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Natale


L’asino e il bue, con il loro fiato,
sono l’impianto di riscaldamento
e nella mangiatoia c’è il neonato.
Maria ha più coraggio che non anni,
Giuseppe invece è un falegname esperto,
dei veleni su lei non se ne cura
e c’è per segnaletica una stella,
Erode fa una pessima figura.
Guido Oldani
Tratto da: Vita e Pensiero Plus 31
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Verbum caro factum est

Per Natale, quest’anno, ho fatto due presepi: uno in casa e un secondo nella stalla. Disponendo di una stalla con tanto di greppia, mi pareva che quella fosse la collocazione più adeguata: tanto che poi ho deciso di lasciarlo, anche durante l’anno.
Anziché un’altra immagine sacra egli era lì, tra il disordine e i topi; come forse neanche a Betlemme gli mancavano.
La paglia, Gesù Bambino e basta. E’ un presepio da poveri; ma è il Signore che seguita a nascere, ogni anno, ogni giorno; e non finisce mai di nascere, e non finisce mai di morire, e non finisce mai di risorgere, nella carne del mondo.
Nasce non tanto “nell’anima”, come un’ascesi tutta spiritualistica ci ha insegnato a ripetere: nasce nella vita; nasce dal nostro ascolto, dalla nostra attesa, dal nostro umile e docile accordarci con i ritmi profondi delle cose. E noi gli siamo utero, cesto, nido.
L’incarnazione non è una storia privata: è la storia del mondo; e Cristo non nasce solo nella greppia. Il Verbo sposa la terra e si fa terra, carne, tempo, storia, finitezza, condizionamento, situazione umana, nella sua complessità e nella sua povertà, vita del mondo, con la sua concretezza e i suoi limiti.
E la vita – questa vita assunta da Dio – è fatta di me, di voi, di storie e di destini innumerevoli, di vicende cosmiche e di piccoli accadimenti quotidiani. Anche di neve è fatta, la vita, e di germogli che dormono, di gatti che ronfano, di stufe che borbottano.
Adriana Zarri (Un eremo non è un guscio di lumaca, Einaudi)