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L’otto marzo e le mamme

Va bene, siamo libere di fare tutto, siamo anche bravissime a farlo. Possiamo avere una vita sessuale soddisfacente senza essere vittime di condanna sociale, e anche senza il rischio di avere bambini indesiderati, grazie alla rivoluzione sessuale e alla contraccezione. Se i bambini arrivano per sbaglio possiamo liberarcene, e anche se non ne siamo sicure, che un bambino sia arrivato, ma lo sospettiamo solamente, basta una bombetta di ormoni uno o cinque giorni dopo. Possiamo studiare e superare i maschi in tutti i campi. Ci hanno detto di realizzarci, e poi di pensare ai figli. Se non arrivano c’è sempre il piano B, la PMA, e pazienza se costa tantissimo e ha pochissime possibilità di riuscita, e gravi rischi per la salute a breve e a lungo termine.
Ma questo ci ha rese più felici? Non mi sembra, anzi. Io sono circondata di donne sole e alquanto disperate. Donne che non riescono a tenere tutto insieme, e anche se hanno figli e lavori splendidi e gratificanti e ben pagati a un certo punto della loro vita cominciano a chiedersi se vale la pena di correre come matte, e lasciar morire le nonne da sole, o sbattersi come trottole nei tre mesi estivi mendicando ospitalità per i bambini, o ancora perdersi primi passi, prime parole, primi amori dei figli.
Tutto tranne una mamma

A metà del cammino sinodale

Il mondo attuale sembra valorizzare una affettività senza limiti di cui si vogliono esplorare tutti i versanti, anche quelli più complessi. Di fatto, la questione della fragilità affettiva è di grande attualità: una affettività narcisistica, instabile e mutevole che non aiuta sempre i soggetti a raggiungere una maggiore maturità. In questo contesto, le coppie sono talvolta incerte, esitanti e faticano a trovare i modi per crescere. Molti sono quelli che tendono a restare negli stadi primari della vita emozionale e sessuale. La crisi della coppia destabilizza la famiglia e può arrivare attraverso le separazioni e i divorzi a produrre serie conseguenze sugli adulti, i figli e la società, indebolendo l’individuo e i legami sociali. Anche il calo demografico non solo determina una situazione in cui l’avvicendarsi delle generazioni non è più assicurato, ma rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire.
In questo contesto la Chiesa avverte la necessità di dire una parola di speranza e di senso. Occorre muovere dalla convinzione che l’uomo viene da Dio e che, pertanto, una riflessione capace di riproporre le grandi domande sul significato dell’essere uomini, possa trovare un terreno fertile nelle attese più profonde dell’umanità. I grandi valori del matrimonio e della famiglia cristiana corrispondono alla ricerca che attraversa l’esistenza umana anche in un tempo segnato dall’individualismo e dall’edonismo. Occorre accogliere le persone con la loro esistenza concreta, saperne sostenere la ricerca, incoraggiare il desiderio di Dio e la volontà di sentirsi pienamente parte della Chiesa anche di chi ha sperimentato il fallimento o si trova nelle situazioni più disparate. Questo esige che la dottrina della fede, da far conoscere sempre di più nei suoi contenuti fondamentali, vada proposta insieme alla misericordia.
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Papà, sei il mio eroe!

Per quanto scomodo possa essere per te padre pensare alla vita sessuale di tua figlia (e parlarne), lo devi comunque fare. Ha bisogno di conoscere il codice morale che tu hai per lei.
Molti genitori non ne parlano con le figlie perché si sentono in colpa. Spesso sento ripetere: “Come faccio a dire a mia figlia di non fare sesso durante gli anni del liceo, quando io invece ero sessualmente attivo alla sua età?”.
Ascolta: qualsiasi cosa tu abbia fatto, non ti impedisce di essere un bravo padre oggi. Tua figlia è a rischio. Devi proteggerla. E onestamente lei non vuole sapere nulla della tua vita sessuale.
È una questione difficile, ma devi farlo. Ogni giorno riceve dei messaggi forti, chiari e sbagliati. Tu devi parlargli ancora più forte e chiaro. La tua voce è l’unica che lei vuole sentire.
Ecco la buona notizia. Le tue conversazioni con lei non necessitano di alcun dettaglio riguardo descrizioni di malattie sessualmente trasmissibili, o l’uso di pillole per controllare le nascite, o di quanti colori possano essere i preservativi. Lei vuole conoscere le tue regole. Quando è giusto avere il primo rapporto è perché? Ecco tutto. Se è anche solo questo che trasmetti  a tua figlia, è già abbastanza. Non è necessario che tu sia un esperto in qualcosa, soprattutto quando si tratta di pillole o profilattici, o di tutto quello che fanno gli adolescenti. Cerca di essere soltanto suo padre.
Proteggi la sua sessualità non ancora del tutto sviluppata e difendi il suo diritto al pudore. Ripetile che il sesso non è solo una funzione corporale: è profondamente legato ai suoi sentimenti, ai suoi pensieri e al suo carattere. Dille che molto di cui vede e sente sul sesso è semplicemente sbagliato. Mantieniti schietto, affettuoso e rispettoso.
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