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Sempre meno bambini!


E così, anche quest’anno l’ISTAT ci segnala che nel 2018 sono nati 449mila bambini; novemila nati in meno rispetto al 2017, che pure era già “anno record” (negativo!) per la natalità. Diminuiscono sia i nati da italiani che i nati da stranieri.  Aumenta l’età media delle madri alla nascita, e cresce il numero di donne oltre i 40 che hanno un figlio.
Insomma, l’intera agenda della fertilità delle nostre famiglie si sposta il più avanti possibile,  e anche per questo si riduce il numero di figli: 1,32 figli per donna, quasi in tutto il territorio nazionale.
Francesco Belletti
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Natalità: è troppo tardi?


Culle sempre più vuote in Italia. A registrare il calo demografico è l’Istat, che per il 2017 ha registrato 458.151 nuovi nati iscritti all’anagrafe, oltre 15mila in meno rispetto al 2016.
Nell’arco di tre anni (dal 2014 al 2017) il nostro Paese ha perso circa 45mila nascite mentre sono quasi 120mila in meno rispetto al 2008, l’anno in cui è partita la crisi dell’economia mondiale.
Il calo dei nati analizzato nell’ultimo Rapporto dell’Istituto nazionale di statistica su “Natalità e fecondità della popolazione residente” risulta particolarmente accentuato per le coppie di genitori entrambi italiani, che scendono a 358.940 nel 2017 (14mila in meno rispetto al 2016 e oltre 121mila in meno rispetto al 2008).
Il calo delle nascite si riflette soprattutto sui primi figli: diminuiti del 25% rispetto al 2008. Una tendenza che si sta consolidando negli ultimi anni.
Nello stesso arco temporale i figli successivi al primo si sono ridotti del 17%. Secondo il report Istat, riferito a dati 2017, la diminuzione della popolazione femminile tra i 15 e i 49 anni, pari a circa 900mila donne in meno, osservata tra il 2008 e il 2017, spiega quasi i tre quarti della differenza delle nascite che si è verificata nello stesso periodo. Per il resto dipende dai livelli di fecondità, sempre più bassi, che pongono il nostro Paese all’ultimo posto in Europa.
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Diamo uno stipendio ad ogni mamma!

Tutti, in Italia e in Europa, parlano di crescita, ma senza figli non c’è crescita, c’è un popolo che muore di vecchiaia. In Italia la situazione è gravissima. L’ultimo report dell’ISTAT ha sentenziato che, per il quinto anno consecutivo, le nascite in Italia sono diminuite, attestandosi a 514 mila nel 2013. Ancora una volta il minimo storico. Al medesimo tempo la propensione ad avere figli scende ulteriormente a 1,39 figli per donna, accentuando il divario con la media europea di 1,58.
Ma ciò che più preoccupa è l’accelerazione della denatalità: ogni anno la situazione peggiora. Gli studiosi parlano di “trappola della natalità”: un circolo vizioso in cui sempre meno donne hanno sempre meno bambini. La misura del bonus bebè prevista dal Governo Renzi è insufficiente: 80 euro al mese servono a comperare al massimo qualche confezione di pannolini.
È ora di smetterla con l’elemosina alla famiglia!
Solo riconoscendo alla famiglia, e alla mamma in particolare, il valore anche economico del mettere al mondo e accudire i figli nella fase più delicata della loro vita, si potrà ridare fiducia alle famiglie e far ripartire le nascite. Uno stipendio in più in famiglia, gestito dalle mamme, sarà utilizzato per le cose necessarie e farà ripartire anche un’economia sana perché legata ai bisogni essenziali della famiglia.
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