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Una nuova generazione di donne


Le donne sono, nel contesto attuale, protagoniste del cambiamento sociale: il modello casalinga-moglie-madre è in declino a tutte le età e in tutte le zone d’Italia e i percorsi femminili si caratterizzano sempre più per la scelta del lavoro retribuito come prospettiva di vita. Le trasformazioni sociali sono molteplici: il livello di preparazione scolastica sempre più alto raggiunto dalle donne è uno stimolo ad una maggiore libertà di scelta della professione; si è alzata la partecipazione al lavoro remunerato; l’economia si diversifica e offre nuove opportunità di lavoro; all’indipendenza economica mirano sempre più donne per crearsi sicurezze, anche in risposta a rapporti di coppia instabili; la famiglia non è più un’istituzione solida e non sempre i giovani aspirano a formarne una; la maternità è, in genere, programmata e vista come costo/opportunità. Tuttavia, mentre per gli uomini il lavoro rappresenta un obiettivo generalizzato e ‘normale’, le donne si trovano di fronte ad un percorso di doppia presenza, in casa, dove sono dedite alla cura dei propri familiari e all’esterno, con una occupazione formale, doppia presenza che richiede una sorta di arte dell’equilibrio nel gestire tempi e modi di impegno, segnata da stati di stress anche molto pesanti.
L’esigenza di autonomia finanziaria, di conciliazione famiglia-carriera-tempo libero contraddistingue frequentemente le donne più istruite e più giovani, tuttavia, a tutt’oggi un numero abbastanza elevato di donne, consapevole dell’importanza attribuita al ruolo familiare ricoperto e della necessità di regolare in base ad esso le scelte lavorative, si orienta verso forme di lavoro ridotte nel tempo, preferisce occupazioni saltuarie, utilizza le varie possibilità di assenza dal posto di lavoro. Inoltre, la duplice presenza femminile, in passato subita più che scelta, viene oggi interpretata come una sorta di ampliamento delle proprie potenzialità, come possibilità cui accedere responsabilmente ed attivamente. Tra le aspirazioni prioritarie risultano, sia tra casalinghe che tra donne occupate, l’essere una buona madre, il tenere unita la famiglia, l’avere una famiglia felice ed un’intesa con il partner.
Guido Lazzarini
Fonte: http://www.gruppifamiglia.it/anno2004/Lazzarini49.rtf

 

 

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L’anno della fede

L’uomo contemporaneo è stato sottoposto da decenni alle scorribande di un secolarismo che in nome dell’autonomia individuale richiedeva l’indipendenza da ogni autorità rivelata e faceva del proprio programma quello di “vivere nel mondo come se Dio non esistesse”.
Oggi si ritrova spesso a non sapersi più collocare. La crisi di fede è espressione drammatica di una crisi antropologica che ha lasciato l’uomo a se stesso; per questo si ritrova oggi confuso, solo, in balia di forze di cui non conosce neppure il volto, e senza una meta verso cui destinare la sua esistenza.
È necessario poter andare oltre la povertà spirituale in cui si ritrovano molti dei nostri contemporanei, i quali non percepiscono più l’assenza di Dio dalla loro vita, come una assenza che dovrebbe essere colmata.
L’Anno della fede intende essere un percorso che la comunità cristiana offre a tanti che vivono con la nostalgia di Dio e il desiderio di incontrarlo di nuovo.
È necessario, pertanto, che i credenti sentano la responsabilità di offrire la compagnia della fede, per farsi prossimo con quanti chiedono ragione del nostro credere.
Rino Fisichella