, prima di arrivare alla riflessione serve rimuginare, un po’ come fanno le mucche, la Parola sminuzzandola come se fosse cibo da digerire.
Allora, invece di arrivare subito alla conclusione, è necessario procedere versetto per versetto, anzi, parola per parola.
Vi può sembrare strano? Di certo non ci siamo abituati, ma proviamo lo stesso.
“Andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli”.
A noi viene spontanea una domanda: che ci vanno a fare da Gesù? E poi: Gesù ha dei fratelli?
Risposte difficili. Ne parliamo alla fine ma adesso andiamo avanti.
“Non potevano avvicinarlo a causa della folla”. È strano: sono suoi parenti eppure…
C’è qualcosa tra loro e Gesù: la folla, ma potrebbero anche essere i nostri pregiudizi verso di lui.
In questo caso, da parte dei parenti, il fatto che lui si comporti in modo sconveniente, che getta discredito sul clan familiare con i suo comportamenti bizzarri.
“Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori”: qui la situazione si chiarisce. C’è chi è dentro (potrebbe essere un cortile, una casa) e chi sta fuori. È come se fossero fuori dal giro; meglio: non appartengono agli amici di Gesù, sono parenti nel sangue ma c’è estraneità nello Spirito.
“Mia madre e miei fratelli sono questi”. I veri legami, le vere amicizie non badano al sangue ma ai valori che si condividono.
“Coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”. Questi sono i veri amici di Gesù.
Ma attenzione: ascoltare la Parola, come facciamo ad ogni Eucaristia, è una buona cosa ma per essere suoi amici dobbiamo metterla in pratica.
Se vi ricordate quanto detto all’inizio su questo brano, ora la prospettiva è un po’ cambiata: non basta avere fede in Gesù, bisogna mettere in pratica il suo Vangelo e allora la preghiera da ringraziamento diventa richiesta di conversione.

Tornando alle risposte difficili che non abbiamo dato subito scopriamo ora che non sono così fondamentali. Se desideriamo avere una risposta è sufficiente cercare su Google la frase “andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli”.
Scopriremo che il testo paralleo di Marco, più semplice, è più chiaro di quello di Luca perché recita così: “Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare”.
Troveremo poi, scorrendo, anche diversi commenti interessanti.
Questo è quello che abbiamo trovato sul sito di Bose: “Non che i familiari di Gesù non lo amino, al contrario: gli sono anche troppo legati. Si inquietano, sono preoccupati per lui. Ma lo considerano un instabile, un ossessionato, uno che agisce in maniera stravagante o pericolosa, talmente il suo comportamento eccede i parametri familiari. “E viene a casa e di nuovo si riunisce la folla, così che non potevano neppure mangiare pane. E i suoi, avendo udito ciò, uscirono per impadronirsi di lui, perché dicevano: È fuori di sé” (Mc 3,20-21).
Internet può dare risposta a molti interrogativi ma, di fronte alla Parola, la vera risposta deve venire dal cuore.

Se ci avete seguito letto fino a questo punto sappiate che noi siamo disponibili a guidarvi nell’esperienza della lectio. La mail per contattarci è formazionefamiglia@libero.it

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