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Natale


L’asino e il bue, con il loro fiato,
sono l’impianto di riscaldamento
e nella mangiatoia c’è il neonato.
Maria ha più coraggio che non anni,
Giuseppe invece è un falegname esperto,
dei veleni su lei non se ne cura
e c’è per segnaletica una stella,
Erode fa una pessima figura.
Guido Oldani
Tratto da: Vita e Pensiero Plus 31
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Esiste Babbo Natale?


Il 6 dicembre la Chiesa fa memoria di San Nicola di Bari, conosciuto anche nel mondo extraecclesiale, perché a lui si rifà la figura di Babbo Natale. Ispirata dal vescovo che sempre si adoperò a donare ai più poveri beni di ogni necessità.
Ma ai bambini cosa dire? Esiste Babbo Natale?
Io dico sempre di sì ai bambini, credo sia un loro diritto credere a Babbo Natale, come sia un loro diritto conoscere Gesù e un dovere di noi adulti annunciarglielo.
Dico sempre a loro: “Sapete come mai Babbo Natale ci porta i doni? Per ricordarci del più bel dono che abbiamo ricevuto: Gesù!!!”
A Natale non è Gesù a portare i doni, perché è lui stesso dono per noi!
Quindi viva Gesù e viva Babbo Natale (Santa Claus, un vescovo che ha servito i poveri, che bel dono, che bell’esempio!)
don Luca Murdaca

Ultime notizie ANSA

ANSA – 25 dicembre
L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino, grazie alla segnalazione di un comune cittadino che ha notato strani movimenti nei pressi di una stalla.
Arrivati sul posto, gli agenti di polizia accompagnati da assistenti sociali, hanno trovato un bambino in precarie condizioni igieniche e tra gli escrementi di una mucca e di un asino, avvolto in uno scialle e depositato su una mangiatoia con vicino una bambina la quale dichiarava di essere la madre, tale Maria di Nazareth, appena quattordicenne.
Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire ragazza e bambino sui mezzi di soccorso, un uomo adulto successivamente identificato come Giuseppe di Nazareth, falegname precario, asseriva di essere il padre adottivo del bimbo, spalleggiato da alcuni pastori e da tre stranieri opponeva resistenza. Tutti i presenti sono stati identificati, mentre Giuseppe ed i tre stranieri risultati sprovvisti di documenti e di permessi di soggiorno, sono stati fermati.
Il Ministero dell’Interno e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il Paese di provenienza dei tre clandestini, nulla esclude che possano essere spacciatori internazionali, dato che erano in possesso di un ingente quantitativo d’oro e di sostanze sconosciute. Nel corso del primo interrogatorio, i tre si sono dichiarati diplomatici ed agire in nome di Dio, per cui non si escludono legami con Al-Qaeda o l’ ISIS.
Si prevedono indagini lunghe e difficili.
Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso nella mattinata, si limita a rilevare che il presunto padre adottivo del neonato è un adulto di mezza età, mentre la presunta madre è adolescente. Gli inquirenti si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due e se esistono a carico dell’uomo precedenti denunce per adescamento di minore o pedofilia. Nel frattempo Maria è stata ricoverata presso l’ospedale di Betlemme e sottoposta a visite sia cliniche che psichiatriche, dato che dopo aver dichiarato di aver avuto un figlio, afferma di essere ancora vergine. Il fatto poi che sul posto siano state rinvenute sostanze sconosciute non migliora certo il quadro. Pochi minuti fa’ si è sparsa la voce che anche i pastori presenti nella stalla potrebbero essere consumatori abituali di droghe. Pare, infatti, che affermino di essere stati costretti da un uomo con una lunga veste bianca e due ali sulla schiena, a seguire una cometa per recarsi nella stalla.
Il PM ha così commentato: “Non possiamo anticipare nulla, ma questa è senz’altro una inchiesta che punta molto in alto e che andrà avanti molto!”….
Fonte sconosciuta, circolante su whatsapp

Buon Natale!

In questa santa notte, mentre contempliamo il Bambino Gesù appena nato e deposto in una mangiatoia, siamo invitati a riflettere.
Come accogliamo la tenerezza di Dio? Mi lascio raggiungere da Lui, mi lascio abbracciare, oppure gli impedisco di avvicinarsi? “Ma io cerco il Signore” – potremmo ribattere.
Tuttavia, la cosa più importante non è cercarlo, bensì lasciare che sia Lui a cercarmi, a trovarmi e ad accarezzarmi con amorevolezza.
Questa è la domanda che il Bambino ci pone con la sua sola presenza: permetto a Dio di volermi bene?
Associazione Spazio Genitori, Torino
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O Bambino di Betlemme,
tocca il cuore di quanti sono coinvolti
nella tratta di esseri umani,
affinché si rendano conto
della gravità di tale delitto contro l’umanità.
Volgi il tuo sguardo ai tanti bambini
che vengono rapiti, feriti e uccisi
nei conflitti armati,
e a quanti vengono trasformati in soldati,
derubati della loro infanzia.
Signore del cielo e della terra,
guarda a questo nostro pianeta,
che spesso la cupidigia e l’avidità degli uomini
sfrutta in modo indiscriminato.
Papa Francesco

Non buon non Natale

 

Trovo illuminante la decisione della scuola milanese «Italo Calvino» di chiamare la festa di Natale «grande festa delle Buone Feste» per non urtare la sensibilità di chi non festeggia il Natale (1).
Ispirandomi a questo fulgido esempio di apertura, smetterò di festeggiare il mio compleanno perché mangiare una fetta della mia torta preferita in presenza di altre persone sarebbe un’ingiuria nei confronti di quelle che non sono nate il mio stesso giorno: la maggioranza, temo.
«Grande festa delle Buone Feste» è un primo passo, ma ancora non basta. Intanto la parola «grande» discrimina con ogni evidenza le altre feste. Si è calcolato quale enorme danno può produrre nella psiche di un bambino la decisione arrogante, tipica della mentalità competitiva occidentale, di stabilire una gerarchia tra feste presunte «grandi» e feste medie, medio-piccole, festicciole e, non sia mai, festini?
Ma è la parola «festa» in sé a suonare irrispettosa verso chi non ha niente da festeggiare. Si pretende di imporre anche a costui una festa, anzi «la grande festa», anzi «la grande festa delle Buone Feste». E perché mai dovrebbero essere «buone», di grazia? Se uno volesse delle feste «cattive» dovrebbe sentirsi escluso, magari additato come un diverso?
Esiste un modo infallibile di non offendere la sensibilità degli altri ed è smettere di averne una propria. Ci stiamo arrivando.
Nel mondo slavato dei non luoghi e delle non identità, l’unica soluzione possibile è la negazione perpetua. Non auguri di non buone feste di non Natale a tutti (e non).
Massimo Gramellini, Corsera 14 dicembre 2017
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(1) La notizia non è vera ed è frutto di un fraintendimento del giornalista (vedi https://www.tv2000.it/ufficiostampa/2017/12/15/milano-preside-scuola-i-calvino-non-abbiamo-cancellato-il-natale/).
Resta comunque valida la satira amara di Gramellini.
Franco Rosada

Gesù bambino o Babbo Natale?


Sono fortunato, a me i regali li ha sempre portati Gesù bambino, ignoravo persino l’esistenza di Babbo Natale.
Oggi sono migliaia i candidati che si mettono in lizza per interpretare il ruolo di Babbo Natale, se lo fanno e perché hanno un tornaconto.
Sono sicuro che se scrivo a Babbo Natale lui vende i miei dati sensibili alla grande distribuzione e dal giorno dopo arrivano le telefonate per convincermi a cambiare gestore, fornitore di energia, automobile, a comprare una laurea e laurea in Medicina rumena ma valida in Italia.
Chiunque può travestirsi da Babbo Natale, è rimasta una delle poche manifestazioni libere.
Bisognerebbe istituire un patentino, per pagare la relativa licenza.
Non è colpa di Babbo Natale se l’hanno trasformato in un bieco agente del consumismo, lui è partito da Bari come San Nicola, è emigrato nei paesi nordici, è sbarcato negli Stati Uniti e da lì è tornato da noi per popolare i mercatini e arrampicarsi sui balconi.
È andata così e ci scuserà se noi continuiamo a scrivere a Gesù bambino.
Bruno Gambarotta

Ieri come oggi

1929

Arriviamo a questo Natale con due angosce nel cuore e vorremmo poterle deporre e guarire davanti al Presepio…
Come si risolverà la crisi economica, che per alcuni di voi è perdita di guadagno e di ricchezza, per molti: disoccupazione, strettezze d’ogni genere, fame?
Cosa vi posso dire? Come uomo, nulla. Al pari di voi sono un albero schiacciato e travolto dalla piena del fiume: polvere della strada, che il vento solleva e disperde. Dal fondo del mio angusto presbiterio, l’unica cosa che vedo è la generale incapacità di vedere giusto e di provvedere sul serio all’incombente catastrofe. (…)
Perché si sta tanto male, oggi? Quasi tutti sono d’accordo nel dire che la colpa è delle barriere. Quali barriere? Tutte: dalle doganali alle nazionali, dalle individuali alle collettive, anche quelle che sembrano giustificate dai sacri egoismi.
Trovata la causa, trovato il rimedio: demoliamo le barriere! Parrebbe una cosa facile, invece, sia perché manchi la volontà o l’animo, nessuno ci si prova, o provandovisi non conclude. Vedo gente che col pretesto di demolire qualche barriera ha finito per innalzarne di nuove e di più gravi. (…) Dove nascono le barriere? Da una prima barriera, che a buon diritto porta il nome di originale: quella che l’uomo ha innalzato tra sé e Dio. Le rimanenti non sono che l’ombra di quella. Non vedendo più Dio, l’uomo non ha più visto neppure il fratello e s’è fatto furbo, padrone, prepotente, nemico. Non vedendo più il Padre, l’uomo ha cercato di diventare provvidenza a se stesso in qualunque modo. (…) Non ascoltate chi vuole dimostrarvi che le barriere sono necessarie e che senza una guerra non si rimette a posto nulla… Guardate il Presepio o il Calvario e troverete la risposta all’incosciente menzogna. E con la risposta, una grande speranza, perché è dal Presepio e dal Calvario che incomincia la Redenzione.
Sentitemi.
Se un giorno fra le trincee fosse passato un bambino, chi avrebbe osato sparare? Fra le trincee costruite dalla nostra cattiveria è passato e passa non soltanto nel giorno di Natale, Gesù, che ha il volto, gli occhi, la grazia incantevole dei nostri bambini.
Chi oserà sparargli contro?”
Primo Mazzolari, predica del Natale 1931