Archivi tag: figlia

Grazie a tutte le donne

Grazie a te, DONNA MADRE,
che ti fai grembo dell’essere umano
nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica,
che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce.
Grazie a te, DONNA SPOSA,
che unisci il tuo destino a quello di un uomo,
in un rapporto di reciproco dono,
a servizio della comunione e della vita.
Grazie a te, DONNA FIGLIA e DONNA SORELLA,
che porti nel nucleo familiare e nella vita sociale
le ricchezze della tua sensibilità e della tua intuizione,
della tua generosità e della tua costanza.
Grazie a te, DONNA LAVORATRICE,
impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale,
per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura
capace di coniugare ragione e sentimento,
per edificare un mondo più ricco di umanità.
Grazie a te, DONNA CONSACRATA,
che sull’esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo,
ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio,
aiutando la Chiesa a vivere una risposta d’amore.
Grazie a te, DONNA, per il fatto stesso che sei donna!
Con la percezione che è propria della tua femminilità
tu arricchisci la comprensione del mondo
e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.
Giovanni Paolo II, Lettera alle donne
Per  approfondire il tema clicca qui!

 

Annunci

La storia di Emma

Emma non ha mai voluto diventare madre, perché forse non ha mai smesso di essere figlia.
Emma ha aiutato altre donne ad abortire, e a farlo senza rimorsi o mettendoli a tacere.
Emma a un certo punto ha preso con se due figlie non sue, due bambine abbandonate e le ha cresciute per qualche anno riempiendole d’affetto e di attenzioni. Per accudire a loro, ha dovuto affrontare tutto ciò a che le madri lavoratrici devono far fronte e a un certo punto ha detto basta!
Ha allontanato da se le bambine con uno strazio infinito, trovando per loro una nuova dimensione, dando loro un presente e un futuro.
Emma così è rimasta sola con il suo lavoro e la sua vita frenetica, che ad un certo punto l’ha fatta ammalare.
Emma, prima d’ora, questa storia non l’aveva raccontata a nessuno.
Emma è la leader radicale Emma Bonino.
Marcello Sorgi, La Stampa, 29 novembre 2015
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!

Papà, sei il mio eroe!

Per quanto scomodo possa essere per te padre pensare alla vita sessuale di tua figlia (e parlarne), lo devi comunque fare. Ha bisogno di conoscere il codice morale che tu hai per lei.
Molti genitori non ne parlano con le figlie perché si sentono in colpa. Spesso sento ripetere: “Come faccio a dire a mia figlia di non fare sesso durante gli anni del liceo, quando io invece ero sessualmente attivo alla sua età?”.
Ascolta: qualsiasi cosa tu abbia fatto, non ti impedisce di essere un bravo padre oggi. Tua figlia è a rischio. Devi proteggerla. E onestamente lei non vuole sapere nulla della tua vita sessuale.
È una questione difficile, ma devi farlo. Ogni giorno riceve dei messaggi forti, chiari e sbagliati. Tu devi parlargli ancora più forte e chiaro. La tua voce è l’unica che lei vuole sentire.
Ecco la buona notizia. Le tue conversazioni con lei non necessitano di alcun dettaglio riguardo descrizioni di malattie sessualmente trasmissibili, o l’uso di pillole per controllare le nascite, o di quanti colori possano essere i preservativi. Lei vuole conoscere le tue regole. Quando è giusto avere il primo rapporto è perché? Ecco tutto. Se è anche solo questo che trasmetti  a tua figlia, è già abbastanza. Non è necessario che tu sia un esperto in qualcosa, soprattutto quando si tratta di pillole o profilattici, o di tutto quello che fanno gli adolescenti. Cerca di essere soltanto suo padre.
Proteggi la sua sessualità non ancora del tutto sviluppata e difendi il suo diritto al pudore. Ripetile che il sesso non è solo una funzione corporale: è profondamente legato ai suoi sentimenti, ai suoi pensieri e al suo carattere. Dille che molto di cui vede e sente sul sesso è semplicemente sbagliato. Mantieniti schietto, affettuoso e rispettoso.
Per leggere l’intero articolo clicca qui