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Shalom, pace!


Bari, incontro di preghiera per il Medio Oriente
Preghiamo uniti, per invocare dal Signore del cielo quella pace che i potenti in terra non sono ancora riusciti a trovare. Dal corso del Nilo alla Valle del Giordano e oltre, passando per l’Oronte fino al Tigri e all’Eufrate, risuoni il grido del Salmo: «Su di te sia pace!» (122,8). Per i fratelli che soffrono e per gli amici di ogni popolo e credo, ripetiamo: Su di te sia pace! Col salmista imploriamolo in modo particolare per Gerusalemme, città santa amata da Dio e ferita dagli uomini, sulla quale ancora il Signore piange: Su di te sia pace!

Noi ci impegniamo a camminare, pregare e lavorare, e imploriamo che l’arte dell’incontro prevalga sulle strategie dello scontro, che all’ostentazione di minacciosi segni di potere subentri il potere di segni speranzosi: uomini di buona volontà e di credo diversi che non hanno paura di parlarsi, di accogliere le ragioni altrui e di occuparsi gli uni degli altri. Solo così, avendo cura che a nessuno manchino il pane e il lavoro, la dignità e la speranza, le urla di guerra si muteranno in canti di pace.
Per fare questo è essenziale che chi detiene il potere si ponga finalmente e decisamente al vero servizio della pace e non dei propri interessi. Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli! Basta al prevalere delle verità di parte sulle speranze della gente! Basta usare il Medio Oriente per profitti estranei al Medio Oriente!
Papa Francesco
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Comanda il più forte

Ci hanno pensato gli Stati Uniti a far fallire i negoziati di Nairobi e a sancire formalmente, dopo 15 anni di trattative, la fine del cosiddetto Doha Round, i negoziati multilaterali per la liberalizzazione del commercio internazionale, lanciati all’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001, che avrebbero dovuto favorire la crescita dei paesi meno ricchi.
Il karma dei nuovi soloni del realismo globalizzato sono gli “accordi commerciali bilaterali”. Intese a due, con uno che tira e l’altro che firma con una mano, attaccato al cappio con l’altra. Acronimi poco conosciuti ancora – Tpp, Ttip, Nafta… ? che incideranno sulle vite delle persone nel mondo occidentale e in quello in via di sviluppo. Un modo di mettere assieme gruppi di paesi affini, vista l’impossibilità di trovare un’intesa tra i 163 paesi membri dell’Omc.
Il capo delegazione americano preferisce gli accordi bilaterali, spesso a proprio vantaggio, a un accordo multilaterale, troppo complesso e con troppi attori non protagonisti.
La verità è che da domani nei trattati commerciali con i paesi più deboli, gli schemi iniqui stabiliti dalle grandi potenze – Stati Uniti, Cina, India, Russia – la faranno da padroni.
Riccardo Barlaam, Nigrizia
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