Archivi tag: giovani

La vocazione cristiana


Loreto, 25 marzo 2019
La chiamata alla fede, ha detto papa Francesco,  e a un «coerente cammino di vita cristiana o di speciale consacrazione è un irrompere discreto ma forte di Dio nella vita di un giovane, per offrirgli in dono il suo amore». Bisogna essere «pronti e disponibili ad ascoltare ed accogliere la voce di Dio, che non si riconosce nel frastuono e nell’agitazione. Il suo disegno sulla nostra vita personale e sociale non si percepisce rimanendo in superficie, ma scendendo a un livello più profondo, dove agiscono le forze morali e spirituali». È lì che «Maria invita i giovani a scendere e a sintonizzarsi con l’azione di Dio».
Il secondo passaggio tipico «di ogni vocazione è il discernimento, espresso nelle parole di Maria: “Come avverrà questo?”. Maria non dubita; la sua domanda non è una mancanza di fede, anzi, esprime proprio il suo desiderio di scoprire le “sorprese” di Dio». È il comportamento proprio «del discepolo: ogni collaborazione umana all’iniziativa gratuita di Dio si deve ispirare a un approfondimento delle proprie capacità e attitudini, coniugato con la consapevolezza che è sempre Dio a donare, ad agire».
La decisione è il terzo «step» che «caratterizza ogni vocazione cristiana, ed è esplicitato dalla risposta di Maria all’angelo: “Avvenga per me secondo la tua parola”. Il suo “sì” al progetto di salvezza di Dio, attuato per mezzo dell’Incarnazione, è la consegna a Lui di tutta la propria vita. È il “sì” della fiducia piena e della disponibilità totale alla volontà di Dio».
Donmenico Agasso jr
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Il sinodo sui giovani


Tre parti, 12 capitoli, 167 paragrafi, 60 pagine: così si presenta il Documento finale della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Il testo è stato approvato nel pomeriggio del 27 ottobre nell’Aula del Sinodo. Il Documento è stato consegnato nelle mani del Papa che ne ha, poi, autorizzato la pubblicazione.
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Il sinodo sui giovani


Papa Francesco ha aperto il Sinodo con un versetto del Vangelo di Giovanni: «Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto»: «All’inizio di questo momento di grazia per tutta la Chiesa, in sintonia con la Parola di Dio, chiediamo con insistenza al Paraclito che ci aiuti a fare memoria e ravvivare le parole del Signore che facevano ardere il nostro cuore», ha detto il Papa, «perché sappiamo che i nostri giovani saranno capaci di profezia e di visione nella misura in cui noi, ormai adulti o anziani, siamo capaci di sognare e così contagiare e condividere i sogni e le speranze che portiamo nel cuore». Che lo Spirito, è l’invocazione del Papa, «ci dia la grazia di essere memoria operosa, viva, efficace, che di generazione in generazione non si lascia soffocare e schiacciare dai profeti di calamità e di sventura né dai nostri limiti, errori e peccati, ma è capace di trovare spazi per infiammare il cuore e discernere le vie dello Spirito. È con questo atteggiamento di docile ascolto della voce dello Spirito che siamo convenuti da tutte le parti del mondo».
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I nostri giovani


I due tredicenni pistoiesi che hanno confessato di essere stati gli autori degli insulti e degli spari (a salve) esplosi contro il giovane gambiano giovedì scorso nei pressi della parrocchia di Vicofaro, raccontano molto di noi: ci spiegano dove stiamo sbagliando e tutto ciò che non dovremmo mai fare.
Questi discoli, chiamiamoli così, in quanto non ancora quattordicenni, sono stati riconsegnati alle rispettive famiglie, ma noi ci dovremmo mettere in testa che la non punibilità giuridica dei piccoli monelli ci riguarda nel profondo, assai più di quanto sarebbe se i responsabili fossero adulti già in galera. Penso alle reazioni che, dopo certi fatti accaduti negli ultimi tempi, abbiamo registrato.
Ci siamo invischiati in surreali discussioni su razzismo sì o razzismo no, come se tali distinzioni aggiungessero elementi essenziali al dibattito, senza renderci conto del mostro che stiamo allevando: un coacervo di individualismo, indifferenza, ipocrisia, egoismo, stupidità camuffato, nemmeno troppo bene, da vitalismo euforico e consumistico.
Ecco perché il Sinodo dei giovani è così importante…
Eraldo Affinati, Avvenire 10 agosto 2018
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Sognare in “grande”


I sogni sono importanti. Tengono il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. I sogni ti svegliano, di portano in là, sono le stelle più luminose, quelle che indicano un cammino diverso per l’umanità.
Certo, i sogni vanno fatti crescere, vanno purificati, messi alla prova e vanno anche condivisi. Ma vi siete mai chiesti da dove vengono i vostri sogni? Sono sogni grandi oppure sogni piccoli, miseri, che si accontentano del meno possibile? I sogni della comodità, i sogni del solo benessere: “No, no, io sto bene così, non vado più avanti”. Ma questi sogni ti faranno morire, nella vita! Faranno che la tua vita non sia una cosa grande!
Papa Francesco, 11 agosto 2018
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I sogni sono parenti delle utopie; ne parliamo nel numero di settembre della rivista Gruppi Famiglia, in corso di spedizione

Il mondo ascolta i giovani?


La riunione pre-sinodale voluta da Papa Francesco in preparazione del Sinodo dei Vescovi sui giovani di ottobre ha lasciato un segno indelebile nella memoria nei 300 giovani presenti a Roma, ma non solo.
Di cosa hanno parlato? Quale sarà l’impatto sul futuro della Chiesa?
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La riunione pre-sinodale voluta da Papa Francesco in preparazione del Sinodo dei Vescovi sui giovani di ottobre ha lasciato un segno indelebile. I giovani hanno chiari quali sono i temi “caldi” su cui vogliono risposte…
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«Dio è Colui che rinnova sempre, perché lui è sempre nuovo: Dio è giovane! Dio è l’Eterno che non ha tempo, ma è capace di rinnovare, ringiovanirsi continuamente e ringiovanire tutto. Le caratteristiche più peculiari dei giovani sono anche le sue. È giovane perché “fa nuove tutte le cose” e ama la novità; perché stupisce e ama lo stupore; perché sa sognare e ha desiderio dei nostri sogni; è forte ed entusiasta; perché costruisce relazioni e chiede a noi di fare altrettanto, è social. Penso all’immagine di un giovane e vede che anche lui ha la possibilità di essere “eterno”, mettendo in gioco tutta la sua purezza, la sua creatività, il suo coraggio, la sua energia».
Papa Francesco

Una storia d’amore


Come sarà la nostra vita insieme? Cosa ne sarà dei nostri progetti?
Sapremo superare le delusioni della vita?
Provate a guardare questo breve filmato in coppia cliccando qui e poi ragionateci su…