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C’erano anche alcune donne


C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano [il Crocifisso], che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea (Mc 15,40-41).

La donna rappresenta la verità profonda dell’uomo proprio per le sue qualità “deboli”, che la rendono simile a Dio: amore umile, accogliente, servizievole, compassionevole e fecondo. Le cosiddette qualità forti sono il fallimento dell’uomo. L’egoismo, l’orgoglio, il potere, il dominio, la durezza chiudono nella sterilità della solitudine. Sono l’inferno. “Chi non diventa donna non entrerà nel regno dei cieli”, si potrebbe dire, rifacendo il verso al finale del vangelo apocrifo di Tommaso. Il centurione che crocifigge ed è cosciente di dare morte, rappresenta il punto di arrivo della nostra parte forte, che scopre la propria debolezza.
Silvano Fausti, Ricorda e racconta il Vangelo, Ancora

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Silvano Fausti

Se n’è andato in silenzio, a 75 anni, dopo circa 18 mesi di una malattia invincibile il gesuita p. Silvano Fausti.
Grande teologo e filosofo poliglotta, spesso missionario in Africa, correndo qualche volta anche rischi per la sua vita; era inviato anche per delicate questioni nel mondo, come in Cina.
Dalla sua ordinazione nel 1968, si è impegnato a Milano dove è stato il fondatore e l’animatore di una comunità a Villa Pizzone, aperta notte e giorno per i più poveri e disperati, come lo era il suo cuore. Era la sua “casa”, dove tornava sempre dopo i suoi impegni nel mondo: lì, come desiderava, si è spento il 24 giugno, solennità di san Giovanni Battista.
Silvano Fausti, fu davvero un padre e un maestro del pensiero; serenamente immune dal rischio di atteggiarsi a venerata auctoritas, grazie ad una letizia evangelica profonda e contagiosa, tenacemente custodita nel corso degli anni come il bene più prezioso, senza perdere tempo nelle pastoie della polemica.
In molti hanno sentito il bisogno di esprimere tutta la loro gratitudine per i libri, tra i più noti la serie Una comunità legge sui quattro Vangeli e, ultimamente, gli Atti degli apostoli delle edizioni dehoniane; una sorta di guida spirituale, sistematicamente usata da preti e laici, a partire dalla lectio divina sulle sante Scritture.
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La verginità di Maria

La verginità di Maria indica innanzi tutto che ciò che nasce da lei è puro dono.
Il futuro, in lei offerto a tutto il mondo, è grazia e dono di Dio, è anzi Dio stesso come grazia e dono.
La verginità indica inoltre la condizione alla quale Dio può donarsi.
La capacità dell’uomo di concepire l’umanamente inconcepibile non è quella delle coppie sterili dell’Antico Testamento, dove è dato successo ad un’azione umana senza successo. Tale capacità è la verginità, la rinuncia ad agire. In Maria non vi è infatti alcuna azione umana. Dio solo agisce.
Dall’altra parte trova solo obbedienza ed accoglienza, senza alcuna azione di disturbo. La verginità indica quindi l’attitudine più alta dell’uomo: la passività e la povertà totale di chi rinuncia all’agire proprio per lasciare posto a quello di Dio. E’ la fede.
Questo vuoto assoluto è l’unica capacità in grado di contenere l’Assoluto. Solo il nulla può concepire totalmente colui che è tutto. Per questo è nulla.
Silvano Fausti, Una comunità legge il vangelo di Luca, EDB.