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I risultati del Sinodo 2

Aldilà delle questioni dogmatiche ben definite dal Magistero della Chiesa, abbiamo visto in questo Sinodo che quanto sembra normale per un vescovo di un continente, può risultare strano, quasi come uno scandalo – quasi! – per il vescovo di un altro continente; ciò che viene considerato violazione di un diritto in una società, può essere precetto ovvio e intangibile in un’altra; ciò che per alcuni è libertà di coscienza, per altri può essere solo confusione…
L’esperienza del Sinodo ci ha fatto anche capire meglio che i veri difensori della dottrina non sono quelli che difendono la lettera ma lo spirito; non le idee ma l’uomo; non le formule ma la gratuità dell’amore di Dio e del suo perdono. Ciò non significa in alcun modo diminuire l’importanza delle formule che sono necessarie né l’importanza delle leggi e dei comandamenti divini, ma esaltare la grandezza del vero Dio, che non ci tratta secondo i nostri meriti e nemmeno secondo le nostre opere, ma unicamente secondo la generosità illimitata della sua Misericordia.
Papa Francesco
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I doni dello Spirito

La “carne” ha ormai le sue vetrine ovunque, ci assedia dentro e fuori casa. Non bastano più le piccole difese, occorrono mezzi grandi, “risolutivi”. Io vedo indicato uno di questi mezzi risolutivi nelle parole dell’Apostolo: “O non sapete che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo Spirito” (1 Cor 6, 16-17).
C’è una segreta forza in quest’ultima frase. Non la si ripete mai dentro di sé nei momenti di difficoltà senza sperimentarne l’efficacia. Dio ha disposto per la nostra proclività verso la materia e i corpi, un rimedio degno della sua sapienza: il corpo risorto del Signore. Esso è il luogo dove è stata definitivamente superata la tensione tra carne e spirito, dove il corpo ha già raggiunto quella “liberazione dalla schiavitù della corruzione”, cui l’intera creazione anela.
Esso è come un’ancora di salvezza, gettata oltre il campo di battaglia. E tuttavia è un vero corpo, anche se “spirituale”; con esso possiamo unirci, intenzionalmente, con la fede e, realmente, nell’Eucaristia. Egli ci comunica la sua stessa purezza. Gli ebrei, morsi nel deserto dai serpenti, guarivano guardando il serpente di bronzo; noi guariamo dai morsi della sensualità correndo a guardare colui che, proprio a questo scopo, fu elevato per noi sulla croce (cf. Gv 3, 14-15).
Per questa via non c’è bisogno di disprezzare la bellezza dei corpi o avvilire la sessualità umana, perché la via è piuttosto “dalla bellezza alla Bellezza”. Diceva un antico Padre: “Sappia l’uomo che il suo cuore è giunto alla purezza, quando vede ogni bellezza e nulla gli appare più impuro”. Una risoluzione pratica che si potrebbe prendere, dopo aver meditato sul dono dell’intelletto, è quello di consacrare la nostra mente al Paraclito. Consacrare significa affidare, cedere, riservare. Decidere di non voler usare, d’ora in poi, la nostra mente se non per la conoscenza del vero e per la gloria di Dio. Nonostante tutto, essa resta quello che abbiamo di migliore e di più nobile, il riflesso più vicino dell’intelligenza divina, la cosa a cui Dio tiene di più al mondo.
È utile ripetere questa consacrazione di primo mattino. Un antico Padre diceva che la nostra mente è come un mulino: il primo grano che vi viene messo dentro al mattino, è quello che continuerà a macinare per tutto il giorno. Bisogna affrettarsi a mettervi subito il buon grano di Dio -pensieri buoni, parole di Dio-, altrimenti il demonio vi metterà la sua zizzania. A me piace farlo ripetendo la prima strofa del Veni creator: “Veni, creator Spiritus, mentes tuorum visita; imple superna gratia quae tu creasti pectora”: Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti; riempi di grazia celeste i cuori che hai creato”.
P. Raniero Cantalamessa

Formazione permanente

Anche quest’anno il ciclo di catechesi che don Renzo Bonetti ha dedicato alla formazione della coppia si è appena concluso. Il tema affrontato in 9 incontri è stato “Il matrimonio: sacramento per la missione”…
La nostra vita, come quella di tutte le famiglie è molto caotica e nonostante le buone intenzioni è davvero complicato riuscire ad essere entrambi nelle condizioni di fermare i motori e dedicarci all’ascolto delle catechesi.
Così, grazie alle facilità tecniche di fruizione, abbiamo scaricato i file audio dal sito www.misterogrande.org e, separatamente, abbiamo ascoltato le varie catechesi, spesso in auto verso un appuntamento di lavoro, oppure durante quei lavori domestici meccanici che lasciano libera la mente.
La condivisione è stata facile, in qualsiasi momento: durante il pranzo, oppure dopo le dieci di sera, quando in casa nostra cala uno strano e surreale silenzio e nonostante la stanchezza fisica, che magari renderebbe impossibile l’attenzione all’ascolto di una catechesi, risulta dolce e fruttuoso il nostro mettere in comune ciò che ci è stato donato dallo Sposo attraverso la voce dello Spirito.
Questa grazia, queste ricchezze reciprocamente donate ci hanno aiutato ad approfondire la consapevolezza, giorno dopo giorno, di quanto Dio ci ami e ci stimi capaci di compiere ciò per cui, insieme, ci ha chiamati e voluti sposi in Gesù.
Le ricadute in termini pratici sono molte più di quanto noi stessi sperassimo; il testimoniare ai nostri figli che non si è mai imparato abbastanza, le parole che scaturiscono più sicure e consapevoli nel parlare con i nostri parenti, amici, colleghi, il desiderio di ritrovarci con Lui più spesso nella preghiera … sono alcune delle conseguenze del far spazio a Gesù Sposo e maestro nel nostro tempo vissuto e nel nostro cuore.
Roberta e Stefano Testa

I bambini e la morte

Al funerale di mio padre ho visto mio figlio di cinque anni affacciarsi in punta di piedi alla bara insieme ad un amico, due teste bionde con il mento appoggiato al bordo di legno. Ho sentito l’amico chiedere: ” Questo è tuo nonno?” e mio figlio rispondere: “No, non è mio nonno. Questo è solo il suo corpo”.
Tratto dal libro: Così è la vita,  di Concita De Gregorio, Einaudi 2011
http://www.einaudi.it/libri/libro/concita-de-gregorio/cos-la-vita/978880620584