Archivi tag: parità

Il futuro? È bisessuale

«La specie umana – dice Umberto Veronesi – si va evolvendo verso un «modello unico», le differenze tra uomo e donna si attenuano (l’uomo, non dovendo più lottare come una volta per la sopravvivenza, produce meno ormoni androgeni, la donna, anche lei messa di fronte a nuovi ruoli, meno estrogeni) e gli organi della riproduzione si atrofizzano.
Questo, unito al fatto che, tra fecondazione artificiale e clonazione, il sesso non è più l’unica via per procreare, finirà col privare del tutto l’atto sessuale del suo fine riproduttivo. Il sesso resterà — avverte l’oncologo — ma solo come gesto d’affetto, dunque non sarà più così importante se sceglieremo di praticarlo con un partner del nostro stesso sesso.
«È il prezzo che si paga — spiega — all’evoluzione naturale della specie. Ed è un prezzo positivo ». Davvero? «Sì, perché nasce dalla ricerca della parità dei sessi: negli ultimi vent’anni le donne hanno assunto ruoli sempre più attivi nella società e questo porta con sé un’attenuazione delle differenze sessuali». Avremo uomini meno virili (il processo è già in atto: dal dopoguerra in poi la «vitalità» degli spermatozoi è mediamente calata del 50%) e donne più mascoline…
«Ciò che prospetta Veronesi è una maggiore libertà, dagli stereotipi e dai pregiudizi. Il fenomeno è appena agli inizi: perché prenda consistenza dovremo aspettare almeno due o tre generazioni».
Corsera, 19 agosto 2007
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Una Chiesa solo di NO?

Molti tendono a rappresentare la Chiesa come un grande ‘no’: a libertà, uguaglianza, amore, giustizia, parità; agiscono da filtro e impediscono di vedere il grande ‘si’ che invece la Chiesa dice a tutti questi valori.
La buona notizia è che, per quanto secolarizzata, la società occidentale è fortemente – sebbene spesso inconsapevolmente – intrisa di valori cristiani: pertanto ripartire dal valore cristiano che, credenti e non, abbiamo in comune, per mostrare che non abitiamo pianeti diversi ma che in gran parte abbiamo aspirazioni simili, è il primo passo per ridurre le distanze e riaprire quel dialogo che oggi sembra così difficile.
Ottenuto l’ascolto, potremo introdurre una prospettiva morale più ampia e riflettere insieme in un’ottica di bene comune. In fondo, chi cambia idea su un determinato argomento lo fa quando un pregiudizio viene smontato, se non perfino rovesciato, da qualcosa – o più facilmente da qualcuno – che l’ha contraddetto. Ecco, noi dobbiamo cercare di essere quella contraddizione quando spieghiamo la causa della Chiesa.
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Ingegnere o ingegnera?

Parliamo di donne. Qualche giorno fa c’è stato un incontro a Montecitorio organizzato dalla presidente della Camera Boldrini con i responsabili dell’Accademia della Crusca, l’Istituto per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana.
Si sono incontrati per parlare di questo tema pressantissimo: il sessismo nella lingua italiana. Loro dicono che c’è una discriminazione della donna nella lingua italiana. La lingua italiana non rispetta la parità perché ci sono delle parole declinate al femminile e altre no. Per esempio: perché si dice magistrato, chirurgo, sindaco e non magistrata, chirurga, sindaca?
A me non importa che mettano la versione femminile del mio mestiere. A me interessa che ci sia posto per me donna per fare quel mestiere. In Italia c’è un divario economico tra uomini e donne del 45%.
Io che sono donna voglio essere rispettata perché sono DIVERSA da te, non UGUALE a te.
Luciana Littizzetto
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L’elogio della coppia

…Riconoscere la complementarità tra uomo e donna, osserva la Habib, ha molto più senso che sbandierare il manifesto paritario della condivisione dei compiti. E ironicamente nota che “di fatto è molto meglio non essere in due a cucinare: lo spazio è quello che è. Quando la coppia funziona, ciascuno sbriga le proprie faccende senza chiedersi se è sfruttato o meno”. Anche la valutazione della coppia in base alla valutazione quantitativa del «chi fa di più» è futile. «Impossibile stabilirlo» risponde la Habib. Nella coppia «la stima è più importante dell’astratta parità». Rispetto e stima: aspetti dell’amore che nella coppia hanno una funzione portante.
L’Unione, conclude, non è affatto una privazione, ma un’opportunità. Tutto il contrario del bunker difensivo e reclusivo cui la si è spesso paragonata negli ultimi decenni. La coppia è piuttosto un luogo di «decollo», nel quale sperimentare la libertà di essere se stessi, sostenuti dall’affettuosa presenza dell’altro…
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