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La verginità di Maria

La verginità di Maria indica innanzi tutto che ciò che nasce da lei è puro dono.
Il futuro, in lei offerto a tutto il mondo, è grazia e dono di Dio, è anzi Dio stesso come grazia e dono.
La verginità indica inoltre la condizione alla quale Dio può donarsi.
La capacità dell’uomo di concepire l’umanamente inconcepibile non è quella delle coppie sterili dell’Antico Testamento, dove è dato successo ad un’azione umana senza successo. Tale capacità è la verginità, la rinuncia ad agire. In Maria non vi è infatti alcuna azione umana. Dio solo agisce.
Dall’altra parte trova solo obbedienza ed accoglienza, senza alcuna azione di disturbo. La verginità indica quindi l’attitudine più alta dell’uomo: la passività e la povertà totale di chi rinuncia all’agire proprio per lasciare posto a quello di Dio. E’ la fede.
Questo vuoto assoluto è l’unica capacità in grado di contenere l’Assoluto. Solo il nulla può concepire totalmente colui che è tutto. Per questo è nulla.
Silvano Fausti, Una comunità legge il vangelo di Luca, EDB.

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Perché la TV vince

Radio, stampa e Internet si avvalgono, prevalentemente, della parola, e la parola non ha lo stesso impatto dell’immagine. E le immagini che passano in televisione oggi sono vincenti sugli altri strumenti di comunicazione per l’uso stesso che noi tutti facciamo del mezzo televisivo.
Una ricerca infatti ci ricorda che ben il 76 per cento degli utenti accende la televisione con il desiderio di rilassarsi. Cosa significa questo? Che scegliamo il dispositivo che ci assorbe senza richiedere da parte nostra particolari sforzi.
È probabilmente questo che rende il mezzo televisivo vincente rispetto agli altri media: la passività.
Ed è per questo che, nella maggior parte dei casi, le trasmissioni televisive, telegiornali compresi, sono sempre più costruiti in modo da non suscitare troppi problemi, omogeneizzando notizie e opinioni, deviando piuttosto verso l’effimero o i casi di cronaca nera (circoscritti ed eccezionali, nella loro brutalità).
Se l’utente si rende privo di pensiero critico davanti al mezzo tivù, ecco allora che questo può essere sfruttato allo scopo di lanciare messaggi senza però esplicitarli, come può essere per esempio il modello di uomo, di donna o di società vincente.
Tutto ciò ci deve far riflettere, specie come genitori ed educatori, su quanto la televisione sia un medium con un “peso” senza eguali, e che dobbiamo educarci a scegliere ciò che vogliamo guardare: questo ci permetterà un uso più critico e consapevole del mezzo.
Ai bambini e ai ragazzi serve il nostro esempio, decidere con loro ciò che guardano e il costante interesse per ciò che hanno visto!
Maria Rosa Pagliari (Città nuova, 15/16 2012)