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Bene pubblico o ricchezza privata?


Qualcosa non funziona nella nostra economia: chi si trova all’apice della piramide distributiva continua a godere in maniera sproporzionata dei benefici della crescita economica, mentre centinaia di migliaia di persone vivono in condizioni di estrema povertà.
Negli anni successivi alla crisi finanziaria il numero dei miliardari è raddoppiato e i loro patrimoni aumentano di 2,5 miliardi di dollari al giorno; nonostante ciò i superricchi e le grandi imprese sono soggetti ad aliquote fiscali più basse registrate da decenni.
I costi umani di tale fenomeno sono enormi: scuole senza insegnanti, ospedali senza medicine. I servizi privati penalizzano i poveri e privilegiano le élite.
I soggetti che risentono maggiormente di tale situazione sono le donne, su cui grava l’onere di colmare le lacune dei servizi pubblici con molte ore di lavoro di cura non retribuito.
Dobbiamo trasformare le nostre economie in modo da offrire assistenza sanitaria, istruzione e altri servizi pubblici a livello universale, e per giungere a questo traguardo è necessario che i ricchi e le imprese paghino la loro giusta quota di imposte, contribuendo a ridurre drasticamente il divario tra ricchi e poveri e tra uomini e donne.
Oxfam Italia
Per leggere tutto il rapporto clicca qui!

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Famiglia e “benessere”

C’è un legame tra famiglia e “benessere”, basta pensare a tutte le ricerche sulla cosiddetta ‘curva della felicità’. È questo è il motivo per cui prevedo che la famiglia nel prossimo futuro tornerà al centro dell’attenzione: oggi le statistiche dicono che la famiglia è un generatore di felicità.
A parità di condizioni, chi vive in famiglia dichiara un livello di felicità superiore a chi vive da solo.
Il vecchio slogan, che si ripete stancamente dagli anni Ottanta, per cui ‘la famiglia è finita’, oggi non ha più senso.
La fragilità e le difficoltà delle famiglie risalgono a tempi ben anteriori allo scoppio dell’attuale crisi economica e finanziaria e derivano dal fatto che non esiste in Italia una politica per la famiglia.
Ci sono solo provvedimenti sulle famiglie, che riguardano singole situazioni familiari, ma finora una politica per la famiglia non è mai esistita: esistono provvedimenti per gli asili, per le persone non autosufficienti, per i portatori di handicap, ma sono sempre interventi di tipo individuali e non rivolti al nucleo familiare nel suo insieme.
Le politiche familiari devono prendere la famiglia come riferimento, per poi orchestrare le diverse misure a suo favore: finora, invece, si è fatto sempre il contrario, basandosi sui bisogni singoli e prescindendo dai legami nel contesto familiare. Un esempio per tutti: l’Isee e la Tares. Quando si tratta di dare allo Stato, il terzo figlio pesa moltissimo, quando invece si deve ricevere dallo Stato, pesa pochissimo. Eppure la famiglia è sempre la stessa…
Stefano Zamagni, SIR, 16 settembre 2013