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Il silenzio di Dio


In questi terribili giorni molti si pongono la domanda sul “silenzio di Dio”. Dov’è Dio? Perché non parla?
Il suo silenzio ci colpisce diritti al cuore.
Tuttavia, dobbiamo riconoscere che nel momento del benessere e dell’opulenza non ci siamo messi in questione, non abbiamo “lasciato parlare Dio”. Da questo mondo Dio sembrava sparito, perché semplicemente non c’era spazio per Lui, non se ne sentiva il bisogno. La sua assenza non ci faceva problema, potevamo benissimo farne a meno. Soprattutto la sua Parola ci sembrava così gratuita da essere superflua.
La domanda “Dov’è Dio?” attraversa tutta la Bibbia, è continuamente riproposta, perché possiamo ascoltare la sua Parola ed essa diventi pane sapido e nutriente. Dio sta in silenzio quando non ascoltiamo la sua Parola. Forse potremmo dire: il silenzio di Dio è il respiro della sua Parola.
+ Franco Giulio Brambilla
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Fame di storie


L’uomo è un essere narrante. Fin da piccoli abbiamo fame di storie come abbiamo fame di cibo. Che siano in forma di fiabe, di romanzi, di film, di canzoni, di notizie…, le storie influenzano la nostra vita, anche se non ne siamo consapevoli. Spesso decidiamo che cosa sia giusto o sbagliato in base ai personaggi e alle storie che abbiamo assimilato. I racconti ci segnano, plasmano le nostre convinzioni e i nostri comportamenti, possono aiutarci a capire e a dire chi siamo.
L’uomo non è solo l’unico essere che ha bisogno di abiti per coprire la propria vulnerabilità (cfr Gen 3,21), ma è anche l’unico che ha bisogno di raccontarsi, di “rivestirsi” di storie per custodire la propria vita. Non tessiamo solo abiti, ma anche racconti: infatti, la capacità umana di “tessere” conduce sia ai tessuti, sia ai testi. Le storie di ogni tempo hanno un “telaio” comune: la struttura prevede degli “eroi”, anche quotidiani, che per inseguire un sogno affrontano situazioni difficili, combattono il male sospinti da una forza che li rende coraggiosi, quella dell’amore. Immergendoci nelle storie, possiamo ritrovare motivazioni eroiche per affrontare le sfide della vita…
Tratto dal messaggio di papa Francesco per la 54° giornata mondiale delle comunicazioni sociali
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Al centro la Parola


“Stabilisco” che “la III domenica del tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio”. Lo scrive Papa Francesco nella Lettera apostolica in forma di Motu Proprio “Aperuit illis”, emanata oggi, memoria liturgica di san Girolamo. Il Pontefice ricorda che a conclusione del Giubileo della misericordia aveva indicato l’idea di “una domenica dedicata interamente alla Parola di Dio”, e il Motu Proprio odierno è la risposta alle tante richieste giunte “da parte del popolo di Dio, perché in tutta la Chiesa si possa celebrare in unità di intenti la Domenica della Parola di Dio”. La domenica prescelta, la terza del tempo ordinario, non è un tempo qualsiasi ma, precisa Francesco, si colloca “in un momento opportuno di quel periodo dell’anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani”. Non “una mera coincidenza temporale: celebrare la Domenica della Parola di Dio esprime una valenza ecumenica, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un’unità autentica e solida”. Dal Papa l’invito alle comunità a “vivere questa Domenica come un giorno solenne” intronizzando il testo sacro. In questa domenica i vescovi potranno celebrare il rito del lettorato. Fondamentale, sottolinea il Pontefice, che “si preparino alcuni fedeli ad essere veri annunciatori della Parola con una preparazione adeguata” mentre i parroci potranno trovare forme per la consegna della Bibbia, o di un suo libro, a tutta l’assemblea.
Fonte: SIR

Il sinodo sui giovani


Papa Francesco ha aperto il Sinodo con un versetto del Vangelo di Giovanni: «Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto»: «All’inizio di questo momento di grazia per tutta la Chiesa, in sintonia con la Parola di Dio, chiediamo con insistenza al Paraclito che ci aiuti a fare memoria e ravvivare le parole del Signore che facevano ardere il nostro cuore», ha detto il Papa, «perché sappiamo che i nostri giovani saranno capaci di profezia e di visione nella misura in cui noi, ormai adulti o anziani, siamo capaci di sognare e così contagiare e condividere i sogni e le speranze che portiamo nel cuore». Che lo Spirito, è l’invocazione del Papa, «ci dia la grazia di essere memoria operosa, viva, efficace, che di generazione in generazione non si lascia soffocare e schiacciare dai profeti di calamità e di sventura né dai nostri limiti, errori e peccati, ma è capace di trovare spazi per infiammare il cuore e discernere le vie dello Spirito. È con questo atteggiamento di docile ascolto della voce dello Spirito che siamo convenuti da tutte le parti del mondo».
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Bibbia e telefonino

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“Durante i quaranta giorni della Quaresima, come cristiani siamo invitati a seguire le orme di Gesù e affrontare il combattimento spirituale contro il Maligno con la forza della Parola di Dio. Non con la nostra parola, non serve. La Parola di Dio: quella ha la forza per sconfiggere Satana. Per questo bisogna prendere confidenza con la Bibbia: leggerla spesso, meditarla, assimilarla. La Bibbia contiene la Parola di Dio, che è sempre attuale ed efficace. Qualcuno ha detto: cosa succederebbe se trattassimo la Bibbia come trattiamo il nostro telefono cellulare? Se la portassimo sempre con noi, o almeno il piccolo Vangelo tascabile, cosa succederebbe? Se tornassimo indietro quando la dimentichiamo: tu ti dimentichi il telefono cellulare – oh!, non ce l’ho, torno indietro a cercarlo; se la aprissimo diverse volte al giorno; se leggessimo i messaggi di Dio contenuti nella Bibbia come leggiamo i messaggi del telefonino, cosa succederebbe?Chiaramente il paragone è paradossale, ma fa riflettere. In effetti, se avessimo la Parola di Dio sempre nel cuore, nessuna tentazione potrebbe allontanarci da Dio e nessun ostacolo ci potrebbe far deviare dalla strada del bene; sapremmo vincere le quotidiane suggestioni del male che è in noi e fuori di noi; ci troveremmo più capaci di vivere una vita risuscitata secondo lo Spirito, accogliendo e amando i nostri fratelli, specialmente quelli più deboli e bisognosi, e anche i nostri nemici.
La Vergine Maria, icona perfetta dell’obbedienza a Dio e della fiducia incondizionata al suo volere, ci sostenga nel cammino quaresimale, affinché ci poniamo in docile ascolto della Parola di Dio per realizzare una vera conversione del cuore”.
Papa Francesco, Angelus del 5 marzo 2017
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All’ascolto della Parola


La lettera “Misericordia et misera” contiene anche un indicazione riguardo  all’ascolto della parola di Dio.
Il Papa suggerisce che ogni comunità, in una domenica dell’Anno liturgico, rinnovi “l’impegno per la diffusione, la conoscenza e l’approfondimento della Sacra Scrittura: una domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo”.
E lascia spazio alla creatività delle singole diocesi riguardo al modo di mettere in pratica questo suggerimento.
Fonte: In Terris, 22 novembre 2016
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Permesso, grazie, scusa, tre parole per l’armonia in famiglia

Le tre parole guida del numero 86 della rivista Gruppi Famiglia sono state ricordate in diverse omelie da Papa Francesco e sono state ben sottolineate durante l’incontro con i fidanzati il giorno di San Valentino dello scorso anno.
Ma costruire una rivista su queste parole evitando di ripetere concetti già espressi in numeri precedenti non è cosa semplice.
Abbiamo quindi scelto un approccio “nuovo”, quello di rileggerle alla luce della Parola riproponendo il metodo della Lectio Divina.
I brani scelti come base per “pregare” su queste tre parole, essenziali per l’armonia familiare, non sono “farina del nostro sacco” ma circolano da tempo su Internet.
Perché questa scelta? Perché è con il metodo della Lectio, insieme con quello della Revisione di Vita che sono nati i Gruppi Famiglia venticinque anno fa. Perché ci sembra che la Parola di Dio debba avere, oggi come allora, un ruolo importante nel cammino di fede delle famiglie.
In questo ci fa da maestro, ancora una volta, Papa Francesco.
In un’omelia di inizio anno, tenuta durante la festa del battesimo del Signore ci ha ricordato che il vero cibo sostanzioso è la parola di Dio, è il Vangelo di Gesù. E ci ha invitato a tenere sempre in tasca un piccolo Vangelo, per poterlo leggere durante la giornata.
Tradotto in chiave di Lectio, Francesco ci invita a far nostra ogni giorno la Parola e a “ruminarla” nel nostro cuore.
Un altro elemento che Francesco ci ha ricordato è il ruolo che lo Spirito Santo gioca nella nostra vita.
Non è per molti il centro della loro preghiera eppure solo lo Spirito sa aprire il nostro cuore a quella che è la volontà di Dio per la nostra vita.
Non per niente ogni Lectio è bene che inizi con un’invocazione allo Spirito Santo. Senza lo Spirito, che ci “insegna ogni cosa” (Gv 14,26) “Dio è lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa è una semplice organizzazione, l’autorità è una dominazione, la missione una propaganda, il culto un’evocazione, e l’agire dell’essere umano una morale da schiavi” (Atenagora).
Franco Rosada