Archivi tag: violenza

Femminicidi


Nel 2005 la parola femminicidio non era ancora molto usata, ma gli omicidi in famiglia  erano già ricorrenti.
Riprendo dal numero di marzo di quell’anno della rivista Gruppi Famiglia questa lettera e parte della risposta.
——————————————————————————————–
Si stanno verificando, con una impressionante frequenza, omicidi che hanno per vittima il coniuge che vuole separarsi o si è già separato.
Perché? È mai possibile che si preferisca vedere morta la persona che si è amata che vederla rifarsi una vita? Senza poi pensare di lasciare soli i figli, visto che l’omicida sarà arrestato.
È patologia mentale, secondo voi, o un assurdo senso del possesso, per cui l’altro è mio e non ha diritto a vivere se esce dalla mia proprietà?
Maria G.
Questa attenzione dei mass media verso fatti di sangue che si consumano dentro le pareti domestiche può far nascere qualche sospetto circa il reale scopo che essi – col diffondere tali notizie spesso in modo allarmante e talvolta in modo continuo nell’arco di un breve periodo di tempo – si propongono (p.e. qualche estate fa c’erano bambini nei cassonetti ogni giorno, l’anno dopo bambine violentate un giorno sì e un giorno no, ecc., poi più nulla!).
Non si tratta certamente né di generalizzare né tanto meno di insinuare.
Ma rimane il dubbio che taluni mezzi di comunicazione, al di là dei doveri di cronaca, abbiano anche il recondito obiettivo di colpevolizzare la famiglia, come l’unica causa di certi misfatti.
Non è finita l’onda lunga di certe analisi sociologiche del secolo scorso che volevano la morte della famiglia o quanto meno il superamento della
famiglia tradizionale a vantaggio di nuove forme di famiglie.
Nell’apprendere queste notizie occorre quindi non tirare la infondata
conseguenza che la famiglia non sia una struttura relazionale da continuare
a stimare e proteggere. Occorre anche una giusta dose di spirito
critico che, senza minimizzare questi gravissimi drammi, non ci faccia
restare prigionieri di operazioni medianiche dubbie.
Mons. Gianfranco Grandis
Per visionare quel numero clicca qui!

Annunci

L’azzardo Libia

La politica italiana nel Nord Africa è stata estremamente efficace nel ridurre il numero di migranti in arrivo sulle coste italiane, i risultati sono stati eccezionali già nei mesi di luglio e agosto. Ma a che prezzo?
Gli accordi di Bengasi nel 2008 e l’accordo EU-Turchia dell’anno scorso hanno dimostrato che – con una grande quantità di soldi per delegare il controllo dei nostri confini ai nostri vicini – i flussi migratori sono nel breve periodo contenibili. Ma la storia ci ha insegnato che il prezzo da pagare è di portata enormemente maggiore rispetto al suo beneficio nel lungo periodo.
In primo luogo questo approccio non fa che rafforzare gli stessi attori che causano violenza e instabilità: pensare che arricchirli possa portare a risultati duraturi non è solo sbagliato ma anche estremamente pericoloso. Dare armi e soldi a miliziani e delinquenti è sempre stato un gioco molto rischioso. Una maggiore liquidità e una posizione di forza non fanno che aumentare la pericolosità di certi personaggi, perché pensare che non accadrà lo stesso con il clan Al-Dabashi e le altre fazioni libiche?
Emanuele Nannini, Emergency, n.84 – settembre 2017
Vedi: https://www.emergency.it/wp-content/uploads/2017/11/EMERGENCY-84.pdf  pag. 10-12

Queer theory

A proposito di cultura, non possiamo non dar voce anche alla preoccupazione di moltissimi genitori, e non solo, per la dilagante colonizzazione da parte della cosiddetta teoria del “gender”, “sbaglio della mente umana”, come ha detto il Papa a Napoli sabato scorso. Il gender si nasconde dietro a valori veri come parità, equità, autonomia, lotta al bullismo e alla violenza, promozione, non discriminazione… ma, in realtà, pone la scure alla radice stessa dell’umano per edificare un “transumano” in cui l’uomo appare come un nomade privo di meta e a corto di identità. La categoria “Queer Theory”, nata negli Stati Uniti, combatte contro il normale, il legittimo, e ingloba tutte le soggettività fluide: non si riferisce a nulla in particolare, si presenta paradossalmente come “un’identità senza essenza”. Sembra di parlare di cose astratte e lontane, mentre invece sono vicinissime e concrete: costruire delle persone fluide che pretendano che ogni loro desiderio si trasformi in bisogno, e quindi diventi diritto. Individui fluidi per una società fluida e debole. Una manipolazione da laboratorio, dove inventori e manipolatori fanno parte di quella “governance mondiale” che va oltre i governi eletti, e che spesso rimanda ad Organizzazioni non governative che, come tali, non esprimono nessuna volontà popolare! Vogliamo questo per i nostri bambini, ragazzi, giovani?
Angelo Bagnasco, 23 marzo 2015
Per leggere tutta la prolusione clicca qui!
Nota della redazione: Bagnasco non condanna il concetto di gender in sé ma una certa sua lettura estrema, la Queer Theory

Se battezzare è un reato

Una violenza su un bambino, indifeso e «giuridicamente in­ capace».
Di quale violenza orribile, perpetrata ai danni dei più piccoli, si tratta?
Su cosa è intervenuta con forza la Corte europea dei diritti umani? Si tratta del battesimo…
«L’Italia permettendo il battesimo ai neonati, viola l’articolo 9 della Convenzione Europea in combinato disposto con l’articolo 14, in quanto i neonati non sono ancora in grado di intendere e di volere o emettere un atto personale e cosciente e, nella fattispecie, sono obbligati e far parte di un associazione religiosa per tutta la vita», si legge nella sentenza.
Non solo. La Corte ha deciso che fosse suo dovere intervenire proprio sull’istituto del battesimo: «L’imposizione del rito chiamato sacramento tradisce il carattere di una dottrina che considera le persone come oggetti, il cui destino è deciso a loro insaputa da un’organizzazione religiosa. Infatti, il battesimo impone al battezzato un sigillo indelebile, facendolo diventare a tutti gli effetti un iscritto e membro a sua insaputa e volontà e assoggettandolo ai suoi regolamenti e alla sua autorità»…
L’Italia, entro sei mesi, dovrà dare esecuzione alla sentenza e adottare le misure necessarie per sanare la violazione.
Caterina Maniaci, Libero 20 aprile 2014
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!
ATTENZIONE: secondo il commento questo articolo è una della classiche bufale di Internet! Conoscendo l’autrice del commento sono propenso a darle ragione. Franco Rosada

Una società a due velocità

Noi oggi viviamo in una società a due velocità, che rischiano di non incontrarsi mai: da una parte la velocità dei sani che hanno sempre fretta; corrono da mattino a sera e non hanno tempo; hanno la giornata lunga che non basta mai; dall’altra c’è la velocità della solitudine e della malattia che hanno la notte lunga che non passa mai.
In questo orizzonte culturale c’è l’oblio del senso, la mancanza di significato, di luce sui tre eventi universali: del nascere, del vivere e del morire. Infatti il contesto fortemente secolarizzato ha annebbiato il valore salvifico della croce e ci si accontenta di divertire gli anziani, aiutandoli a vivere un ultimo scampolo di illusione consumistica.
Dentro questo orizzonte dell’oblio del senso, della luce spenta, penso alla drammatica condizione culturale di tanti giovani, che sono sul treno della vita e non ne conoscono la direzione. Dietro l’angolo oscuro della vita, senza senso, c’è la noia, “la globalizzazione dell’indifferenza”, dice il Papa; c’è la droga, e purtroppo la violenza soprattutto verso la donna.
C’è però un raggio di luce che illumina il mondo: dire natività di Maria, significa riconoscere la seconda genesi dell’umanità; significa ricordare il compleanno della seconda Eva. …Maria è l’aurora che illumina il mondo tenebroso degli uomini. Non è l’aurora che illumina il sole; ma il sole che si annuncia attraverso l’aurora; e tutto si illumina.
Padre Enrico Masseroni