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Clik to pray: pregare con il Papa


Papa Francesco ha lanciato la piattaforma ufficiale della Rete mondiale di Preghiera del Papa: Click To Pray.
«Qui inserirò le intenzioni e le richieste di preghiera per la missione della Chiesa», ha detto avviando l’app in diretta.
«Internet e social media sono una risorsa del nostro tempo; un’occasione per stare in contatto con gli altri, per condividere valori e progetti, e per esprimere il desiderio di fare comunità. La rete può aiutarci anche a fare comunità, a pregare insieme», ha concluso il papa
.
Per saperne di più: https://clicktopray.org/it/

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Sei esperto di “bufale”?

Siti web, ma anche profili social, foto e video. Chi si informa online ogni giorno incontra decine di contenuti provenienti dalle fonti più diverse che andrebbero verificati.
Negli ultimi anni sono arrivati diversi strumenti che permettono di capire se una notizia è attendibile o no: dai motori di ricerca settoriali alle icone per identificare gli account “verificati”, passando per la ricerca inversa sulle immagini o i siti che catalogano centinaia di “bufale” virali.
Spesso si tratta di strumenti davvero semplici, che non richiedono nessuna competenza tecnologica specifica, a cui vengono introdotti anche gli studenti delle scuole medie e superiori.
Come nel caso del QUIZ messo a punto dall’Associazione Factcheckers e Sky Academy per un evento organizzato in occasione del primo International Factchecking Day 2017 con un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 18 anni.
Metti alla prova le tue competenze cliccando qui!

 

Il fascino dei nuovi media

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Attraverso i telefonini e internet, in modo particolare le applicazioni, la rete passa un “mondo nuovo” che rischia di sfuggirci; un mondo che i ragazzi conoscono meglio dei loro educatori e che sanno usare con scaltrezza e grande abilità, ma che li conduce su vie assai rischiose e “drogate” da messaggi devastanti per la loro crescita umana ed etica.
Oltre il 60% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni possiede un telefonino; ben oltre il 90% dei giovani tra i 16 e i 24 anni. La media dei messaggi inviati si aggira sui 30 al giorno. Si parla di oltre un 22% dei ragazzi del tutto dipendente dall’uso del computer, su cui trascorre molte ore di giorno e di notte.
I media dovrebbero reagire a questo, sollecitando le famiglie e le scuole a intervenire sul piano educativo e culturale, denunciando con forza chi sfrutta questo mercato a scapito dei minori e richiamando la necessità di salvaguardare la persona e la libertà interiore dei ragazzi, per promuoverne un orientamento sano ed eticamente sensibile.
Il Papa, nei suoi recenti interventi sui media, e ancora nell’udienza al Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (22 settembre 2016), ha posto in evidenza tali problematiche. Francesco, in particolare, ha sottolineato come questi nuovi percorsi del comunicare entrino ormai prepotentemente dentro la questione antropologica e tendano a sostenere quel nuovo assetto di uomo, che si sta delineando mediante la scienza e la cultura.
+ Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino
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Le sfide di Internet alla pastorale

Viviamo bombardati dai messaggi, subiamo una sovra informazione.
Il problema oggi non è reperire il messaggio di senso ma decodificarlo, cioè riconoscerlo per me importante, significativo sulla base delle molteplici risposte che io ricevo…
L’annuncio cristiano oggi corre il  rischio di presentare un messaggio accanto agli altri, una risposta tra le tante. Più che presentare il Vangelo come il libro che contiene tutte le risposte, bisognerebbe imparare a presentarlo come il libro che contiene tutte le domande giuste…
La Chiesa sa coinvolgersi con le domande e i dubbi degli uomini? Sa risvegliare i quesiti insopprimibili del cuore, sul senso dell’esistenza? Occorre sapersi inserire nel dialogo con gli uomini e le donne di oggi, per comprenderne le attese, i dubbi, le speranze.
Antonio Spadaro
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Annunciare Cristo nell’era digitale

Questo è un tema privilegiato per l’azione dei giovani, per i quali la “rete” è, per così dire, connaturale. Internet è una realtà diffusa, complessa e in continua evoluzione, e il suo sviluppo ripropone la questione sempre attuale del rapporto tra la fede e la cultura. Già durante i primi secoli dell’era cristiana, la Chiesa volle misurarsi con la straordinaria eredità della cultura greca. Di fronte a filosofie di grande profondità e a un metodo educativo di eccezionale valore, intrisi però di elementi pagani, i Padri non si chiusero al confronto, né d’altra parte cedettero al compromesso con alcune idee in contrasto con la fede.  Seppero invece riconoscere e assimilare i concetti più elevati, trasformandoli dall’interno alla luce della Parola di Dio. Attuarono quello che chiede san Paolo: «Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono»  (1Ts 5,21). Anche tra le opportunità e i pericoli della rete, occorre «vagliare ogni cosa», consapevoli che certamente troveremo monete false,  illusioni pericolose e trappole da evitare. Ma, guidati dallo Spirito Santo, scopriremo anche preziose opportunità per condurre gli uomini al volto luminoso del Signore.
Papa Francesco
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