Archivi tag: gioia

Benigni e Francesco

In attesa del numero di marzo della rivista Gruppi Famiglia, che avrà come tema “Vivere con gioia e nella gioia”, voglio condividere con voi questa bella chicca che mi ha segnalato Marzia.
Franco Rosada
La gioia è il gigantesco segreto del cristianesimo. Il cristianesimo si è costituito con la gioia, dobbiamo aprirla e farla uscire perché la gioia è così, è l’elemento costitutivo del cristianesimo…
Francesco cammina cammina e a volte sembra veramente affaticato e lo è, perché? Perché sta tirando tutta la Chiesa con sé, la sta traghettando verso un luogo del quale ci eravamo quasi dimenticati, non ci pensavamo più: la sta tirando verso il cristianesimo, verso Gesù Cristo, verso il Vangelo!
http://m.ilmessaggero.it/primopiano/articolo-1478021.html

 

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La tristezza rende umani

«Inside Out», il nuovo cartone animato della Pixar ambientato dentro il cervello di una ragazzina di undici anni, è un’opera geniale e coraggiosa. Ci vuole genio per trasformare le emozioni umane nei personaggi di una storia. E ci vuole coraggio per rivendicare, tra queste emozioni, il ruolo fondamentale della tristezza, raffigurata come una bambina occhialuta, goffa e blu: il colore dello spirito. Per buona parte del film la tristezza si accompagna alla gioia come un intralcio, una ganascia conficcata nelle ruote dell’ottimismo e della felicità. Ma alla fine la sua importanza verrà riconosciuta.
Non così nella vita vera, dove la tristezza è stata espulsa da qualsiasi discorso pubblico e privato. Trattata come un segnale di debolezza, una forma di sabotaggio. Lo sforzo quotidiano di un genitore consiste nell’allontanare dal figlio il fantasma della tristezza, quasi fosse una condanna a morte anziché un’occasione di vita. Ma un po’ tutti ne hanno paura e fastidio, a cominciare dagli imbonitori della politica che ci vorrebbero pervasi da un entusiasmo ilare e beota.
Per il pensiero dominante la tristezza non consuma e non comunica, si nutre di astinenze e di silenzi, è antieconomica e dannosa. Occorreva un cartone animato per ricordarci che un uomo incapace di accogliere la tristezza è un automa. Non solo perché la gioia senza tristezza perde significato, come la luce senza il buio. È che la tristezza sa aprire squarci che permettono di guardarsi dentro da una prospettiva nuova. Rende consapevoli. Dunque umani.
Massimo Gramellini, La Stampa 16 settembre 2015

Educare non è facile

Educare non è facile, ma è esaltante. Nessuno stipendio milionario potrà compensare la gioia di un lavoro che, giorno dopo giorno, fa sì che chi nasce uomo diventi umano!
E poi, quando mai fu facile educare? Se avessimo più senso storico, piagnucoleremmo di meno! Pensate: già nel quinto secolo avanti Cristo il grande filosofo greco, Socrate (469-399) si lamentava: “I nostri ragazzi amano il lusso, ridono dell’autorità, non si alzano in piedi davanti ad un anziano…”.
Andiamo più indietro ancora: su un coccio babilonese, datato 2000 anni avanti Cristo, qualcuno ha scritto: “Questi giovani sono marci nel cuore, sono malvagi e pigri: dove arriveremo?”.
Siamo arrivati al 2000 dopo Cristo e non fu, certo, tutto male!
Dunque buttiamo nel cestino della carta straccia i pensieri vestiti a lutto: “A scuola è un disastro!”. “Non mangia!”. “È allergico ai compiti”. “È sempre così distratto!”…
Aveva ragione il cardinale Carlo Maria Martini (1927-2012) a ricordarci che: «Niente è più opprimente che incontrare genitori che si lamentano in continuazione e non si accorgono delle meravigliose opportunità che hanno a portata di mano». Assolutamente vero! L’acqua dei piagnistei non fa muovere la nave!
Pino Pellegrino
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Il segreto del perdono

Che la Chiesa abbia dedicato un periodo così lungo (40 giorni) per prepararsi alla Pasqua, evento centrale per la nostra vita, ci sorprende oggi: perché pensare alla penitenza, alla rinuncia, alle atmosfere cupe che ci rimandano in definitiva alla morte? Non ci basta già la vita che è così ricca di momenti bui? Perché complicarcela ancora?
Un giorno un prete nostro amico in confessionale mi mandò via senza penitenza, dicendomi che ci avrebbe pensato la vita a farmela fare. Aveva ragione perché la gioia e il segreto della felicità ci sono dati dal perdono incondizionato di Dio, non dalla nostra capacità di meritarcelo.
Riconoscere la grande forza e il grande bisogno di perdono nella nostra vita di coppie e di famiglie, questa è la Grazia. Il Perdono ha la forza di cambiare il mondo radicalmente a cominciare da casa nostra.
È altrettanto curioso che nel Vangelo questo perdono parta da chi sente di aver subito il torto, l’offesa: la sua forza è irresistibile, è quella dell’amore che nasce dalla Pasqua, punto che attira i nostri occhi e il nostro cuore.
Tanto è importante che la Chiesa continuamente ci invita a viverlo come dimensione feriale, quotidiana attraverso il sacramento che si rovescia sulla vita, come la tazza con il latte della colazione di mio figlio Tobia sulla tovaglia appena stesa. Buona Quaresima!
Renato Durante

La gioia del Vangelo

Tutti fuori. In un vitale dinamismo di “uscita”. Fuori, sulle strade aperte della via pulchritudinis, la via del Vangelo. Perché solo uscendo si può rimanere fedeli a Cristo e alla natura propria della Chiesa. È la sollecitudine di un padre quella che definisce l’Evangelii gaudium, la prima esortazione apostolica di Francesco, che invita «a uno stato permanente di missione» e nasce dal «generoso», «improrogabile» bisogno di «rinnovamento», per «avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno».
Stefania Falasca, Avvenire.it
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Dio e famiglia

Care famiglie, voi lo sapete bene: la gioia vera che si gusta nella famiglia non è qualcosa di superficiale, non viene dalle cose, dalle circostanze favorevoli… La gioia vera viene da un’armonia profonda tra le persone, che tutti sentono nel cuore, e che ci fa sentire la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita. Ma alla base di questo sentimento di gioia profonda c’è la presenza di Dio, la presenza di Dio nella famiglia, c’è il suo amore accogliente, misericordioso, rispettoso verso tutti. E soprattutto, un amore paziente: la pazienza è una virtù di Dio e ci insegna, in famiglia, ad avere questo amore paziente, l’uno con l’altro. Avere pazienza tra di noi.
Papa Francesco
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Lo Spirito santo

Lo Spirito santo ci insegna a dare valore ad ogni attimo della nostra vita di coppia e di famiglia, con quella semplicità che solo Lui sa donare quando comprendiamo che per incontrarlo non occorre ritualizzare ogni cosa che facciamo ma basta ritrovare la sorgente del nostro amarci per riconoscere la sua presenza umile e operosa.
Lo Spirito ci insegna a dare valore anche al fallimento, all’insuccesso in cui possiamo imbatterci, alla difficoltà, all’impasse anche della nostra vita di coppia o nel rapporto con i nostri figli. Ci aiuta ad intravedere in esso una chiamata ad una maggiore interiorità o comunque un’occasione per cambiare un nostro modo di essere e lasciarsi rinnovare dalla novità dei frutti e dei doni che Lui stesso ci fa quando accettiamo di vivere nel dono di noi stessi l’esperienza della sofferenza e della prova.
Ci insegna a vivere nella gioia che viene dalla sua presenza in noi.
Questo suo dono si espande attorno a noi nelle relazioni che viviamo, suscitando un clima di serenità e di allegria, insieme alla capacità di sdrammatizzare, di sorridere anche nei confronti di noi stessi.
A volte ci colpiscono le parole dei nostri figli quando reclamano un clima più allegro rispetto a quello in cui vivono: in effetti a volte nella nostra famiglia non ci accorgiamo di far prevalere un clima eccessivamente appesantito dalle nostre preoccupazioni, dalle ansie per il lavoro, la casa, la salute ed i vari problemi ordinari che dobbiamo affrontare.
Lasciamoci interrogare dagli stimoli che ci vengono dal rapporto con i figli perché a volte sono proprio loro il termometro del benessere della nostra famiglia.
Lasciamo che il soffio dello Spirito penetri dentro il nostro vivere, alzi le vele del nostro amore. Sentiamo il bisogno di invocare lo Spirito lungo la giornata perché continuamente rinnovi la nostra capacità di amare e dia una scossa alla nostra poca fede. Non è tempo perso desiderare in noi la sua Presenza discreta, accogliere la sua azione benefica che ci spinge a superare i nostri limiti e le nostre manchevolezze. Lui che è “datore di vita” (1 Cor 15,45) e che ci libera “dalla legge del peccato e della morte” (Rm 8,2) ci faccia gustare la bellezza di essere avvolti dalle sue benedizioni.
Mara e Mario Risso