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Chi ha votato Trump


Non possiamo ignorare che oggi votano le persone che un paese ha cresciuto. Le ha mandate a scuola, le ha nutrite di immagini pubblicitarie e telefilm, le ha educate ad alcuni valori e sogni. Le persone che hanno votato Trump sono cresciute in America, è l’America ad averle cresciute così.
E oggi in ogni paese stiamo educando e crescendo le generazioni di adulti che domani voteranno le scelte del nostro futuro. Quanto investiamo in istruzione? Quanto in civiltà? Quanto nel dare oggi immagini, ispirazioni, messaggi diversi da quelle che ci hanno portato fin qui? Quanto investiamo su quel che accadrá tra 20 anni? Questo sguardo ossessivo sul presente, sul subito, ci condanna ad eterne delusioni.
Riccarda Zezza (citata da Paola Lazzarini)
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Chiesa e voto di scambio

«Spero di non essere costretto, e soprattutto spero che non siano costretti i nostri fedeli, ad assistere al mortificante spettacolo di vecchi e sospetti collateralismi con candidati, con partiti o movimenti politici».
Lo ha detto il vescovo di Cassano allo Jonio e segretario della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, in vista della prossima tornata elettorale che interesserà, oltre al Parlamento Europeo, anche alcune amministrazioni comunali della diocesi calabresi.
«È bene che sappiamo, una volta per tutte ­ ha aggiunto Galantino ­ che chiunque vede il vescovo o un sacerdote impegnarsi nell’orientare o influenzare il voto, ipotizza una sola cosa: l’ interesse personale o la ricerca di favoritismi di varia natura. Preferisco che non si realizzino opere ex novo o che non si sistemino strutture se questa deve essere la contropartita diretta o indiretta di un impegno diretto di noi sacerdoti durante le elezioni, a favore di Tizio o di Caio. Noi cristiani, sacerdoti e laici ­ ha detto ancora il presule dobbiamo dare un forte contributo per evitare gli eccessi, le divisioni, i rancori nelle nostre comunità e tra le famiglie. È triste e crea scandalo dover registrare prese di posizioni pubbliche che contribuiscono a separare piuttosto che ad unire».
«Aiutiamo e formiamo i nostri laici ­ ha concluso Galantino ­ a considerare la politica come la forma più alta di carità. Aiutiamoli e formiamoli a maturare nel bene comune, come ci chiede la Dottrina sociale della Chiesa. Incoraggiamoli a competere e a spendersi per creare condizioni di vivibilità nel nostro territorio, avendo a cuore il rispetto della persona, della legalità e dell’ educazione alla ‘vita buona del Vangelo’».
06/05/2014 Avvenire

Una testa, un voto

I neonati pagano le tasse?
No? Ne siamo proprio sicuri?
Su ogni acquisto che fa un genitore per il proprio figlio si paga l’IVA, quindi anche i neonati pagano le tasse. Ma non possono votare: sono neonati!
Perché le mamme non possono votare al loro posto, perché non si può applicare la regola: una testa, un voto?
Durante la Settimana Sociale dei Cattolici si è anche accennato a questo argomento, non nuovo ma interessante.
Sappiamo bene quanto sia considerata in Italia la famiglia, si parla tanto del fattore famiglia ma poi in concreto non lo si applica: non ci sono i soldi!
Perchè allora non dare alle famiglie più potere di voto?
Franco Rosada