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Un bambino è nato per noi


I cristiani hanno vissuto i giorni scorsi ricordando una nascita.
Profonde sono al riguardo le parole di Hannah Arendt in «Vita activa».
«
Il miracolo che salva il mondo dalla sua rovina è il fatto della natalità in cui è ontologicamente radicata la libertà, la facoltà dell’azione.
È, in altre parole, la nascita di nuovi uomini, l’azione di cui essi sono capaci in virtù dell’esser nati. Solo la piena esperienza di questa facoltà può conferire alle cose umane fede e speranza, le due essenziali caratteristiche dell’esperienza umana, che l’antichità greca ignorò completamente. E questa fede e speranza nel mondo, che trova forse la sua gloriosa e stringata espressione nelle poche parole con cui il Vangelo annunciò la ‘lieta novella’ dell’Avvento: un bambino è nato per noi».
Il nascere di una vita è segno di speranza nel mondo, è irruzione nel mondo di quella ‘novità’, la cui memoria ritroviamo da adulti nell’esercizio della nostra libertà di incominciare qualcosa che senza di noi non incomincerebbe mai.
Luigi BERZANO, La voce e il tempo, n.1 2019

Le tre nascite di Cristo


Fin dai tempi degli antichi padri d’oriente e d’occidente, la tradizione della chiesa cattolica ha meditato su queste tre nascite o venute del Signore. Sulla base di esse, i sacramentari gelasiano e gregoriano introdussero le tre messe di Natale: notte, aurora e giorno.
A Natale il cristiano ricorda la nascita del Signore a Betlemme, attende la Sua venuta nella gloria e accoglie la Sua nascita in sé. Angelo Silesio, mistico del Seicento, affermava: «Nascesse mille volte Gesù a Betlemme, se non nasce in te, tutto è inutile».
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Il significato del presepe


Gli uomini inventano divinità (da Prometeo al Progresso) che li liberino dal peso della vita, nel presepe invece – la mangiatoia non lascia spazio a teorie – questo peso viene accettato e riempito di senso: il lavoro, la festa, la fatica, il riposo, il pianto, la gioia, la malattia, il fallimento, la noia, il male, le relazioni, la meraviglia, la paura… tutto, proprio tutto, è occasione di vita. Il presente non è una condanna da scongiurare, mitizzando il passato (era meglio prima) o il futuro (sarà meglio dopo), ma una sfida: la libertà diventa così la chiave dell’esistenza, in quanto capacità di vivere ogni momento nella pienezza di senso che decidiamo di dargli.
Il presepe ci interroga sul nostro essere qui e ora: che cosa ci fa vivere la giornata con gioia, libertà e iniziativa? Per cosa viviamo? Che cosa ci fa rinascere ogni 24 ore? Cercare la risposta è il Natale.
Alessandro D’Avenia
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Natale


L’asino e il bue, con il loro fiato,
sono l’impianto di riscaldamento
e nella mangiatoia c’è il neonato.
Maria ha più coraggio che non anni,
Giuseppe invece è un falegname esperto,
dei veleni su lei non se ne cura
e c’è per segnaletica una stella,
Erode fa una pessima figura.
Guido Oldani
Tratto da: Vita e Pensiero Plus 31

Esiste Babbo Natale?


Il 6 dicembre la Chiesa fa memoria di San Nicola di Bari, conosciuto anche nel mondo extraecclesiale, perché a lui si rifà la figura di Babbo Natale. Ispirata dal vescovo che sempre si adoperò a donare ai più poveri beni di ogni necessità.
Ma ai bambini cosa dire? Esiste Babbo Natale?
Io dico sempre di sì ai bambini, credo sia un loro diritto credere a Babbo Natale, come sia un loro diritto conoscere Gesù e un dovere di noi adulti annunciarglielo.
Dico sempre a loro: “Sapete come mai Babbo Natale ci porta i doni? Per ricordarci del più bel dono che abbiamo ricevuto: Gesù!!!”
A Natale non è Gesù a portare i doni, perché è lui stesso dono per noi!
Quindi viva Gesù e viva Babbo Natale (Santa Claus, un vescovo che ha servito i poveri, che bel dono, che bell’esempio!)
don Luca Murdaca

Ultime notizie ANSA

ANSA – 25 dicembre
L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino, grazie alla segnalazione di un comune cittadino che ha notato strani movimenti nei pressi di una stalla.
Arrivati sul posto, gli agenti di polizia accompagnati da assistenti sociali, hanno trovato un bambino in precarie condizioni igieniche e tra gli escrementi di una mucca e di un asino, avvolto in uno scialle e depositato su una mangiatoia con vicino una bambina la quale dichiarava di essere la madre, tale Maria di Nazareth, appena quattordicenne.
Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire ragazza e bambino sui mezzi di soccorso, un uomo adulto successivamente identificato come Giuseppe di Nazareth, falegname precario, asseriva di essere il padre adottivo del bimbo, spalleggiato da alcuni pastori e da tre stranieri opponeva resistenza. Tutti i presenti sono stati identificati, mentre Giuseppe ed i tre stranieri risultati sprovvisti di documenti e di permessi di soggiorno, sono stati fermati.
Il Ministero dell’Interno e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il Paese di provenienza dei tre clandestini, nulla esclude che possano essere spacciatori internazionali, dato che erano in possesso di un ingente quantitativo d’oro e di sostanze sconosciute. Nel corso del primo interrogatorio, i tre si sono dichiarati diplomatici ed agire in nome di Dio, per cui non si escludono legami con Al-Qaeda o l’ ISIS.
Si prevedono indagini lunghe e difficili.
Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso nella mattinata, si limita a rilevare che il presunto padre adottivo del neonato è un adulto di mezza età, mentre la presunta madre è adolescente. Gli inquirenti si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due e se esistono a carico dell’uomo precedenti denunce per adescamento di minore o pedofilia. Nel frattempo Maria è stata ricoverata presso l’ospedale di Betlemme e sottoposta a visite sia cliniche che psichiatriche, dato che dopo aver dichiarato di aver avuto un figlio, afferma di essere ancora vergine. Il fatto poi che sul posto siano state rinvenute sostanze sconosciute non migliora certo il quadro. Pochi minuti fa’ si è sparsa la voce che anche i pastori presenti nella stalla potrebbero essere consumatori abituali di droghe. Pare, infatti, che affermino di essere stati costretti da un uomo con una lunga veste bianca e due ali sulla schiena, a seguire una cometa per recarsi nella stalla.
Il PM ha così commentato: “Non possiamo anticipare nulla, ma questa è senz’altro una inchiesta che punta molto in alto e che andrà avanti molto!”….
Fonte sconosciuta, circolante su whatsapp

Buon Natale!

In questa santa notte, mentre contempliamo il Bambino Gesù appena nato e deposto in una mangiatoia, siamo invitati a riflettere.
Come accogliamo la tenerezza di Dio? Mi lascio raggiungere da Lui, mi lascio abbracciare, oppure gli impedisco di avvicinarsi? “Ma io cerco il Signore” – potremmo ribattere.
Tuttavia, la cosa più importante non è cercarlo, bensì lasciare che sia Lui a cercarmi, a trovarmi e ad accarezzarmi con amorevolezza.
Questa è la domanda che il Bambino ci pone con la sua sola presenza: permetto a Dio di volermi bene?
Associazione Spazio Genitori, Torino
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O Bambino di Betlemme,
tocca il cuore di quanti sono coinvolti
nella tratta di esseri umani,
affinché si rendano conto
della gravità di tale delitto contro l’umanità.
Volgi il tuo sguardo ai tanti bambini
che vengono rapiti, feriti e uccisi
nei conflitti armati,
e a quanti vengono trasformati in soldati,
derubati della loro infanzia.
Signore del cielo e della terra,
guarda a questo nostro pianeta,
che spesso la cupidigia e l’avidità degli uomini
sfrutta in modo indiscriminato.
Papa Francesco