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La madre


Quello che avete appena visto è un cortometraggio della RAI: siamo nel 1969 e si intitola “La la madre di Torino” ed è un episodio di cronaca accaduto nella città di Torino in quegli anni tra Corso Peschiera e Corso Francia. Un bambino gioca sul terrazzo di casa, la madre è occupata nelle sue faccende domestiche, Ad un certo punto il bambino si trova catapultato nel vuoto e sono le mani della madre che lo mantengono nella vita, che impediscono che il corpo del bambino precipiti nel vuoto.
Direi di cominciare da qui perché in fondo il primo volto della madre sono le sue mani.
Questa è una riflessione che troviamo anche in Freud che definisce la madre come il primo soccorritore, l’altro materno e l’altro che risponde al grido di aiuto del bambino, al grido della vita inerme della vita che rischia di cadere.
Non è solo una rappresentazione plastica della madre: è qualcosa di più.
Se ci pensate stiamo separando la figura della madre dalla figura biologica della genitrice. Mettere in risalto le mani della madre significa mettere in risalto la sua funzione simbolica e non tanto il suo corpo biologico…
Massimo Recalcati, RAI3, Lessico famigliare
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Su questo blog sono presenti altri tre interventi di Recalcati: usate la funzione”cerca” per leggerli.

 

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Uteri in affitto

Il viaggio nel mondo dell’utero in affitto comincia di primo mattino, seduta alla tastiera del PC. Se qualcosa ha ragione di esistere, nella società odierna, bisogna trovarlo in Rete. E proprio lì centinaia di donne italiane vanno alla ricerca di un figlio impossibile.
Per accorgersene basta cliccare sui numerosissimi siti (in italiano) che raccontano come diventare madre con il grembo di un’altra donna. Pare un sogno: vetrine colorate, bebè che fanno capolino tra titoli e sommari, donne sorridenti.
Se ero partita timorosa, se tremavano la mani nel chiedere a Google di quella pratica illegale in Italia (e non solo), le cose sono già cambiate.
Scopro tutto della tecnica, che con l’utero sembra non c’entrare affatto: «Partiamo dal presupposto che non vogliate trovare solo una donna che sia concorde nel partorire il vostro piccolo, ma piuttosto quella idealmente più adatta ad assolvere questo compito», spiega candidamente la SurrogacyMed, uno dei centri medici di tecnologie riproduttive artificiali – si legge sul sito – «più prestigiosi di tutta la Russia».
Allora è in Russia? Certo, visto che la tecnica in Italia è vietata. Ma tutto, su questo sito, sa di italiano. Un prodotto perfetto, fatto apposta per illudermi che quello che voglio sia a portata di mano. Come il portale della clinica La Vita Nova (Ucraina) o della Irtsa (che opera anche in Georgia, in India, a Cipro).
Inizio a familiarizzare col termine di madre biologica (io) e madre surrogata (quella che farà la gravidanza al posto mio) e mi imbatto anche in una raccomandazione: meglio rivolgersi a una società che fornisca un servizio di assistenza completa per tutta la durata del “programma”. Niente improvvisazioni, insomma…
Viviana Daloiso, Avvenire 28 febbraio 2104
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