Archivi tag: sinodo

Il sinodo sui giovani


Tre parti, 12 capitoli, 167 paragrafi, 60 pagine: così si presenta il Documento finale della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Il testo è stato approvato nel pomeriggio del 27 ottobre nell’Aula del Sinodo. Il Documento è stato consegnato nelle mani del Papa che ne ha, poi, autorizzato la pubblicazione.
Per una sintesi del documento clicca qui!
Per la lettura integrale del documento clicca qui!
Per l’omelia finale di papa Francesco clicca qui!

Annunci

Il sinodo sui giovani


Papa Francesco ha aperto il Sinodo con un versetto del Vangelo di Giovanni: «Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto»: «All’inizio di questo momento di grazia per tutta la Chiesa, in sintonia con la Parola di Dio, chiediamo con insistenza al Paraclito che ci aiuti a fare memoria e ravvivare le parole del Signore che facevano ardere il nostro cuore», ha detto il Papa, «perché sappiamo che i nostri giovani saranno capaci di profezia e di visione nella misura in cui noi, ormai adulti o anziani, siamo capaci di sognare e così contagiare e condividere i sogni e le speranze che portiamo nel cuore». Che lo Spirito, è l’invocazione del Papa, «ci dia la grazia di essere memoria operosa, viva, efficace, che di generazione in generazione non si lascia soffocare e schiacciare dai profeti di calamità e di sventura né dai nostri limiti, errori e peccati, ma è capace di trovare spazi per infiammare il cuore e discernere le vie dello Spirito. È con questo atteggiamento di docile ascolto della voce dello Spirito che siamo convenuti da tutte le parti del mondo».
Per continuare la lettura clicca qui!

I nostri giovani


I due tredicenni pistoiesi che hanno confessato di essere stati gli autori degli insulti e degli spari (a salve) esplosi contro il giovane gambiano giovedì scorso nei pressi della parrocchia di Vicofaro, raccontano molto di noi: ci spiegano dove stiamo sbagliando e tutto ciò che non dovremmo mai fare.
Questi discoli, chiamiamoli così, in quanto non ancora quattordicenni, sono stati riconsegnati alle rispettive famiglie, ma noi ci dovremmo mettere in testa che la non punibilità giuridica dei piccoli monelli ci riguarda nel profondo, assai più di quanto sarebbe se i responsabili fossero adulti già in galera. Penso alle reazioni che, dopo certi fatti accaduti negli ultimi tempi, abbiamo registrato.
Ci siamo invischiati in surreali discussioni su razzismo sì o razzismo no, come se tali distinzioni aggiungessero elementi essenziali al dibattito, senza renderci conto del mostro che stiamo allevando: un coacervo di individualismo, indifferenza, ipocrisia, egoismo, stupidità camuffato, nemmeno troppo bene, da vitalismo euforico e consumistico.
Ecco perché il Sinodo dei giovani è così importante…
Eraldo Affinati, Avvenire 10 agosto 2018
Per continuare la lettura clicca qui!

Le donne nella Chiesa

La pontificia Commissione per l’America Latina, riunita a Roma in assemblea plenaria ha lanciato la proposta per un sinodo dei vescovi sul problema della donna.
La richiesta è contenuta in un documento reso pubblico sull’Osservatore Romano dell’11 aprile scorso.
Prima d’ora, da quando è stato istituito il sinodo dei vescovi, nel 1965, mai questa proposta era stata portata in questi termini all’attenzione dei vescovi di tutto il mondo. Nel 2015 era stata effettuata un’inchiesta vaticana tra le Conferenze episcopali sul piano mondiale per conoscere quali erano i temi maggiormente auspicati per i sinodi ed erano risultati i seguenti: i giovani, la formazione presbiterale, il dialogo interreligioso e la pace. Non figurava quello della donna (1).
Per leggere il documento clicca qui!
Vedi anche GF78: Il volto “materno di Dio
(1) Da notare che il tema è stato scelto da papa Francesco

Il mondo ascolta i giovani?


La riunione pre-sinodale voluta da Papa Francesco in preparazione del Sinodo dei Vescovi sui giovani di ottobre ha lasciato un segno indelebile nella memoria nei 300 giovani presenti a Roma, ma non solo.
Di cosa hanno parlato? Quale sarà l’impatto sul futuro della Chiesa?
Per saperne di più clicca qui!
La riunione pre-sinodale voluta da Papa Francesco in preparazione del Sinodo dei Vescovi sui giovani di ottobre ha lasciato un segno indelebile. I giovani hanno chiari quali sono i temi “caldi” su cui vogliono risposte…
Per saperne di più clicca qui!
——————————————————————————————
«Dio è Colui che rinnova sempre, perché lui è sempre nuovo: Dio è giovane! Dio è l’Eterno che non ha tempo, ma è capace di rinnovare, ringiovanirsi continuamente e ringiovanire tutto. Le caratteristiche più peculiari dei giovani sono anche le sue. È giovane perché “fa nuove tutte le cose” e ama la novità; perché stupisce e ama lo stupore; perché sa sognare e ha desiderio dei nostri sogni; è forte ed entusiasta; perché costruisce relazioni e chiede a noi di fare altrettanto, è social. Penso all’immagine di un giovane e vede che anche lui ha la possibilità di essere “eterno”, mettendo in gioco tutta la sua purezza, la sua creatività, il suo coraggio, la sua energia».
Papa Francesco

Quei corsi per sposarsi

…La domanda della giornalista [sull’aereo nel viaggio di ritorno dal Messico] è provocatoria: “La Chiesa misericordiosa ha più facilità a perdonare un assassino che non un divorziato?”. Francesco, apprezzando la domanda “plastica”, annuncia che l’argomento è approfondito nel documento post-sinodale “che uscirà forse prima di Pasqua”. Poi ribadisce che “la pastorale delle famiglie ferite” è una delle più forti “preoccupazioni” della Chiesa, come lo è pure una adeguata preparazione al matrimonio. “Pensi che per diventare prete ci sono 8 anni di studio, di preparazione e poi, dopo un certo tempo, se non ce la fai chiedi la dispensa, te ne vai ed è tutto a posto. Invece per fare un sacramento che è per tutta la vita servono 3 o 4 conferenze…”. I “matrimoni riparatori tante volte sono nulli”, aggiunge il Pontefice, ricordando che a Buenos Aires “come vescovo ho proibito ai sacerdoti di fare questo. Che nasca il bambino e che rimangano fidanzati. Quando si sentono di sposarsi per tutta la vita che vadano avanti”.
Sull’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati – incontrati nell’appuntamento a Tuxtla Gutierrez – il Papa precisa che “integrare nella Chiesa queste famiglie non significa fare la comunione”. “Io – sottolinea – conosco cattolici risposati che vanno in chiesa tre o quattro volte all’anno. ‘Eh, ma io voglio fare la comunione’, come se la comunione fosse una onorificenza… Un lavoro di integrazione: tutte le porte sono aperte, ma non si può dire più possono fare la comunione, questo sarebbe una ferita anche ai matrimoni, perché non gli farà fare, alla coppia, quella strada di integrazione”.
Zenit, 18 febbraio 2016
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!

La famiglia che esce dal Sinodo

Il Sinodo ha discusso di famiglie e relazioni: ma ha visto accadere due cose immensamente più importanti.
Restituendo ai vescovi il giudizio sulla nullità Bergoglio non ha cambiato lo status dei divorziati, ma ha fatto un silenzioso, enorme atto di riforma del papato. Dal secolo XI il Pontefice ha sempre sottratto potestà dei vescovi e invocando motivi solidi o meno. Paolo VI restituì qualche facoltà in ossequio al Vaticano II. Mai da mille anni un Papa aveva ceduto poteri di sua volontà. Facendolo, Francesco ha detto a padri e madri sinodali che il loro compito non è spingere il Papa a destra o a sinistra, ma fare un «balzo innanzi» nella propria fedeltà al Vangelo.
Inoltre, semplicemente restando seduto in Sinodo, ha compiuto un altro atto di riforma enorme riguardante la sinodalità della Chiesa. Il progressismo teologico invocava negli anni Settanta la «democratizzazione» della Chiesa: dimenticando che la sinodalità è molto più della democrazia: perché fa appello non alla sovranità, ma alla comunione.
La sinodalità è rimasta un tabù nella Chiesa cattolica per decenni. La Chiesa di cui il Papa è primate, quella italiana, un Sinodo non l’ha mai fatto, per ora. Lo stesso Sinodo dei vescovi, nonostante il nome, non è mai stato altro che organo consultivo, che consegnava al Papa i propri antagonismi perché lui mediasse. Francesco ha agito sul Sinodo facendone, a norme invariate, un organo di collegialità effettiva e di rango quasi-conciliare.
La collegialità (realtà di diritto divino per il cattolicesimo) si esprime nel concilio, ma non solo. Francesco sa per esperienza che le assemblee episcopali esprimono un intuito autorevole di fede; e sa che la sinodalità si può esprimere solo in un clima di «parresia» (la franchezza nell’esprimersi, ndr). E ha scoperto che basta che il Papa sieda in un organo perché il sub Petro e il cum Petro cessino di essere cautele limitative e diventino garanzia di comunione.
Riformando il papato e restaurando la sinodalità ecclesiologica il Papa ha mostrato che almeno una famiglia esce da questo Sinodo più libera e più forte: la famiglia della Chiesa. Le altre di conseguenza.
Alberto Melloni, Corsera, 23 ottobre 2015
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!