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Jus soli

Lo jus soli non è, come qualcuno continua a dire, un “regalo” ingiustificato e immeritato. Basta leggere il disposto di legge, per rendersene conto.
Ma …leggere e informarsi costa!
Più che politiche di contrasto, il fenomeno dell’immigrazione chiede politiche di inclusione sociale e di dialogo che aiutino a non far leggere l’incontro e il rapporto con persone e popoli nuovi ingenuamente e semplicemente con “orgoglio e rabbia”, ma con attenzione alla verità dei fatti.
Mi sento di fare un appello a tutti i cittadini. Riappropriamoci del diritto di informarci, di giudicare e decidere sulla base di informazioni veritiere. Sottraiamoci al tifo da stadio che continuano a inculcarci presunte rubriche di informazione, soprattutto televisiva.
Non lasciamoci rubare il diritto e scippare la gioia di impegnarci e di decidere per il “bene comune”.
Il “bene comune” è molto di più dell’interesse dei singoli che, guarda caso, è il tornaconto dei soliti noti, anche se sotto etichette differenti!
Sì! La gioia e la fatica di lasciarci guidare dalla consapevolezza di spenderci per il “bene comune”, che è il bene anche di chi proprio non ce la fa!
+ Nunzio Galantino
Per leggere tutto l’intervento clicca qui!

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Chiesa e voto di scambio

«Spero di non essere costretto, e soprattutto spero che non siano costretti i nostri fedeli, ad assistere al mortificante spettacolo di vecchi e sospetti collateralismi con candidati, con partiti o movimenti politici».
Lo ha detto il vescovo di Cassano allo Jonio e segretario della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, in vista della prossima tornata elettorale che interesserà, oltre al Parlamento Europeo, anche alcune amministrazioni comunali della diocesi calabresi.
«È bene che sappiamo, una volta per tutte ­ ha aggiunto Galantino ­ che chiunque vede il vescovo o un sacerdote impegnarsi nell’orientare o influenzare il voto, ipotizza una sola cosa: l’ interesse personale o la ricerca di favoritismi di varia natura. Preferisco che non si realizzino opere ex novo o che non si sistemino strutture se questa deve essere la contropartita diretta o indiretta di un impegno diretto di noi sacerdoti durante le elezioni, a favore di Tizio o di Caio. Noi cristiani, sacerdoti e laici ­ ha detto ancora il presule dobbiamo dare un forte contributo per evitare gli eccessi, le divisioni, i rancori nelle nostre comunità e tra le famiglie. È triste e crea scandalo dover registrare prese di posizioni pubbliche che contribuiscono a separare piuttosto che ad unire».
«Aiutiamo e formiamo i nostri laici ­ ha concluso Galantino ­ a considerare la politica come la forma più alta di carità. Aiutiamoli e formiamoli a maturare nel bene comune, come ci chiede la Dottrina sociale della Chiesa. Incoraggiamoli a competere e a spendersi per creare condizioni di vivibilità nel nostro territorio, avendo a cuore il rispetto della persona, della legalità e dell’ educazione alla ‘vita buona del Vangelo’».
06/05/2014 Avvenire