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C’erano anche alcune donne


C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano [il Crocifisso], che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea (Mc 15,40-41).

La donna rappresenta la verità profonda dell’uomo proprio per le sue qualità “deboli”, che la rendono simile a Dio: amore umile, accogliente, servizievole, compassionevole e fecondo. Le cosiddette qualità forti sono il fallimento dell’uomo. L’egoismo, l’orgoglio, il potere, il dominio, la durezza chiudono nella sterilità della solitudine. Sono l’inferno. “Chi non diventa donna non entrerà nel regno dei cieli”, si potrebbe dire, rifacendo il verso al finale del vangelo apocrifo di Tommaso. Il centurione che crocifigge ed è cosciente di dare morte, rappresenta il punto di arrivo della nostra parte forte, che scopre la propria debolezza.
Silvano Fausti, Ricorda e racconta il Vangelo, Ancora

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L’inferno sono gli altri?

Ho voluto dire “l’inferno sono gli altri”.
Ma “l’inferno sono gli altri” è stato sempre frainteso. Si è creduto che io volessi dire che i nostri rapporti con gli altri sono sempre avvelenati, che si tratta sempre di rapporti infernali.
Invece è tutt’altro che voglio dire. Voglio dire che se i rapporti con gli altri sono contorti, viziati, allora l’altro non può che essere l’inferno. Perché?
Perché, in fondo, gli altri sono ciò che vi è di più importante in noi stessi, per la nostra propria conoscenza di noi stessi.
Quando noi riflettiamo su di noi, quando tentiamo di conoscerci, noi usiamo in fondo le conoscenze che gli altri hanno già su di noi, ci giudichiamo con i mezzi che gli altri hanno, ci hanno dato, di giudicarci.
Qualunque cosa io dica su di me, sempre il giudizio altrui vi è presente. Qualunque cosa io senta di me, il giudizio altrui vi è presente. Il che vuol dire che, se le mie relazioni sono cattive io mi metto in una totale dipendenza degli altri e allora, sì, io sono in inferno.
C’è una quantità di gente nel mondo che è in inferno perché dipende troppo dal giudizio altrui. Ma questo non vuol dire affatto che non si possano avere differenti rapporti con gli altri: questo indica solo l’importanza capitale di tutti gli altri per ciascuno di noi.
Jean Paul Sartre
http://ineziessenziali.blogspot.it/2013/01/lenfer-cest-les-autres-lettura.html