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Femminicidi


Nel 2005 la parola femminicidio non era ancora molto usata, ma gli omicidi in famiglia  erano già ricorrenti.
Riprendo dal numero di marzo di quell’anno della rivista Gruppi Famiglia questa lettera e parte della risposta.
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Si stanno verificando, con una impressionante frequenza, omicidi che hanno per vittima il coniuge che vuole separarsi o si è già separato.
Perché? È mai possibile che si preferisca vedere morta la persona che si è amata che vederla rifarsi una vita? Senza poi pensare di lasciare soli i figli, visto che l’omicida sarà arrestato.
È patologia mentale, secondo voi, o un assurdo senso del possesso, per cui l’altro è mio e non ha diritto a vivere se esce dalla mia proprietà?
Maria G.
Questa attenzione dei mass media verso fatti di sangue che si consumano dentro le pareti domestiche può far nascere qualche sospetto circa il reale scopo che essi – col diffondere tali notizie spesso in modo allarmante e talvolta in modo continuo nell’arco di un breve periodo di tempo – si propongono (p.e. qualche estate fa c’erano bambini nei cassonetti ogni giorno, l’anno dopo bambine violentate un giorno sì e un giorno no, ecc., poi più nulla!).
Non si tratta certamente né di generalizzare né tanto meno di insinuare.
Ma rimane il dubbio che taluni mezzi di comunicazione, al di là dei doveri di cronaca, abbiano anche il recondito obiettivo di colpevolizzare la famiglia, come l’unica causa di certi misfatti.
Non è finita l’onda lunga di certe analisi sociologiche del secolo scorso che volevano la morte della famiglia o quanto meno il superamento della
famiglia tradizionale a vantaggio di nuove forme di famiglie.
Nell’apprendere queste notizie occorre quindi non tirare la infondata
conseguenza che la famiglia non sia una struttura relazionale da continuare
a stimare e proteggere. Occorre anche una giusta dose di spirito
critico che, senza minimizzare questi gravissimi drammi, non ci faccia
restare prigionieri di operazioni medianiche dubbie.
Mons. Gianfranco Grandis
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Tutti i bambini sono uguali?

aiBi
Il provvedimento sulle unioni civili, frutto dell’accordo faticosamente raggiunto nella maggioranza di governo, va nell’interesse solo di poche coppie di omosessuali conviventi: non più di 7.500. A tutte loro saranno garantiti diritti come la reversibilità della pensione, l’obbligo al mantenimento, l’assistenza morale e materiale, la possibilità di assumere il cognome di uno dei due partner. È questo il risultato “storico” a cui ha fatto riferimento Renzi. Un risultato raggiunto anche grazie alla grande mobilitazione mediatica a favore del disegno di legge.
Bene, ma quei 35mila minori che in Italia vivono fuori dalle loro famiglie di origine? Sono destinati a piombare nuovamente nel silenzio più assoluto. Insieme ai loro diritti. A loro, a ben guardare, non è garantito neppure il diritto all’identità. I riflettori sui diritti dei bambini si erano accesi solo a proposito della stepchild adoption, ovvero di quei 529 minori che vivono stabilmente con un genitore biologico e il suo partner omosessuale. Ma per loro, da oggi, non ci saranno più problemi. Anzi, in realtà non ce ne sono mai stati. Il Tribunale per i Minorenni potrà tranquillamente autorizzarne l’adozione da parte del partner del proprio genitore biologico.
Chi resterà davvero abbandonato ancora una volta sarà ognuno di quei 35mila minori fuori famiglia.
Fonte: Ai.Bi, 25 febbraio 2016
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Come farci manipolare in 10 mosse

In un mondo dove l’informazione è potere, anche di manipolazione, il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 strategie della manipolazione” da parte dei mass media.
1. La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali…
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Articolo proposto dalla rivista http://www.in-dialogo.it
P.S. Il numero di dicembre della rivista Gruppi Famiglia dal titolo: Media e famiglia è in corso di spedizione!

Mass Media e famiglia

Qualche tempo fa la mamma di un amichetto dei miei figli mi ha incautamente detto della sua decisione di separarsi. Non sapeva che non sono capace di farmi i fatti miei, e che le missioni impossibili mi conquistano immediatamente alla loro causa. Non sapeva che da allora in poi avrei cominciato a tormentarla.
Per prima cosa, visto che la notizia non era segreta, ho cominciato a dirlo alle amiche comuni, a quelle che mi sembravano affidabili. A telefonare. A strattonarle, a fermarle per strada. Mi sembrava impossibile che non si potesse fare niente, e così pensavo che formando un cordone sanitario intorno alla nostra amica, non so, offrendole consigli non richiesti (la mia specialità) e serate gratuite di baby sitting per permetterle di uscire sola col marito, avremmo certamente impedito questa separazione, non motivata da un evento serio e irreparabile. E invece mi sentivo rispondere “Deve trovare se stessa”, “meglio per i bambini avere una madre realizzata”, “si può rimanere buoni amici”, “i bambini non soffrono”. Quasi nessuna condivideva il mio zelo da venditrice di aspirapolvere.
Pensavo che cose simili le potesse dire magari chi attraversa un periodo difficile del proprio matrimonio, obnubilato forse dal dolore, dalla difficoltà, dallo scoraggiamento. Invece ho dovuto constatare che dopo anni di bombardamento da tutti i mezzi di comunicazione possibili, cinema e tv in testa, giornali e radio a seguire, questa è diventata la mentalità dominante. La missione, azzerare la famiglia, è stata compiuta, nel pensiero comune.
Costanza Mirano
Per continuare:
http://unacasasullaroccia.wordpress.com/2012/04/03/mass-media-e-famiglia/