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Il matrimonio è “solubile”?

L’ideale etico dell’indissolubilità del matrimonio riproposto da papa Francesco ha un suo parallelo nell’ideale di santità indicato da Gesù: «Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5,48).
Se questo invito di Gesù fosse interpretato in chiave giuridica, nessuno potrebbe far parte della Chiesa, perché il modello indicato è irraggiungibile.
Gesù ha indicato questo ideale ma, conoscendo la fragilità umana, ha istituito il sacramento della penitenza per chi riconosce di non essere perfetto come il Padre celeste.
Perché mai chi non è riuscito ad attuare pienamente l’indissolubilità del matrimonio dovrebbe essere escluso dai sacramenti o essere obbligato alla castità perfetta per tutta la vita?
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Papa Francesco si racconta

Il fatto che il Giubileo non sia stato fatto soltanto a Roma, in ognuna diocesi del mondo, nelle diocesi, nella cattedrale e nelle chiese che il vescovo avesse indicato, quel fatto ha universalizzato un po’ il Giubileo. E ha fatto tanto bene. Perché era tutta la Chiesa che viveva questo Giubileo, era come un’atmosfera di Giubileo…
Con L’anno santo della misericordia quest’ultima viene non dico scoperta, perché sempre c’era, ma viene proclamata fortemente: è come un bisogno, un bisogno. Un bisogno che credo che a questo mondo, che ha la malattia dello scarto, la malattia di chiudere il cuore, dell’egoismo, fa bene. Perché ha aperto il cuore e tanta gente si è incontrata con Gesù … Non so, questo è quello che penso sul Giubileo…
Il nemico più grande di Dio è il denaro. Pensate che Gesù al denaro dà status di signore, di padrone quando dice: “Nessuno può servire due padroni, due signori: Dio e il denaro”. Dio e le ricchezze. Perché il denaro è l’idolo…
Le tentazione del Papa sono le tentazioni di qualsiasi persona, di qualsiasi uomo. Secondo le debolezze di personalità, che il diavolo sempre usa per entrare, che sono l’impazienza, l’egoismo, poi un po’ di pigrizia.. può andare, ma entrano tutte, tutte … E le tentazioni ci accompagneranno fino all’ultimo momento…
Io ho allergia degli adulatori. Ho allergia. Mi viene naturale, eh?, non è virtù. Perché adulare un altro è usare una persona per uno scopo, nascosto o che si veda, ma per ottenere qualcosa per se stesso. Anche, è indegno. Gli adulatori sono dei leccapiedi…
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Papa Francesco e il matrimonio

Si deve fare di tutto per salvare il matrimonio, ma è normale che nel matrimonio si litighi? Sì, è normale. Succede e alle volte volano i piatti.
Ma se è vero amore, si fa la pace subito.
Io consiglio agli sposi: litigate quanto volete, ma non finite mai la giornata senza fare la pace.
Sapete perché? Perché la “guerra fredda” del giorno dopo è pericolosissima. Quanti matrimoni si salvano se hanno il coraggio alla fine della giornata, non fare un discorso, ma una carezza, e fare la pace.
Le parole di papa Francesco raccolte da Andrea Tornielli
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Martiri e santi

padre Hamel

La mia prima reazione, il 26 luglio scorso, alla notizia dell’omicidio di padre Hamel è stata: santo subito!
Chi viene ucciso per “odium fidei” è un martire e quindi, per la tradizione cristiana, santo. La prudenza mi ha suggerito di tacere ma ora, a distanza di quasi due mesi, quando ormai la notizia è quasi passata nel dimenticatoio, questa è tornata con discrezione nelle cronache.
Ieri, giorno in cui la Chiesa celebra l’esaltazione della Santa Croce, papa Francesco ha dedicato la Messa celebrata a Santa Marta in suffragio di padre Jaques Hamel.
E in privato, all’arcivescovo di Rouen, mons. Dominique Lebrun, ha detto: “Esponi la foto di Hamel perché lui è Beato adesso. E se dicono che non puoi rispondi che ti ha autorizzato il Papa”.
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La famiglia che esce dal Sinodo

Il Sinodo ha discusso di famiglie e relazioni: ma ha visto accadere due cose immensamente più importanti.
Restituendo ai vescovi il giudizio sulla nullità Bergoglio non ha cambiato lo status dei divorziati, ma ha fatto un silenzioso, enorme atto di riforma del papato. Dal secolo XI il Pontefice ha sempre sottratto potestà dei vescovi e invocando motivi solidi o meno. Paolo VI restituì qualche facoltà in ossequio al Vaticano II. Mai da mille anni un Papa aveva ceduto poteri di sua volontà. Facendolo, Francesco ha detto a padri e madri sinodali che il loro compito non è spingere il Papa a destra o a sinistra, ma fare un «balzo innanzi» nella propria fedeltà al Vangelo.
Inoltre, semplicemente restando seduto in Sinodo, ha compiuto un altro atto di riforma enorme riguardante la sinodalità della Chiesa. Il progressismo teologico invocava negli anni Settanta la «democratizzazione» della Chiesa: dimenticando che la sinodalità è molto più della democrazia: perché fa appello non alla sovranità, ma alla comunione.
La sinodalità è rimasta un tabù nella Chiesa cattolica per decenni. La Chiesa di cui il Papa è primate, quella italiana, un Sinodo non l’ha mai fatto, per ora. Lo stesso Sinodo dei vescovi, nonostante il nome, non è mai stato altro che organo consultivo, che consegnava al Papa i propri antagonismi perché lui mediasse. Francesco ha agito sul Sinodo facendone, a norme invariate, un organo di collegialità effettiva e di rango quasi-conciliare.
La collegialità (realtà di diritto divino per il cattolicesimo) si esprime nel concilio, ma non solo. Francesco sa per esperienza che le assemblee episcopali esprimono un intuito autorevole di fede; e sa che la sinodalità si può esprimere solo in un clima di «parresia» (la franchezza nell’esprimersi, ndr). E ha scoperto che basta che il Papa sieda in un organo perché il sub Petro e il cum Petro cessino di essere cautele limitative e diventino garanzia di comunione.
Riformando il papato e restaurando la sinodalità ecclesiologica il Papa ha mostrato che almeno una famiglia esce da questo Sinodo più libera e più forte: la famiglia della Chiesa. Le altre di conseguenza.
Alberto Melloni, Corsera, 23 ottobre 2015
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Francesco e i poveri

“Io vorrei un mondo senza poveri. Noi dovremmo lottare per questo. Ma io sono un credente e so che il peccato è sempre dentro di noi. E la cupidigia  umana c’è sempre, la mancanza di solidarietà, l’egoismo che crea i poveri.
Per questo mi sembra un po’ difficile immaginare un mondo senza poveri.
Se Lei pensa ai bambini sfruttati per lavoro schiavo, o ai bambini sfruttati per abuso sessuale. E un’altra forma di sfruttamento: uccidere bambini per togliere gli organi, il  traffico di organi. Uccidere i bambini per togliere gli organi è cupidigia.
Per questo non so se lo faremo questo mondo senza poveri, perché il peccato c’è sempre e ci porta l’egoismo. Ma dobbiamo lottare, sempre, …sempre”.
Papa Francesco, per leggere tutta l’intervista clicca qui!