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L’amore coniugale secondo la Chiesa


Il pensiero di sant’Agostino sul matrimonio, che fu determinante per le prime riflessioni teologiche, è stato condizionato dalla difficoltà di apprezzare totalmente la positività dell’amore corporeo nuziale sacramentale, essendo l’anima “caduta” in un corpo mortale, e si è concentrato soprattutto sui “fini” dell’istituzione, ponendo al centro la procreazione e tenendo in ombra il “senso”.
La stessa vivacissima controversia che per secoli ha contrapposto fra loro i sostenitori della “unione carnale” oppure del “consenso” come elemento strutturalmente costitutivo del matrimonio è sempre rimasta prigioniera della logica dei fini.
Nella storia della Chiesa l’amore coniugale è stato come un fiume carsico, che è emerso solo in alcuni momenti particolari.
Solo con il diffondersi dell’amore romantico, l’amore diventa elemento centrale del matrimonio. Ma questo cambiamento di prospettiva non si verifica nella Chiesa ma altrove, nell’ambito della cultura laica.
Solo con il Concilio Vaticano II l’amore viene “inserito” all’interno del matrimonio, divenendone la struttura portante, “comunità di vita e di amore” (GS 48).
Tratto da Gruppi Famiglia, n.101
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L’amore coniugale secondo la società

Nel giro degli ultimi cinquant’anni i matrimoni in Italia (civili e religiosi) si sono dimezzati passando da 400mila a meno della metà.
Infatti, una caratteristica del nostro tempo è la paura del definitivo e delle irreversibile. Parlare del presente e dell’impegno indissolubile incute sgomento. Essendo l’uomo un essere fallibile, come può fare scelte infallibili e indiscutibili?
Questa idea di reversibilità serpeggia trasversalmente in tutti i gruppi sociali e quindi anche nei gruppi cattolici. È un modo di pensare nuovo. Un tempo c’erano un mestiere fisso, un coniuge fisso, una religione unica, una idea precisa.
Se da un lato non dobbiamo pensare moralisticamente al disimpegno dei singoli, dall’altro dobbiamo ricordare che “un amore costruito sulla Parola del Signore è come una casa costruita sulla roccia: nessuna vicenda potrà distruggerla”, perché nella fede, “il Signore ci rende capaci di amare come Lui ama, e ci dà una forza nuova di amare che è il Suo stesso amore” (Giordano Muraro).
Tratto da Gruppi Famiglia, n.101
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L’amore coniugale


E’ stato spedito il numero di marzo della rivista Gruppi Famiglia. Ci auguriamo che la possiate ricevere tutti entro fine mese.
Vi anticipiamo alcuni passaggi tratti dal primo degli articoli sul tema dell’amore coniugale.
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L’innamoramento è sicuramente un’esperienza positiva e necessaria, è la grande spinta che porta l’io a uscire da sé per incontrare l’altro. Capita però che, se le persone scambiano la fascinazione nei confronti dell’altro per un vero innamoramento, la “storia” abbia breve durata.
Quando si è innamorati sembra di essere arrivati, sembra che non ci sia bisogno di altra evoluzione o costruzione. L’amore, al contrario, è la ripresa dei propri confini e dei confini dell’altro. È il passaggio dalla fusione alla relazione. Questo passaggio è possibile quando si discioglie parzialmente o totalmente l’innamoramento, o quel tipo di innamoramento. Solo così può nascere l’amore. Molti vedono questo scioglimento come la fine dell’amore, e invece può esserne l’inizio.
L’istituzione matrimoniale, da quando si è diffuso l’amore romantico, è stata sempre criticata e derisa, come quando si afferma che è “tomba dell’amore”.
In realtà, più che ‘tomba dell’amore’, il matrimonio è chiamato a diventare, attraverso l’umanizzazione della sessualità che si attua al suo interno, ‘tomba dell’amore selvaggio’, dell’amore cioè che si esprime come semplice soddisfacimento degli impulsi sessuali.
L’amore fedele non è un eroismo, né una sfida, ma una paziente e tenace applicazione. Attraverso la fedeltà prende avvio quell’azione d’amore che di continuo crea l’altro come si crea un’opera. Naturalmente tutto ciò diventa comprensibile se appena si riesce a concepire l’amore non come uno stato, qual è per esempio la condizione dell’innamorato, ma come un atto che, invece di divinizzare il desiderio e la sua incontenibile brama che consuma la vita, sta alla parola data e, a partire dalla fedeltà al patto, prende a costruire scenari d’amore.
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Volete ricevere una copia della rivista? Richiedetela a formazionefamiglia@libero.it. Ve la invieremo gratuitamente.

 

Diritti e doveri


Condivido la considerazione che i diritti di tutti, a prescindere dalla categoria sociale di appartenenza, costituiscono la base di una comunità civile. Ma oggi viviamo in un’epoca in cui si parla sempre e solo di diritti.
Il diritto al posto fisso, al salario garantito, al lavoro sotto casa; il diritto a urlare e a sfilare; il diritto a pretendere. Lasciatemi dire che i diritti sono sacrosanti e vanno tutelati.
Se però continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo. Perché questa “evoluzione della specie” crea una generazione molto più debole di quella precedente, senza il coraggio di lottare, ma con la speranza che qualcun altro faccia qualcosa. Una specie di attendismo che è perverso ed è involutivo. Per questo credo che dobbiamo tornare a un sano senso del dovere, consapevoli che per avere bisogna anche dare.
Bisogna riscoprire il senso e la dignità dell’impegno, il valore del contributo che ognuno può dare al processo di costruzione, dell’oggi e soprattutto del domani.
Sergio Marchionne
Per leggere tutto l’intervento clicca qui!
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Vi interessa l’argomento? Il numero 98 della rivista Gruppi Famiglia è interamente dedicato a questo tema.
Per leggerlo clicca qui!

Scegliamo insieme i prossimi temi della rivista

Con il numero del prossimo mese di marzo, dedicato ai 10 comandamenti, si esauriscono i temi che avevate più richiesto nel 2014.
Riuscite a trovere un momento da dedicare alla scelta dei temi per i prossimi due anni? Rispondere è facile: indicatemi i tre temi che vi interesserebbero di più (basta indicare solo il numero) e inviatemeli a formazionefamiglia@libero.it
Questi sono i temi:
1- l’arte del perdono (perdonare e perdonarsi)
2- il sacramento dell’amicizia (cfr. Amoris laetitia n.123)
3- doveri e diritti (educare ai doveri in una società  di diritti)
4- gli idoli di questo mondo (sesso, denaro, potere, apparenza)
5- imparare ad imparare (scuola come luogo di istruzione o di educazione?)
6- rivisitare i vizi capitali (don Paolo Squizzato)
7- Imparare la Lectio divina con il libero di Giona
8- famiglia e politica
9- immigrati: integrazione o interazione?
10- il dialogo interreligioso
Grazie e un caro saluto,
Franco Rosada

Liberi “dentro”

In quest’anno vi sono stati tanti momenti giubilari per le più diverse categorie ma il giubileo dei carcerati, celebrato domenica 6 novembre, mi ha particolarmente colpito.
Sarà stato il fatto che il giorno prima eravamo andati a visitare il primo negozio italiano che vende esclusivamente prodotti realizzati dai detenuti e dai nomi “spiritosi”: dolci evasioni, la terra promessa, carta manolibera, brutti e buoni, sprigioniamo sapori, banda biscotti, extraliberi (vedi http://www.myfreedhome.it/).
Sarà stato il fatto che la domenica sera mi sono imbattuto, facendo zapping, in una puntata di Soul su TV2000 in cui era ospite don Marco Pozza, cappellano del carcere di massima sicurezza Due Palazzi di Padova, e non sono più riuscito a cambiare canale finché non è finito (vedi http://www.tv2000.it/soul/video/soul-monica-mondo-intervista-don-marco-pozza/).
E così ho ripensato al numero 90 della nostra rivista Gruppi Famiglia e all’opera di misericordia visitare i carcerati e al fatto che qualcuno (i Durante) avessero scritto, con mia grande sorpresa, una testimonianza su quest’opera così impegnativa (vedi http://www.gruppifamiglia.it/anno2016/90_giugno_2016.htm#13).
Franco Rosada

Cambiare ogni tanto fa bene

Oggi abbiamo cambiato “parrocchia”. Le coppie di un Gruppo Famiglia ci hanno invitato nella loro comunità per la festa in preparazione al Natale. Abbiamo pranzato con loro e abbiamo conosciuto due nuove coppie, che ci hanno regalato qualche “pezzo” della loro vita. Poi abbiamo riflettuto, partendo dal’ultimo numero della rivista, tutti insieme sulla sobrietà.
E’ stata una bella giornata: vale la pena ogni tanto uscire dal proprio guscio, cambiare “parrocchia”. E’ questo il bello dei GF!
Noris e Franco