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Ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo

Questa frase, tratta dal Vangelo di Giovanni (12,31b) e proposto dalla liturgia nella V domenica di Quaresima dell’anno B (Gv 12,20-33), mi ha suscitato perplessità.
Molti commenti preferiscono, e giustamente, soffermarsi sul chicco di grano ce, solo se muore, dà frutto.
Ma Satana c’è e continua ad agire, nonostante la Croce e la Resurrezione.
Vi sono comunque diverse interpretazioni che cercano di superare l’inattualità della frase: sarà gettato lontano (non dominerà più in modo incontrastato), cioè con la Croce comincierà la lotta fra il “possente uomo bene armato”, ed il “più potente di lui” che “gli toglie le sue armi… e spartisce le sue spoglie” (Lc 11,21-22) anche se la vittoria ci sarà solo nell’Ultimo Giorno (Ap 11,15b).
Ma nel corso di una lectio divina in gruppo è emersa anche un’altra lettura, non corretta dal punto di vista della fedeltà al testo greco, ma che mi ha colpito: l’agire di Satana, con la Croce, non sarà più occulto ma manifesto, verrà “cacciato fuori”.
Sì, perché  da allora in poi si dovrà misurare con la Verità, Cristo.
“La verità” scrive Fausti “ha una voce, con la quale ci chiama: è quella dell’innocente colpito dal male. Senza questa voce che la esprime, noi brancoliamo nell’incoscienza… O si risponde ad essa o si uccide la verità”.
Franco Rosada

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Una sfida epocale

Il contesto culturale e storico più generale ci parla di un tentativo olistico teso ad annullare le differenze e ad uniformare il reale. La tentazione moderna di ridurre la sapienza e il creato alla conoscenza epistemologica delle scienze naturali e alla lettura soggettiva di esse, ignorando le loro contraddizioni interne, ha avuto come obiettivo principale il dominio. Ma l’operazione di ridurre per dominare riecheggia la massima baconiana “sapere è potere”.
Riducendo il sapere infatti dominiamo, conquistiamo il potere, elemento imprescindibile per ri-creare un uomo nuovo in un mondo nuovo.
Uno sconvolgimento che si ottiene con il potere delle idee e con il potere del linguaggio. Permettetemi di fare alcuni esempi in questo senso: da governo a governance; da felicità a qualità della vita; da famiglia a famiglia in tutte le forme; da genitori a riproduttori; da vita umana a vita in tutte le forme, ecc.
Cosa fare in questo contesto? La Chiesa è veramente povera di mezzi e di individui, ma il nostro dato, la nostra datità è ricchezza razionale e condivisibile: è la luce, la vita, l’amore, la via, la verità per tutti. Si inserisce qui il discorso fede-ragione che adesso non possiamo trattare come meriterebbe. Ma penso sia comunque importante evidenziare quali sono gli interrogativi fondamentali ai quali offrire una risposta umana e cristiana.
Carlos Simón Vázquez, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia
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