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Papa Francesco e il matrimonio

Si deve fare di tutto per salvare il matrimonio, ma è normale che nel matrimonio si litighi? Sì, è normale. Succede e alle volte volano i piatti.
Ma se è vero amore, si fa la pace subito.
Io consiglio agli sposi: litigate quanto volete, ma non finite mai la giornata senza fare la pace.
Sapete perché? Perché la “guerra fredda” del giorno dopo è pericolosissima. Quanti matrimoni si salvano se hanno il coraggio alla fine della giornata, non fare un discorso, ma una carezza, e fare la pace.
Le parole di papa Francesco raccolte da Andrea Tornielli
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Se siete innamorati non sposatevi!

“Mai sposarsi da innamorati. Se siete innamorati non sposatevi perché nell’innamoramento non c’è senso del reale. Solo quando avrai realizzato che accanto a te c’è un disgraziato, un bambino oppure una nevrastenica, un’isterica, solo quando i suoi difetti non saranno più buffi, ma odiosi, allora lo/la amerai davvero (…)
Bisogna saper litigare, saper avere idee diverse e invece molti vivono tirando a campare, ingoiando rospi.
Il benessere relazionale non può decidere su tutto, perché se no il rischio è che si proceda per ipocrisia… ossia andare avanti reprimendo quelle che sono le proprie verità.
Infatti molti vivono cercando di evitare i difetti dell’altro: so che ci sono delle cose che non posso dire per cui dinnanzi ad un difetto dell’altro sto in apnea aspettando che passi e che riemerga un suo pregio (…)
L’amore vero è quello che non conosce condizioni, è quello che parte dall’attrazione, passa per l’affinità e arriva all’intuizione che c’è qualcosa di indissolubile tra voi.
Quest’intuizione ce l’abbiamo tutti ed è necessario averla tutti e due.
Non si arriva al matrimonio per avere un rapporto indissolubile, ma per mettere un sigillo a quello che provate tra voi come indissolubile”.
Don Fabio Rosini

Papa Francesco e il matrimonio

L’amore di Gesù, che ha benedetto e consacrato l’unione degli sposi, è in grado di mantenere il loro amore e di rinnovarlo quando umanamente si perde, si lacera, si esaurisce.
L’amore di Cristo può restituire agli sposi la gioia di camminare insieme; perché questo è il matrimonio: il cammino insieme di un uomo e di una donna, in cui l’uomo ha il compito di aiutare la moglie ad essere più donna, e la donna ha il compito di aiutare il marito ad essere più uomo.
Questo è il compito che avete tra voi. “Ti amo, e per questo ti faccio più donna” – “Ti amo, e per questo ti faccio più uomo”. E’ la reciprocità delle differenze. Non è un cammino liscio, senza conflitti: no, non sarebbe umano.
E’ un viaggio impegnativo, a volte difficile, a volte anche conflittuale, ma questa è la vita! E in mezzo a questa teologia che ci dà la Parola di Dio sul popolo in cammino, anche sulle famiglie in cammino, sugli sposi in cammino, un piccolo consiglio.
E’ normale che gli sposi litighino, è normale. Sempre si fa. Ma vi consiglio: mai finire la giornata senza fare la pace. Mai. E’ sufficiente un piccolo gesto. E così si continua a camminare. Il matrimonio è simbolo della vita, della vita reale, non è una “fiction”!
E’ sacramento dell’amore di Cristo e della Chiesa, un amore che trova nella Croce la sua verifica e la sua garanzia. Auguro a tutto voi un bel cammino: un cammino fecondo; che l’amore cresca. Vi auguro felicità. Ci saranno le croci, ci saranno. Ma sempre il Signore è lì per aiutarci ad andare avanti. Che il Signore vi benedica!
Papa Francesco,dall’omelia del 14 settembre 2014

Fedele, perseverante, fecondo

L’amore sponsale di Gesù con la Chiesa ha tre caratteristiche: è fedele; è perseverante, non si stanca mai di amare la sua Chiesa; è fecondo.
Anzitutto è un amore fedele. Questa fedeltà è come una luce sul matrimonio: la fedeltà dell’amore, sempre! Nella coppia ci sono momenti brutti, tante volte si litiga. Ma alla fine si torna, si chiede perdono e l’amore matrimoniale va avanti, come l’amore di Gesù con la Chiesa.
La vita matrimoniale, poi, è anche un amore perseverante, perché se manca questa determinazione l’amore non può andare avanti. Ci vuole la perseveranza nell’amore, nei momenti belli e nei momenti difficili, quando ci sono problemi con i figli, problemi economici.
La fecondità è il terzo tratto dell’amore di Gesù con la sua sposa, la Chiesa. L’amore di Gesù fa feconda la sua sposa, fa feconda la Chiesa con nuovi figli, battesimi. Però alcune volte il Signore non invia figli: è una prova. E ci sono altre prove: quando viene un figlio ammalato, quanti problemi! E queste prove portano avanti i matrimoni, quando guardano Gesù e prendono la forza della fecondità che Gesù ha con la sua Chiesa, dell’amore che Gesù ha con la sua Chiesa.
A Gesù non piacciono questi matrimoni che non vogliono i figli, che vogliono rimanere senza fecondità. Sono il prodotto della cultura del benessere, secondo cui è meglio non avere figli, così puoi andare a conoscere il mondo in vacanza, puoi avere una villa in campagna e stai tranquillo!
È una cultura che suggerisce che è più comodo avere un cagnolino e due gatti, così l’amore va ai due gatti e al cagnolino. Però così facendo alla fine questo matrimonio arriva alla vecchiaia in solitudine, con l’amarezza della cattiva solitudine: non è fecondo, non fa quello che Gesù fa con la sua Chiesa.
Papa Francesco, 2 giugno 2014 a Santa Marta
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