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L’ Amore o l’amore?


Immaginate di far naufragio, domandatevi se sapete che oggetto salverebbe la persona che amate? Quale ricordo della sua vita vorrebbe ascoltare? Quali sono la sua ferita e la sua gioia più grandi? Per cosa dovreste soprattutto chiedere perdono o dire grazie? In cosa è diventato migliore o peggiore grazie a voi? Scrivete le risposte e mettetele dentro la Scatola della reciprocità: leggetevele ad alta voce, in un a tu per tu calmo, senza distrazioni. Allora sarà evidente che amare non è una reazione, ma un’ azione: è il legame a fare l’ amore e non l’ amore a fare il legame.
L’Amore affonda come il Titanic, che colò a picco proprio per la sua pretesa invincibilità, l’ eccesso dei sistemi di sicurezza aveva reso l’ equipaggio superficiale nel controllo della rotta di navigazione: non videro o non «vollero» vedere l’ iceberg che spezzò il cuore alla nave. Solo l’ amore con la minuscola – quotidiano, faticoso, bellissimo, difficile, creativo, stanco, sorridente, aperto alla vita – è una nave guidata da due capitani attenti l’ uno all’altro, senza paura dell’ alto mare e delle sue sorprese, una nave che arriva in porto perché è in porto ovunque.
Alessandro D’Avenia, Corsera, 4 marzo 2019

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Il Dio delle donne

Ad ascoltare le donne che parlano di Dio, si scopre una sorta di potenza di visione, che permette loro di guardare il mondo del quotidiano come abitato dalla Trascendenza, vivificato dall’energia che da essa promana, e per ciò stesso luogo santo in cui immergersi…
In tutte loro pare aver preso corpo la certezza che Dio non abita i luoghi che gli uomini si ostinano a dedicargli, poiché Egli è sempre la stessa divinità zingara e nomade che rifiutò a Davide il tempio per continuare ad abitare la tenda lungo le piste nel deserto (2Sam 7,5-7).
In loro si fa strada la convinzione che tutto è grazia, che ogni frammento di vita, ogni dolore, ogni fallimento, ogni fatica, diviene locus theologicus entro cui il suo amore prende dimora. Per questo Etty dalla baracca di Westerbork, proromperà nell’inaudita affermazione: Io non ho mai la sensazione che devo volgere qualcosa in bene. Tutto è sempre e completamente un bene così com’è.
Chiara Saletti, Coordinamento Teologhe Italiane