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Una lettera dal Brasile

Cari amici,
A volte la storia ci sorprende e i fatti travolgono le riflessioni, le analisi… ma è bello e importante esserci, sentirsi parte, quando la storia succede… Più tardi riusciremo a capire meglio cosa sta avvenendo…
I primi atti pubblici contro l’aumento delle tariffe di trasporto pubblico a São Paulo e Rio della settimana passata videro scontri gravi provocati dalla truculenza della polizia. Questo ha contribuito a scatenare la reazione dei giovani di tutto il paese, che si organizzano con le reti sociali, soprattutto Facebook, e così sono nate le grandi manifestazioni che vedete alla televisione… ormai sono milioni i manifestanti… Qui a João Pessoa abbiamo fatto una manifestazione di cinque ore con 50 mila persone, cosa mai vista nella storia di questo Stato, per fortuna totalmente pacifica, con grande sollievo di Valdênia, l’Avvocata del nostro CEDHOR che stava all’erta per qualsiasi scontro tra manifestanti e polizia.
É diventato un movimento ampio di protesta contro i politici, i partiti, la corruzione il pessimo stato della scuola e della sanità, oltre ai trasporti pubblici e la sicurezza, gli sprechi per la Coppa del Mondo, ecc. Si parla molto degli episodi di vandalismo e violenza ma si tratta di piccoli gruppi di estremisti e di fatti isolati che non devono offuscare il maggior movimento di piazza da molti anni, forse il maggiore di tutta la storia del Brasile… Si stanno facendo le discussioni, le letture per tentare di capire… In ogni caso è una conferma che le cose in Brasile non sono come le vuole presentare il governo e i mass media ufficiali sul boom economico, la crescita del paese dalle mille meraviglie! C’è molto malcontento perché le contraddizioni sono enormi, molta la corruzione e la sfacciataggine dei politici, e la disuguaglianza sociale non è diminuita.
Comunque sia, nel nostro piccolo alziamo la nostra voce con questo Informativo che tra le righe delle attività del CEDHOR fa trasparire la realtà – la stessa realtà – della maggioranza della gente che continua a soffrire per l’ingiustizia e l’indecenza dei governanti. Molti di voi stanno dando un forte contributo affinché tutto questo succeda… Grazie infinite e di cuore.
Buona lettura! Vi speriamo tutti bene. Un abbraccio a tutti
Fratel Francesco D’Aiuto – Chico, Missionario Comboniano a Santa Rita (Paraiba – Brasile) e tutta l’équipe del Cedhor (Centro dei Diritti Umani Oscar Romero).
A cura del: CO. RO. ONLUS (Comitato Roraima di solidarietà con i Popoli Indigeni del Brasile), C. De Gasperi 20, 10129 Torino – Tel. 011-595657; 011-3859764; 335-6931882
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.giemmegi.org

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Politica e carità

C’è – ormai da qualche tempo tra la gente – molta sfiducia nei confronti dei partiti politici e delle prossime elezioni. Si ha la sensazione che sia impossibile un cambiamento sociale della nostra nazione, un vero rinnovamento.
Questo stato d’animo pessimistico è diffuso anche in tanti cristiani, che si sentono confusi e disorientati. 
Mi pare quindi utile ricordare quanto diceva il cardinale Carlo Maria Martini. Che scriveva: «La vita politica è la più alta tra le attività umane, quella che cerca di porre in atto le condizioni per il vero bene comune e il vero progresso di tutti». 
E Paolo VI affermava: «La politica è la più alta forma di carità». E’ utile ricordare a tutti quanto il Concilio Vaticano II, con grande forza profetica, ha detto: «Tutti i cristiani devono prendere coscienza della propria speciale vocazione nella comunità politica; essi devono essere d’esempio sviluppando in se stessi il senso, la responsabilità, e la dedizione al bene comune, così da mostrare con i fatti come possano armonizzarsi l’autorità e la libertà, l’iniziativa personale e la solidarietà di tutto il corpo sociale, la opportuna unità e la proficua diversità. Devono ammettere la legittima molteplicità e diversità di opzioni temporali e rispettare i cittadini, che, anche in gruppo, difendono in maniera onesta il loro punto di vista». (Gaudium et spes n. 75)
Occorre un «sussulto di responsabilità e di speranza» da parte di tutti i credenti e laici, affinché la nostra nazione ritrovi l’indispensabile speranza per la costruzione di una società più equa e giusta per tutti.
don Mario Foradini, parroco di San Secondo, Torino