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L’uomo a una dimensione

Cari  e venerati fratelli cinesi,
Voi certo non vi saprete capacitare come prima di cadere noi non abbiamo messo la scure alla radice dell’ingiustizia sociale.
È stato l’amore dell’ “ordine” che ci ha accecato.
Sulla soglia del disordine estremo mandiamo a voi quest’ultima nostra debole scusa supplicandovi di credere nella nostra inverosimile buona fede (ma se non avete come noi provato a succhiare con latte errori secolari non ci potete capire).
Noi non abbiamo odiato i poveri come la storia dirà di noi.
Abbiamo solo dormito.
Quando ci siamo svegliati era troppo tardi.
I poveri erano già partiti senza di noi.
Invano avremmo bussato alla porta della sala del convito.
don Lorenzo Milani, dicembre 1954
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La società tecnologica non riesce ad imbavagliare tutti i problemi e soprattutto la contraddizione di fondo che la costituisce, quella tra il potenziale possesso dei mezzi atti a soddisfare i bisogni umani e l’indirizzo conservatore di una politica che nega a taluni gruppi l’appagamento dei bisogni primari e stordisce il resto della popolazione con l’appagamento dei bisogni fittizi.
Tale situazione fa sì che il soggetto rivoluzionario non sia più quello individuato dal marxismo classico, cioè la classe operaia, in quanto questa si è completamente integrata nel sistema, bensì quello rappresentato dai gruppi esclusi dalla benestante società, quello che Marcuse in un passo chiave del suo libro (1964) descrive come: “il sostrato dei reietti e degli stranieri, degli sfruttati e dei perseguitati di altre razze e di altri colori, dei disoccupati e degli inabili”.
Fonte: http://www.filosofico.net/onedimensionman1.htm

Attenti ai prossimi tabù

Pochi film ormai non contengono scene di sesso eterosessuale, al punto che appaiono, il più delle volte, noiose e scontate. Scene di sesso omosessuale sono più rare, esibite con prudenza: perché questa maggiore attenzione? Perché si deve consolidare nell’opinione pubblica la convinzione della definitiva caduta di un tabù, quello dell’omosessualità.
Da quando un certa parte della politica è passata dalla lotta di classe alla lotta per i diritti degli omosessuali, quello dell’omosessualità, con i suoi correlati come i matrimoni, le adozioni, gli uteri in affitto, i feti scelti à la carte, è diventato un tema che riguarda i principi delle libertà individuali.
La nuova frontiera della lotta per i diritti degli omosessuali vede ovviamente omofobi dappertutto: se soltanto qualcuno si azzarda a definire «normale», perché naturale, una famiglia composta da un padre, una madre e dei figli, costui è giudicato un indegno componente della società civile.
Cade il tabù dell’omosessualità con i suoi annessi e connessi, e tutti felici si assiste al passo in avanti del cammino delle libertà.
Sono convinto che, tra non molto, i prossimi due tabù sessuali che verranno calpestati e sbriciolati dalla marcia trionfante delle libertà sessuali saranno quelli della pedofilia e dell’incesto.
Stefano Zecchi
Panorama, 18 febbraio 2015, p. 83