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Promesse elettorali?

Il premier Renzi risponde su Avvenire ad una famiglia che chiede un segnale chiaro di attenzione alle famiglie. E tra l’altro dice: «È urgente che si diano risposte da troppo tempo disattese. So che tu pensi al “quoziente familiare” o, meglio, a quella sua versione italiana che va sotto il nome di Fattore Famiglia.
Io penso che una risposta vada individuata presto e finalmente, dopo anni di chiacchiere, attuata. Con necessaria gradualità ma con decisione. È una questione di giustizia».

Neppure noi siamo innamorati delle formule, anche quando sono farina del nostro sacco, purché scocchi l’ora di questa “risposta” e che non sia l’ennesima ora delle promesse. È una questione di giustizia.
Forum Nazionale Famiglie
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Lotta, croce e preghiera

Non c’è solo musica in piazza Maidan a Kiev, in Ucraina. Ci sono anche la croce e la preghiera. In pochi forse lo hanno notato. C’è una tenda adibita a cappella ecumenica dove ininterrottamente si prega per la pace e la giustizia in Ucraina. Dal giorno in cui sono iniziate le manifestazioni, le chiese greco-cattoliche sono rimaste aperte 24 ore su 24 per accogliere i manifestanti, offrire un rifugio e pasti caldi. Schierati in prima fila con la sola arma dell’amore al fratello e al Paese ci sono sacerdoti di varie confessioni cristiane che nonostante le minacce, hanno deciso di non abbandonare il loro Paese a un destino di violenza e sopraffazione. “Siamo, siamo stati e saremo sempre con il nostro popolo”, ha detto Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk al presidente Yanukovych. C’è una storia dell’umanità che percorre rivoli nascosti e sconosciuti. E il fiume dell’umanità scorre anche con la croce e la preghiera. Forse fanno meno rumore di un lancio di mortaio. Emergono sicuramente con difficoltà sulle cronache internazionali. Ma sono il segno indicativo di un popolo, di un agire silenzioso e presente, di un modo pacifico e misterioso di scrivere pagine di una storia nuova.
Agenzia SIR, 4 febbraio 2014
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Adulti e giovani

Consegna ai tuoi figli un mondo che non sia rovinato.
Fa’ sì che siano radicati nella tradizione, soprattutto nella Bibbia. Leggila insieme a loro. Abbi profonda fiducia nei giovani, essi risolveranno i problemi. Non dimenticare di dare loro anche dei limiti. Impareranno a sopportare difficoltà e ingiurie se per loro la giustizia conta più di ogni altra cosa.
C.M. Martini, Conversazioni notturne a Gerusalemme

 

 

Politica e carità

C’è – ormai da qualche tempo tra la gente – molta sfiducia nei confronti dei partiti politici e delle prossime elezioni. Si ha la sensazione che sia impossibile un cambiamento sociale della nostra nazione, un vero rinnovamento.
Questo stato d’animo pessimistico è diffuso anche in tanti cristiani, che si sentono confusi e disorientati. 
Mi pare quindi utile ricordare quanto diceva il cardinale Carlo Maria Martini. Che scriveva: «La vita politica è la più alta tra le attività umane, quella che cerca di porre in atto le condizioni per il vero bene comune e il vero progresso di tutti». 
E Paolo VI affermava: «La politica è la più alta forma di carità». E’ utile ricordare a tutti quanto il Concilio Vaticano II, con grande forza profetica, ha detto: «Tutti i cristiani devono prendere coscienza della propria speciale vocazione nella comunità politica; essi devono essere d’esempio sviluppando in se stessi il senso, la responsabilità, e la dedizione al bene comune, così da mostrare con i fatti come possano armonizzarsi l’autorità e la libertà, l’iniziativa personale e la solidarietà di tutto il corpo sociale, la opportuna unità e la proficua diversità. Devono ammettere la legittima molteplicità e diversità di opzioni temporali e rispettare i cittadini, che, anche in gruppo, difendono in maniera onesta il loro punto di vista». (Gaudium et spes n. 75)
Occorre un «sussulto di responsabilità e di speranza» da parte di tutti i credenti e laici, affinché la nostra nazione ritrovi l’indispensabile speranza per la costruzione di una società più equa e giusta per tutti.
don Mario Foradini, parroco di San Secondo, Torino