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libertà religiosa

La storia a lieto fine di Meriam accende la speranza e la consapevolezza che davanti ad una reazione, come quella invocata dal premier Renzi, il diritto, la giustizia e la libertà possano essere ripristinati.
Oggi in Italia c’è chi parla di vittoria della libertà religiosa. Ma è davvero così? Meriam è lo specchio che riflette i cristiani in fuga da Mosul perché minacciati dagli integralisti islamici dell’Isil, le tante Asia Bibi detenute per la loro fede, le migliaia di fedeli che vivono in Kenya, Mali, Nigeria, Ciad, Tanzania, Congo, India, Cina, Afghanistan, Pakistan, Mindanao, Vietnam, Corea del Nord, Egitto, Siria, Iran, Turchia, Arabia Saudita, per una lista che comprende anche Paesi dell’Occidente dove le violazioni sono in prevalenza di carattere sociale e ideologico.
Uno specchio che inchioda la comunità internazionale e i Governi davanti alle proprie responsabilità. Sempre che non sia troppo tardi…
Daniele Rocchi, SIR 24 luglio 2014
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Promesse elettorali?

Il premier Renzi risponde su Avvenire ad una famiglia che chiede un segnale chiaro di attenzione alle famiglie. E tra l’altro dice: «È urgente che si diano risposte da troppo tempo disattese. So che tu pensi al “quoziente familiare” o, meglio, a quella sua versione italiana che va sotto il nome di Fattore Famiglia.
Io penso che una risposta vada individuata presto e finalmente, dopo anni di chiacchiere, attuata. Con necessaria gradualità ma con decisione. È una questione di giustizia».

Neppure noi siamo innamorati delle formule, anche quando sono farina del nostro sacco, purché scocchi l’ora di questa “risposta” e che non sia l’ennesima ora delle promesse. È una questione di giustizia.
Forum Nazionale Famiglie
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Lotta, croce e preghiera

Non c’è solo musica in piazza Maidan a Kiev, in Ucraina. Ci sono anche la croce e la preghiera. In pochi forse lo hanno notato. C’è una tenda adibita a cappella ecumenica dove ininterrottamente si prega per la pace e la giustizia in Ucraina. Dal giorno in cui sono iniziate le manifestazioni, le chiese greco-cattoliche sono rimaste aperte 24 ore su 24 per accogliere i manifestanti, offrire un rifugio e pasti caldi. Schierati in prima fila con la sola arma dell’amore al fratello e al Paese ci sono sacerdoti di varie confessioni cristiane che nonostante le minacce, hanno deciso di non abbandonare il loro Paese a un destino di violenza e sopraffazione. “Siamo, siamo stati e saremo sempre con il nostro popolo”, ha detto Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk al presidente Yanukovych. C’è una storia dell’umanità che percorre rivoli nascosti e sconosciuti. E il fiume dell’umanità scorre anche con la croce e la preghiera. Forse fanno meno rumore di un lancio di mortaio. Emergono sicuramente con difficoltà sulle cronache internazionali. Ma sono il segno indicativo di un popolo, di un agire silenzioso e presente, di un modo pacifico e misterioso di scrivere pagine di una storia nuova.
Agenzia SIR, 4 febbraio 2014
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Adulti e giovani

Consegna ai tuoi figli un mondo che non sia rovinato.
Fa’ sì che siano radicati nella tradizione, soprattutto nella Bibbia. Leggila insieme a loro. Abbi profonda fiducia nei giovani, essi risolveranno i problemi. Non dimenticare di dare loro anche dei limiti. Impareranno a sopportare difficoltà e ingiurie se per loro la giustizia conta più di ogni altra cosa.
C.M. Martini, Conversazioni notturne a Gerusalemme

 

 

Politica e carità

C’è – ormai da qualche tempo tra la gente – molta sfiducia nei confronti dei partiti politici e delle prossime elezioni. Si ha la sensazione che sia impossibile un cambiamento sociale della nostra nazione, un vero rinnovamento.
Questo stato d’animo pessimistico è diffuso anche in tanti cristiani, che si sentono confusi e disorientati. 
Mi pare quindi utile ricordare quanto diceva il cardinale Carlo Maria Martini. Che scriveva: «La vita politica è la più alta tra le attività umane, quella che cerca di porre in atto le condizioni per il vero bene comune e il vero progresso di tutti». 
E Paolo VI affermava: «La politica è la più alta forma di carità». E’ utile ricordare a tutti quanto il Concilio Vaticano II, con grande forza profetica, ha detto: «Tutti i cristiani devono prendere coscienza della propria speciale vocazione nella comunità politica; essi devono essere d’esempio sviluppando in se stessi il senso, la responsabilità, e la dedizione al bene comune, così da mostrare con i fatti come possano armonizzarsi l’autorità e la libertà, l’iniziativa personale e la solidarietà di tutto il corpo sociale, la opportuna unità e la proficua diversità. Devono ammettere la legittima molteplicità e diversità di opzioni temporali e rispettare i cittadini, che, anche in gruppo, difendono in maniera onesta il loro punto di vista». (Gaudium et spes n. 75)
Occorre un «sussulto di responsabilità e di speranza» da parte di tutti i credenti e laici, affinché la nostra nazione ritrovi l’indispensabile speranza per la costruzione di una società più equa e giusta per tutti.
don Mario Foradini, parroco di San Secondo, Torino