Archivi tag: Maurizio Molinari

La scuola multietnica


C’è un angolo di Italia dove i figli dei migranti si formano sui valori della Costituzione repubblicana. Per scoprirlo bisogna addentrarsi in barriera di Milano, uno dei quartieri più poveri e multietnici di Torino, che ospita una scuola laboratorio dove bambini siriani, nigeriani, marocchini, peruviani e di indiani crescono, assieme ai coetanei italiani, impossessandosi degli insegnamenti che risalgono alla genesi della Repubblica.
Maria Chiara Guerra è l’insegnante precaria che ha scommesso su questo progetto trovando nel Istituto storico della Resistenza di Torino un partner altrettanto visionario e determinato. Ne è nato un programma didattico per classi elementari che consente ai più piccoli di conoscere, ho un linguaggio misurato su di loro, quanto avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale nel nostro paese.
Il primo risultato è arrivato quando i bambini hanno conosciuto la storia di Elena Ottolenghi, una bambina ebrea colpita 80 anni fa dalle leggi razziali. Le pagine in cui la piccola Elena descrive lo shock di essere espulsa da scuola solo perché ebrei, sono così finite nelle mani di bambini arabi e musulmani che mai avevano sentito parlare di persecuzione degli ebrei durante la Shoah.
Allo stesso modo i racconti dei partigiani italiani protagonisti della Resistenza armata contro l’occupazione tedesca hanno portato alcuni bambini siriani a fare con le maestre riflessioni del tipo: “anziché fuggire in massa, gli uomini della mia città sarebbero dovuti rimanere e battersi contro il regime di Assad, proprio come fecero i Partigiani italiani per il loro paese”.
Insomma, è bastato avvicinare bambini stranieri a tasselli della nostra memoria nazionale per vederli appropriarsi, in tempo record, di valori fondanti della nostra identità collettiva.
Con effetti a pioggia perché, improvvisamente, la piccola Elena e i partigiani sulle montagne sono diventati compagni di tutti. a prescindere da lingue di nascita, paesi e culture di provenienza.
Maurizio Molinari, la Stampa, domenica 30 settembre 2018

Annunci

Diritti e doveri


«Perché parlare dei Doveri di ognuno di noi prima di parlare dei nostri Diritti? Perché parlare di sacrifici, di moralità, di educazione, e non di beni materiali e di successo?», si chiede Mazzini a cui dobbiamo l’idea stessa dell’Unità nazionale, per rispondersi così: «Solo attraverso l’educazione al Dovere si può arrivare a comprendere che lo scopo della vita è di rendere se stessi e gli altri migliori, combattere l’ingiustizia a beneficio dei fratelli non è soltanto esercitare un Diritto ma un Dovere».
Quest’idea del senso del dovere come base dello Stato nazionale nasce dalla convinzione che essere cittadini comporti responsabilità verso il prossimo, ed essere degli eletti o governanti ha obblighi maggiori. Si tratta di principi di cocente attualità. Ad esempio dovere dei cittadini è impegnarsi per il corretto ed efficiente funzionamento dell’Amministrazione pubblica e ciò comporta per chi governa e rappresenta l’interesse generale correggerne le debolezze: dalla burocrazia alla corruzione fino al debito.
Ma ciò che, in ultima istanza, costituisce il dovere più alto è il rispetto per lo Stato in quanto appartiene a tutti. Da qui il monito che Mazzini include nello stesso scritto: «È opportuno diffidare quando udite dagli uomini che predicano un cambiamento sociale che lo fanno (solo) per accrescere i vostri diritti». Perché chi tace sui doveri non ama la propria nazione.
Maurizio Molinari, La Stampa, 21 luglio 2018
——————————————————————————-
Vi interessa l’argomento? Il numero 98 della rivista Gruppi Famiglia è interamente dedicato a questo tema.
Per leggerlo clicca qui!

La giustizia economica

Oggi serve una ricetta capace di sovrapporre il bisogno di far crescere l’economia in misura tale che tutti ne traggano i frutti con il bisogno di far applicare la giustizia in maniera da garantire l’eguaglianza fra i cittadini.
Da qui l’espressione di «giustizia economica» che sempre più spesso si ascolta in seminari e centri studi, soprattutto negli Stati Uniti, come possibile antidoto alle diseguaglianze che generano protesta e populismo in più Paesi democratici avanzati.
La difficoltà sta però nel fatto che la “giustizia economica” è una teoria ancora tutta da scrivere. A cominciare dal fatto che implica la revisione delle attuali teorie sulla crescita, conservatrici e progressiste, al fine di rimettere i bisogni del singoli – e la necessità di proteggerli – al centro delle priorità dello sviluppo collettivo.
Possono esserci tuttavia pochi dubbi che la «giustizia economica», per essere efficace, non può limitarsi ad essere un mosaico di decisioni tradizionali proveniente dal passato.
Serve una visione nuova, coraggiosa, che parta dalla definizione dei bisogni degli individui nel XXI per poi progettarne la protezione in forme innovative, rivoluzionarie.
Maurizio Molinari, La Stampa, 7 luglio 2018
——————————————————————————————-
Di questo e di tanto altro parleremo nel numero di settembre della rivista Gruppi Famiglia dedicata a “Un mondo migliore”.

Imparare ad imparare

Per rendersi conto quanto le soluzioni possano essere a portata di mano [per riqualificare gli «scartati» ed i «dimenticati»] basta entrare nella libreria di Amazon al Time Warner Center di Columbus Circle a Manhattan.
Ciò che colpisce di più non è tanto la possibilità di acquistare i libri con la app inquadrando la copertina del volume prescelto con la telecamera del proprio smartphone, quanto il fatto che a spiegare alla clientela le nuove frontiere degli acquisti digitali sono dei commessi over-60.
Proprio così, uno dei colossi del mondo digitale affida la propria immagine nel cuore di New York a eleganti signori con capelli bianchi, inglese forbito ed una formidabile conoscenza del linguaggio delle app.
Ciò significa possedere una strategia per la riqualificazione degli «scartati» talmente efficiente da consentire di affidargli la sfida delle nuove librerie, che vendono libri e pubblicazioni in carta con metodi innovativi, usando la tecnologia più avanzata.
Maurizio Molinari, La Stampa 27 agosto 2017
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!