Archivi tag: pace

Coltivare la pace


La fratellanza umana esige da noi, rappresentanti delle religioni, il dovere di bandire ogni sfumatura di approvazione dalla parola guerra. Restituiamola alla sua miserevole crudezza.
Sotto i nostri occhi sono le sue nefaste conseguenze. Penso in particolare allo Yemen, alla Siria, all’Iraq e alla Libia. Insieme, fratelli nell’unica famiglia umana voluta da Dio, impegniamoci contro la logica della potenza armata, contro la monetizzazione delle relazioni, l’armamento dei confini, l’innalzamento di muri, l’imbavagliamento dei poveri; a tutto questo opponiamo la forza dolce della preghiera e l’impegno quotidiano nel dialogo. Il nostro essere insieme oggi sia un messaggio di fiducia, un incoraggiamento a tutti gli uomini di buona volontà, perché non si arrendano ai diluvi della violenza e alla desertificazione dell’altruismo. Dio sta con l’uomo che cerca la pace. E dal cielo benedice ogni passo che, su questa strada, si compie sulla terra.
Papa Francesco
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52ª Giornata mondiale della pace

La pace è simile alla speranza di cui parla il poeta Charles Péguy; è come un fiore fragile che cerca di sbocciare in mezzo alle pietre della violenza. Lo sappiamo: la ricerca del potere ad ogni costo porta ad abusi e ingiustizie. La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo, ma quando, da coloro che la esercitano, non è vissuta come servizio alla collettività umana, può diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione.
In effetti, la funzione e la responsabilità politica costituiscono una sfida permanente per tutti coloro che ricevono il mandato di servire il proprio Paese, di proteggere quanti vi abitano e di lavorare per porre le condizioni di un avvenire degno e giusto. Se attuata nel rispetto fondamentale della vita, della libertà e della dignità delle persone, la politica può diventare veramente una forma eminente di carità.
Papa Francesco
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Shalom, pace!


Bari, incontro di preghiera per il Medio Oriente
Preghiamo uniti, per invocare dal Signore del cielo quella pace che i potenti in terra non sono ancora riusciti a trovare. Dal corso del Nilo alla Valle del Giordano e oltre, passando per l’Oronte fino al Tigri e all’Eufrate, risuoni il grido del Salmo: «Su di te sia pace!» (122,8). Per i fratelli che soffrono e per gli amici di ogni popolo e credo, ripetiamo: Su di te sia pace! Col salmista imploriamolo in modo particolare per Gerusalemme, città santa amata da Dio e ferita dagli uomini, sulla quale ancora il Signore piange: Su di te sia pace!

Noi ci impegniamo a camminare, pregare e lavorare, e imploriamo che l’arte dell’incontro prevalga sulle strategie dello scontro, che all’ostentazione di minacciosi segni di potere subentri il potere di segni speranzosi: uomini di buona volontà e di credo diversi che non hanno paura di parlarsi, di accogliere le ragioni altrui e di occuparsi gli uni degli altri. Solo così, avendo cura che a nessuno manchino il pane e il lavoro, la dignità e la speranza, le urla di guerra si muteranno in canti di pace.
Per fare questo è essenziale che chi detiene il potere si ponga finalmente e decisamente al vero servizio della pace e non dei propri interessi. Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli! Basta al prevalere delle verità di parte sulle speranze della gente! Basta usare il Medio Oriente per profitti estranei al Medio Oriente!
Papa Francesco
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Papa Francesco e il matrimonio

Si deve fare di tutto per salvare il matrimonio, ma è normale che nel matrimonio si litighi? Sì, è normale. Succede e alle volte volano i piatti.
Ma se è vero amore, si fa la pace subito.
Io consiglio agli sposi: litigate quanto volete, ma non finite mai la giornata senza fare la pace.
Sapete perché? Perché la “guerra fredda” del giorno dopo è pericolosissima. Quanti matrimoni si salvano se hanno il coraggio alla fine della giornata, non fare un discorso, ma una carezza, e fare la pace.
Le parole di papa Francesco raccolte da Andrea Tornielli
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L’Islam è il nemico?

“Mi fece riflettere il fatto che gli stessi musulmani, spesso guardati con diffidenza dai cristiani, vedevano questi ultimi come sodali degli occupatori europei dei loro paesi. Nei periodi storici di crisi, le persone tendono a sfogare la rabbia contro nemici identificati con religioni diverse dalla propria, ad essi opposta. Quel che dopo il 1929 condusse all’Olocausto degli ebrei si sta ripetendo oggi con l’avanzata dell’Isis. Ma l’Islam non è questo. Io collaboro con l’AECNA (Amicizia Ebriaico-Cristiana di Napoli) per dimostrare che ciò che sta succedendo al di là delle nostre coste può succedere anche qui. Se l’uomo diventa aggressivo e avido ci sarà la guerra, mentre noi dobbiamo cercare la pace”.
Nasser Hidouri, imam di San Marcellino (CE)
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I fioretti di Francesco

Il diavolo entra attraverso il portafoglio
L’annuncio del viaggio a Cuba arriva al termine di una giornata aperta da Francesco con una dura accusa: «Tante persone potenti non vogliono la pace, perché vivono delle guerre, con l’industria delle armi: guadagnano più con la guerra che con la pace. Questo è grave!», ha detto il Papa durante un incontro con 7.000 bambini di tutto il mondo, organizzato dalla Fabbrica della Pace in Vaticano, sulla carta era un’occasione «tranquilla». Ma col Papa non si può mai dire, infatti ha colto l’occasione per lanciare accuse non propriamente leggere. Come quella ai trafficanti di armi che preferiscono le guerre alla pace. E anche detto, ricordando quanto gli diceva un anziano sacerdote: « Il diavolo entra attraverso il portafoglio», mettendo in guardia i bambini (e gli adulti) dalla tentazione e dal peccato della cupidigia «La pace non è un prodotto industriale, ma artigianale. Si costruisce ogni giorno con il nostro lavoro, con il nostro amore, con la nostra vicinanza, con il nostro volerci bene. Pace non vuol dire che non ci siano le guerre. Con dolore ci saranno le guerre. Ma pensiamo che un giorno non ci siano le guerre».
Corsera 12 maggio 2015

Cibo e speculazione
“Dobbiamo fare quello che possiamo perché tutti abbiano da mangiare, ma anche ricordare ai potenti della terra che Dio li chiamerà a giudizio un giorno, e si manifesterà se davvero hanno cercato di provvedere il cibo per Lui in ogni persona e se hanno operato perché l’ambiente non sia distrutto, ma possa produrre questo cibo”. Papa Francesco ancora una volta torna sul tema della fame nel mondo e non risparmia un duro monito verso i governanti che “devono lavorare per assicurare il cibo a tutti”.
Questa volta Bergoglio approfitta della messa nella basilica di San Pietro per l’apertura della XX Assemblea generale di Caritas Internationalis per tornare su un tema a lui particolarmente caro e che aveva già affrontato lo scorso novembre quando aveva visitato la sede della Fao a Roma e aveva tuonato contro “la priorità del mercato” e “la preminenza del guadagno” che “hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria”.
Repubblica, 13 maggio 2015