Archivi tag: istituzione

La crisi della fiducia


La crisi della fiducia è paradossale. Sempre più, noi affidiamo il nostro benessere e la nostra sicurezza a istituzioni, tecnologie e persone a noi estranee ma, allo stesso tempo, affermiamo un sentimento di sfiducia o di perdita di fiducia in queste stesse istituzioni, tecnologie e individui. Oggi, facciamo conto sulla tecnologia digitale per procurarci molti beni e servizi: banca, trasporti, sanità e, in maniera crescente, addirittura scuola ed educazione.
Dipendiamo dal governo, dai media e dalle corporation per quanto riguarda la messa in sicuro dei nostri interessi, l’informazione su eventi importanti e l’accesso a informazioni accurate, e per poter svolgere attività commerciali in maniera trasparente e giusta.
Ma nonostante la crescita del bisogno di avere fiducia negli altri e nelle istituzioni, a causa della complessità della vita moderna, è molto difficile far nascere e dare forma duratura a questa medesima fiducia. Non abbiamo più quelle garanzie che gli altri siano degni di fiducia, né quelle vie nel caso che la nostra fiducia venga tradita, su cui potevamo contare quando avevamo molte più occasioni di rapporti volto a volto con le altre persone.
Warren von Eschenbach, Settimana news, 3 marzo 2019

Annunci

I risultati del Sinodo 6

Ci sono almeno tre presupposti dottrinali che emergono dal Sinodo.
Il primo riguarda il rapporto tra coscienza e legge morale. Non si è trovato un equilibrio sufficiente, ma il tema è stato riproposto… La coscienza informata, retta e illuminata ha un ruolo legittimo nell’insegnamento della Chiesa…
Il secondo riguarda il coinvolgimento preparatorio di tutte le chiese e di tutti i fedeli (argomento che il Papa ha ribadito come sostanziale); in questo modo il sinodo va a recuperare almeno parzialmente qualcosa del sensus fidei, cioè del senso della fede dei credenti cristiani…
Il terzo, più auspicato che sperimentato in sinodo, è quello di un ritorno della teologia, a cominciare dalla teologia morale, ristabilendo un legame con l’ampia e variegata tradizione teologica della Chiesa, senza fissarsi quasi esclusivamente a un unico modello di pensiero, e valorizzandone la complementarietà…
Si potrebbe dire che l’ultimo miglio del percorso sinodale spetti al Papa. Ci sarà presto un documento post-sinodale. Lì si potrà misurare quale decisione il Papa prenderà dopo il sinodo. Già il documento finale suggerisce di demandare ai vescovi locali il discernimento sulle decisioni più complesse, come quella sulla comunione ai divorziati risposati.
Ma il Papa ha anche annotato nelle sue conclusioni come vi sia nella chiesa cattolica una tale varietà diposizioni che in alcuni casi e su alcuni temi esse appaiono oltremodo distanti tra loro.
Una tale condizione implica un esercizio della sua autorità che armonizzi e riequilibri il processo di decentramento che lui stesso intende promuovere nell’istituzione ecclesiastica. Il tema che ha di fronte è quello di una ridefinizione dell’esercizio del primato petrino all’interno di una nuova e reale collegialità.
Papa Francesco ha un approccio pastorale e profetico ma è, allo stesso tempo, al vertice dell’istituzione eccesiastica… Questa è la sfida spirituale per la riforma della Chiesa.
Gianfranco Brunelli, Il Sole-24 Ore, 30 ottobre 2015.
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!

Cos’è la Chiesa

Voglio provare a raccontare cosa è la Chiesa in Italia e cosa è stata ed è per me. Più che un’istituzione (sì, è anche quello) impegnata a rapportarsi con la politica, la Chiesa è un’esperienza da vivere. Inutile raccontare ciò che non si sperimenta.
È assai diverso descrivere ciò che si vede da quello che si tocca con mano. Nella mia vita, fin da quando ero fanciullo nelle fila dell’Azione cattolica, ho avuto la fortuna di incontrare straordinari sacerdoti che mi hanno seguito e accompagnato fino ad oggi.
Preti e vescovi che mi hanno ascoltato, confessato, consigliato e aiutato. Ne sono certissimo: per me hanno sempre avuto un unico pensiero, il mio bene. Ho avuto poi la fortuna di girare tutte le regioni d’Italia. Ovunque ho visto e continuo a vedere esperienze sorprendenti, nella loro normalità.
Gente bella, sorridente, a volte anche affaticata e da consolare, ma mai disperata. Persone liete, contente per quanto la vita offre, nonostante le difficoltà, le incertezze, i limiti e i peccati della condizione umana.
Sono stato in compagnia di ragazzi e ragazze per vivere assieme l’ultimo dell’anno con i barboni alla stazione di Rimini. Poi corremmo in discoteca per andare dietro a un prete che invitava uomini e donne in abito da sera a recitare un “Padre Nostro”.
Ho intervistato donne che dedicano la loro vita a un disabile totale nel quale scorgono il volto di Cristo crocifisso. Ho conosciuto padri e madri di famiglia che hanno aperto le loro case ai bambini down in nome di una fede che non è quell’organizzazione malinconica di cui qualcuno continua a parlare.
La Chiesa è viva oggi più che mai e condivide il pane con chi non ce l’ha. Per vederla bisogna uscire e andare nelle periferie, dove si incontra la realtà.
Francesco Zanotti, Corriere Cesenate, 21 gennaio 2014