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I genitori spazzaneve

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Negli anni 70, la partecipazione della famiglia alle attività scolastiche fu accolta come una conquista. La scuola finalmente si apriva al mondo, attribuendo ai genitori ruoli attivi…
Leggendo la cronaca recente, in realtà, il clima su cui si basa il rapporto scuola-famiglia, appare tutt’altro che sereno. La scuola si riduce ad un servizio e la sua utenza diventa semplice fruitrice.
La grande opportunità di cooperare per il benessere del bambino, sembra, dunque, un’occasione persa. La grande chanche di partecipazione fallita. L’attenzione dei genitori sembra essersi spostata sulla efficacia delle prestazioni cognitive, sulla difesa ad oltranza, sulla protesta ad ogni costo e sulla sfiducia.
Spazzaneve” è il termine coniato, ultimamente, in Inghilterra per definire gli atteggiamenti dei genitori dell’era digitale, sempre più iper-protettivi, ansiosi e pronti a immolarsi in battaglie più o meno giuste per proteggere i propri figli da “attacchi esterni”. I bambini, cresciuti all’ombra di una genitorialità ingombrante, vengono chiamati da Charmet, noto psicologo esperto di educazione, “cuccioli d’oro” e sono, in genere, incapaci di “probem solving”, timorosi di disattendere le aspettative…

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Adolescenti e amore

M’ama, non m’ama? Si vedrà. Intanto me ne vado per la mia strada, con o senza accompagnatori. È un adolescente pragmatico, centrato su di sé, “fragile e spavaldo” quello di oggi, che rifugge dagli slanci e dalla dedizione assoluta, anche per non soffrire. Così lo definisce il libro Narciso innamorato, di Guastavo Pietropolli Charmet, il cui contenuto si può provare a sintetizzare in 5 punti.

1. L’amore è bello se non intralcia.
Quando la coppia perde la spinta propulsiva, e non è più utile, diventa evidente che quel pezzo di strada che si fa insieme è limitato. Stare insieme è bello ma non è per sempre. Soprattutto non può ostacolare un programma, tanto meno mettersi in mezzo ad altre aree di benessere e felicità. Per non dire degli amici, irrinunciabili. Mai metterseli contro.

2. Un frullato di generazioni. Oggi la libertà non è frutto di conquista né di emancipazione. Le giovani coppie convivono con i genitori, giocano a fare i grandi con i pelouche in camera. Intanto, gli adulti con i figli sempre presenti in casa non ritornano a sentirsi una coppia. Entrambe le coppie avrebbero bisogno di intimità e segreto, invece questa gran confusione che non aiuta nessuno.

3. Un povero principe azzurro. Un tempo l’amore romantico aveva per le ragazze un solo obbligato approdo: trovare il principe azzurro e diventare madre. Oggi quell’obiettivo chiaro è scomparso e le ragazze fanno fatica a conciliare aspetti ancestrali tipicamente femminili, come la cura dell’altro, e il desiderio di affermazione personale. La coppia è un difficile equilibro.

4. L’amore che fa crescere. Per un adolescente è un trauma accorgersi che il proprio amore è esaurito, ma si sostiene con il pensiero di non potersi attardare in una relazione ormai anacronistica, che ha perso la funzione originaria. Alla base, c’è la convinzione che la decisione assunta liberi nuove energie da destinare a esperienze più importanti.

5. Quando la rabbia esplode. La permalosità è diversa dalla gelosia. Offesi, ingiuriati, mortificati: questo sembra il problema per cui si soffre e si litiga oggi nella coppia di adolescenti. La fine dell’amore narcisistico porta più rabbia che tristezza. Si soffre non perché si perde l’oggetto d’amore ma perché si perde di valore agli occhi dell’altro. Proprio io, che sono tanto prezioso.

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