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Vino nuovo in otri nuovi

Pierluigi e Gabriella Proietti sono sposati dal 2000 e hanno entrambi alle spalle l’esperienza dolorosa di un fallimento matrimoniale e di una lunga e difficile causa per ottenerne il riconoscimento di nullità.
Pierluigi ha un figlio, Gabriella una figlia.
Hanno rispettivamente 61 e 63 anni e sono la coppia che collabora con don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei.
Saranno loro a guidare i laboratori di consulenza al nuovo corso di alta formazione in consulenza familiare con specializzazione pastorale “La forza dell’amore: vino nuovo in otri nuovi”.
I quattro laboratori prevedono esercizi curiosi: sposogramma, geniogramma, viziogramma, dominiogramma.
In estrema sintesi, il primo laboratorio dedicato alla comunicazione nella coppia, “sposogramma” ha come riferimento biblico l’inno di Adamo in Genesi quando vede Eva e la definisce “Issha” che in ebraico significa sposa ma anche amica, sorella, amante (stessi significati di “Ish” al maschile). L’esercizio intende analizzarne lo status nella coppia per migliorare/integrare queste quattro dimensioni della vita matrimoniale.
In Genesi 3 si dice “lascerà suo padre e sua madre”: con “geniogramma” proponiamo una sorta di albero genealogico nel quale annotare aggettivi positivi e negativi di nonni, genitori, se stessi e coniuge per individuare con l’aiuto del conduttore del gruppo condizionamenti e ferite psico-affettive ricevute e prendere consapevolezza che tutti siamo stati in qualche modo feriti ma siamo anche tutti feritori.
“Viziogramma” parte dall’esame dei vizi capitali nella vita di coppia e di famiglia. Ne abbiamo individuato 11, ognuno con la mappa dei comportamenti quotidiani che ne derivano, e invitiamo gli sposi a prendere coscienza dei propri e di quelli del coniuge. Il passo successivo è imparare a farsi da specchio l’uno con l’altro e acquisire strumenti per sostenere l’impegno al cambiamento.
L’ultimo laboratorio è dedicato al problema del potere nella coppia all’interno della quale c’è spesso una lotta per il predominio, nemico della comunione. “Dominiogramma” aiuta a prenderne coscienza e ad imparare a confrontarsi in modo costruttivo con il coniuge come davanti a uno specchio.
Fonte: SIR, 31 maggio 2018

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Come adorare gli idoli: i vizi capitali

Gli idoli di questo mondo sono facilmente elencabili: denaro, sesso, potere. Negli ultimi anni, a causa del ruolo sempre più invadente dei media, se ne è aggiunto un altro: l’apparire.
Non illudiamoci di esserne esenti: anche noi credenti qualche volta siamo portati ad adorarli, forse senza rendercene conto.
Partiamo dall’ultimo: non credo che coltiviamo l’ambizione di apparire in TV, ma forse ci teniamo a contare i like che riceviamo, gli “amici” che abbiamo sui social. Il potere: non abbiamo ambizioni di governo, ma chi comanda a casa nostra? A quale ruolo ambiamo sul lavoro?
C’è poi il sesso: sappiamo resistere alla tentazione di dare qualche sbirciatina ai siti porno? A leggere questi libri per signore che mischiano amore e pratiche erotiche?
Infine c’è il denaro. Il denaro non è tutto, ma… Come fa il mio vicino a cambiare ogni due anni l’auto? Perché quell’amico/a abita in una villetta mentre noi siamo costretti in un appartamento? Perché chi convive paga meno tasse di chi è sposato?
Siamo invidiosi, anche se non lo vogliamo ammettere, della ricchezza degli altri.
In quest’ultimo passaggio ho parlato di invidia: che può essere un vizio. Per capire quanto siamo idolatri, la strada che abbiamo scelto in questo numero è quella dei vizi capitali.
Intendiamoci: il peccato, in questo caso l’invidia, non è da confondere con il vizio, ma sappiamo bene che cos’è un vizio e forse lo pratichiamo anche: fumare, bere, giocare con i gratta-e-vinci, imbottirci di medicine e, per i giovani, lo sballo del sabato sera, cose che sappiamo ci fanno male ma di cui non riusciamo a rinunciare.
Franco Rosada

Mi auguro che tutti coloro che ci sostengono abbiamo ricevuto l’ultimo della rivista. Per riceverla regolarmente è sufficiente farne richiesta alla redazione formazionefamiglia@libero.it
Vi ricordiamo che la rivista esiste solo grazie al sostegno di coloro che la apprezzano.
Sostenerci è facile: per posta con un bollettino al numero di conto corrente postale n. 36690287,  tramite bonifico bancario all’IBAN IT39 O076 0101 0000 0003 6690 287, con carta di credito attraverso il circuito PayPal.

Le tentazioni

Vi anticipo una piccola riflessione tratta dal prossimo numero della rivista, appena andata in stampa.
Bianchi si chiede: “Con quale dinamismo la tentazione si sviluppa nel cuore dell’uomo?”. E risponde: “Semplificando le indicazioni dei Padri, è possibile delineare un itinerario che si snoda in quattro tappe: suggestione, dialogo, acconsentimento, passione.
Tutto incomincia con una suggestione maligna, quando un’idea fuggitiva sollecita il nostro immaginario, diventando una suggestione seducente.
Queste suggestioni dipendono molto dal nostro modo di vivere: incontri, letture, immagini scavano in noi e lasciano tracce ed echi che risuscitano inavvertitamente con la potenza accresciuta dal desiderio.
La lotta esige pertanto come condizione preliminare un habitus di igiene dei sensi, degli occhi in particolare, delle immagini che immagazziniamo e coltiviamo; essa richiede vigilanza sul nostro immaginario.
I pensieri vanno stroncati sul loro nascere, altrimenti si instaura con essi un dialogo, la suggestione si ingigantisce fino a divenire una presenza assillante e ossessiva che ci domina e ci priva della libertà interiore. Tutto ciò è preludio alla sua manifestazione concreta in azioni peccaminose che, se reiterate, portano al vizio”.
Tratto da: Enzo Bianchi, Una lotta per la vita, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2012.

 

Superbia

Harriet Lauler è stata una donna importante in ambito pubblicitario ma ora vive da sola tenuta alla larga da tutti, ivi compresi l’ex marito e la figlia Elizabeth. Ciò è in gran parte dovuto al suo assoluto bisogno di controllo su qualsiasi attività e persona.
E’ questo l’incipit del film “Adorabile nemica” che ci presenta una persona profondamente egoista, presuntuosa, superba al punto che nessuno è disposto a parlarne bene.
Chi è un egoista? Colui che riesce a coniugare il verbo essere solo alla prima persona singolare: io sono. E non va oltre. L’egoista è colui che non ama gli altri e non ha mai amato nessuno; se l’ha fatto è stato solo per un tornaconto personale.
Continuo a lavorare sul numero di giugno della rivista Gruppi Famiglia, il tema sarà: Gli idoli di questo mondo, e tratterà dei vizi capitali, che di questi idoli sono l’incarnazione in ciascuno di noi.
La superbia, l’egoismo, è il vero peccato ‘verso l’alto’,  un peccato che trascina in alto per lasciarci poi cadere dall’alto con una rovina devastante, talora definitiva.
Il problema del superbo è quello di non ammettere mai di aver sbagliato.
Harriet Lauler ha raramente sbagliato nella vita ma, quando questo è accaduto, ha sempre saputo riconoscere il proprio errore. Questo la salverà.
Franco Rosada

Giovani mogli felici

Otto punti cruciali che dopo 15 anni di matrimonio vorrei dire a me stessa se dovessi sposarmi oggi
1. Il matrimonio non è una bacchetta magica. Il matrimonio non risolverà tutti i problemi irrisolti che avevi prima di sposarsi.Quelle piccole cose che ti stavano sui nervi prima del matrimonio e su cui non hai mai detto niente, potranno solo aumentare. Non scompaiono magicamente. Quindi inizia ad esprimerti apertamente e onestamente, ma soprattutto, con amore.Qualsiasi problema hai, lo puoi risolvere con l’amore e la comunicazione, usati insieme.
2.Tutti i matrimoni non sono stati creati uguali. Non ce n’è di un solo tipo. Chiedi consigli sul matrimonio a coloro che sono più saggi e più esperti (e soprattutto sono felici).Ma non provare a copiare ogni cosa, in modo pedestre. Prendi consigli ed esempi, ma adattali per rendere il tuo matrimonio unico.
3.I tuoi giorni egocentrici sono finiti (o almeno, stanno per finire). L’egocentrismo non si abbina al matrimonio.Il matrimonio è dare e avere e se ti concentri solo sull’avere, puoi mettere il tuo matrimonio in una brutta situazione. Smetti di essere viziata, e impara a migliorare e perseverare, soprattutto quando sai di essere nel torto.
4.Avere bambini cambia le cose. Prima di avere figli, si può andare e venire come pare e senza pensarci due volte.È possibile fare quello che vuoi e dormire fin che ne hai voglia. Avere figli dopo il matrimonio è la cosa più bella del mondo. Ma è necessario essere preparati al fatto che le cose cambieranno… per il meglio. I bambini fanno crescere un po’ e fanno tirare su i “pantaloni”. Improvvisamente, ti curi più dei bambini che del tempo dedicato a dormire o a fare i fatti tuoi.
5.Concentrarsi sulle cose che contano. Dopo nove anni di matrimonio ho (quasi) dimenticato che parte della mia torta nuziale cadde per terra e che non era la torta quattro livelli che avevo sognato (e pagato ). Ho anche (quasi) dimenticato che abbiamo dovuto rimettere in scena il nostro matrimonio sei mesi dopo, per poter avere tutte le foto non siamo riusciti a fare il giorno del vero matrimonio.Col senno di poi, ho avuto modo di indossare il mio vestito con il mio lunghissimo velo ben due volte in meno di un anno, quando la maggior parte delle spose li indossa una volta sola.
6. Impara a parlare tuo marito, non lui. Quando capirai questo le vostre conversazioni e discussioni saranno molto più fruttuose. Anche se alcuni suoi comportamenti possono sembrare quelli di un bambino, ricordati che non è tuo figlio né dovrebbe essere trattato come se lo fosse.L’umiltà e il rispetto permettono un lungo cammino insieme.
7.Non puoi dire tutto alle tue amiche. Il tuo compito è di proteggere la reputazione di tuo marito.Quindi stai attenta a ciò che condividi con altre persone, anche se sono le tue amiche più intime. Devi avere il massimo impegno e stima nei confronti del tuo sposo.
8. Il matrimonio ti cambierà. E questo va bene. Ma non è più possibile stare fuori tutta la notte con le tue amiche regolarmente, o partecipare a pigiama party in cui si alza il gomito (anche se a volte è necessario). Potresti trovarti meglio trovando nuove amiche, amiche sposate che possono capire e parlare la tua nuova lingua.
Christine St. Vil, June 1, 2014
http://www.happywivesclub.com/