Archivi tag: fedeltà

L’amore coniugale


E’ stato spedito il numero di marzo della rivista Gruppi Famiglia. Ci auguriamo che la possiate ricevere tutti entro fine mese.
Vi anticipiamo alcuni passaggi tratti dal primo degli articoli sul tema dell’amore coniugale.
——————————————
L’innamoramento è sicuramente un’esperienza positiva e necessaria, è la grande spinta che porta l’io a uscire da sé per incontrare l’altro. Capita però che, se le persone scambiano la fascinazione nei confronti dell’altro per un vero innamoramento, la “storia” abbia breve durata.
Quando si è innamorati sembra di essere arrivati, sembra che non ci sia bisogno di altra evoluzione o costruzione. L’amore, al contrario, è la ripresa dei propri confini e dei confini dell’altro. È il passaggio dalla fusione alla relazione. Questo passaggio è possibile quando si discioglie parzialmente o totalmente l’innamoramento, o quel tipo di innamoramento. Solo così può nascere l’amore. Molti vedono questo scioglimento come la fine dell’amore, e invece può esserne l’inizio.
L’istituzione matrimoniale, da quando si è diffuso l’amore romantico, è stata sempre criticata e derisa, come quando si afferma che è “tomba dell’amore”.
In realtà, più che ‘tomba dell’amore’, il matrimonio è chiamato a diventare, attraverso l’umanizzazione della sessualità che si attua al suo interno, ‘tomba dell’amore selvaggio’, dell’amore cioè che si esprime come semplice soddisfacimento degli impulsi sessuali.
L’amore fedele non è un eroismo, né una sfida, ma una paziente e tenace applicazione. Attraverso la fedeltà prende avvio quell’azione d’amore che di continuo crea l’altro come si crea un’opera. Naturalmente tutto ciò diventa comprensibile se appena si riesce a concepire l’amore non come uno stato, qual è per esempio la condizione dell’innamorato, ma come un atto che, invece di divinizzare il desiderio e la sua incontenibile brama che consuma la vita, sta alla parola data e, a partire dalla fedeltà al patto, prende a costruire scenari d’amore.
————————————————
Volete ricevere una copia della rivista? Richiedetela a formazionefamiglia@libero.it. Ve la invieremo gratuitamente.

 

Unità e fedeltà


I coniugi che vivono il loro matrimonio nell’unità generosa e con amore
fedele, sostenendosi a vicenda con la grazia del Signore e con il necessario supporto della comunità ecclesiale, rappresentano un prezioso aiuto pastorale alla Chiesa. Infatti, offrono a tutti un esempio di vero amore e diventano testimoni e cooperatori della fecondità della Chiesa stessa. Davvero tanti sposi cristiani sono una predica silenziosa per tutti, una predica “feriale”
Gli sposi che vivono nell’unità e nella fedeltà riflettono bene l’immagine e la somiglianza di Dio. Questa è la buona notizia: che la fedeltà è possibile, perché è un dono, negli sposi come nei presbiteri.
Papa Francesco
Per leggere tutto l’intervento clicca qui!

 

Amarsi per tutta la vita


Amarsi e rimanere insieme tutta la vita. Un tempo, qualche generazione fa, non solo era possibile, ma era la norma. Oggi, invece, è diventato una rarità, una scelta invidiabile o folle, a seconda dei punti di vista.
Zygmunt Bauman sull’argomento è tornato più volte. I suoi lavori sono ricchi di considerazioni sul modo di vivere le relazioni: oggi siamo esposti a mille tentazioni e rimanere fedeli certo non è più scontato, ma diventa una maniera per sottrarre almeno i sentimenti al dissipamento rapido del consumo.
Lei ha vissuto un amore duraturo, quello con sua moglie Janina, scomparsa due anni fa.
“L’amore non è un oggetto preconfezionato e pronto per l’uso. È affidato alle nostre cure, ha bisogno di un impegno costante, di essere ri-generato, ri-creato e resuscitato ogni giorno. Mi creda, l’amore ripaga quest’attenzione meravigliosamente. Per quanto mi riguarda (e spero sia stato così anche per Janina) posso dirle: come il vino, il sapore del nostro amore è migliorato negli anni”.
Lei è invecchiato insieme a sua moglie: come avete affrontato la noia della quotidianità? Invecchiare insieme è diventato fuori moda?
“È la prospettiva dell’invecchiare ad essere ormai fuori moda, identificata con una diminuzione delle possibilità di scelta e con l’assenza di “novità”. Quella “novità” che in una società di consumatori è stata elevata al più alto grado della gerarchia dei valori e considerata la chiave della felicità. Tendiamo a non tollerare la routine, perché fin dall’infanzia siamo stati abituati a rincorrere oggetti “usa e getta”, da rimpiazzare velocemente. Non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto dello sforzo e di un lavoro scrupoloso”.
Lei e Janina avete mai attraversato una crisi?
“Come potrebbe essere diversamente? Ma fin dall’inizio abbiamo deciso che lo stare insieme, anche se difficile, è incomparabilmente meglio della sua alternativa. Una volta presa questa decisione, si guarda anche alla più terribile crisi coniugale come a una sfida da affrontare. L’esatto contrario della dichiarazione meno rischiosa: “Viviamo insieme e vediamo come va…”. In questo caso, anche un’incomprensione prende la dimensione di una catastrofe seguita dalla tentazione di porre termine alla storia, abbandonare l’oggetto difettoso, cercare soddisfazione da un’altra parte “.
Raffaella De Santis, La Repubblica, 09 agosto 2018

Dio è fedele

bosch_ascesa_empireoXXXII Domenica del Tempo Ordinario, anno C
Letture: 2Mac 7,1-2.9-14, 2Ts 2,16-3,5, Lc 20,27-38
Il tema delle letture di oggi: la vita oltre la morte, può aprire la porta ad una serie di curiosità inutili. Come sarà l’aldilà non lo sappiamo, Gesù non ce lo dice, e arzigogolarci attorno può portare solo a generare in noi confusione.
Non è neanche il caso di chiederci se ne saremo degni: sappiamo di essere peccatori per quanto ci impegniamo a praticare il bene. Forse converrebbe, come ci suggerisce san Paolo, cambiare la direzione delle nostre riflessioni.
Piuttosto che chiederci quanto siamo “fedeli” al Signore chiediamoci se davvero crediamo che il Signore è fedele.
Se ci crediamo davvero, la nostra vita può essere una seria di successi e sconfitte, gioie e delusioni, virtù e peccato, ma una cosa è certa: Dio è fedele e il suo amore non verrà mai meno.
Libero adattamento dall’omelia di don Davide Pavanello

La convivenza è un sacramento?

Da dove salta fuori questa novità? Chi l’ha detta? Papa Francesco, secondo alcuni, il quale nel discorso di giovedì 16 all’apertura del Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma sulla Amoris laetitia avrebbe dichiarato:
“ho visto tanta fedeltà in queste convivenze, tanta fedeltà; e sono sicuro che questo è un matrimonio vero, hanno la grazia del matrimonio, proprio per la fedeltà che hanno”.
Il testo sopra riportato è più che corretto ma è lecito estrarre una frase dal contesto in cui è stata detta?
Se ti interessa saperne di più clicca qui!
Franco Rosada

 

 

Fedeltà e libertà

L’esperienza della fedeltà, vissuta non in opposizione alla libertà, ma come la sua massima realizzazione, offre alla vita una possibilità di gioia e di apertura rare.
Quella che scaturisce dall’esperienza di rendere sempre Nuovo lo Stesso: la ripetizione della fedeltà rivela infatti che giorno dopo giorno il volto di chi amo può essere, insieme, sempre lo Stesso e sempre Nuovo.
Mentre il nostro tempo oppone lo Stesso al Nuovo, il miracolo dell’amore è, infatti, quando c’è, quello di rendere lo Stesso sempre Nuovo.
Massimo Recalcati, La Repubblica, 3 aprile 2016
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!

A cosa serve il fidanzamento

L’alleanza d’amore tra l’uomo e la donna, alleanza per la vita, non si improvvisa, non si fa da un giorno all’altro. Non c’è il matrimonio express: bisogna lavorare sull’amore, bisogna camminare. L’alleanza dell’amore dell’uomo e della donna si impara e si affina. Mi permetto di dire che è un’alleanza artigianale. Fare di due vite una vita sola, è anche quasi un miracolo, un miracolo della libertà e del cuore, affidato alla fede. Dovremo forse impegnarci di più su questo punto, perché le nostre “coordinate sentimentali” sono andate un po’ in confusione. Chi pretende di volere tutto e subito, poi cede anche su tutto – e subito – alla prima difficoltà (o alla prima occasione). Non c’è speranza per la fiducia e la fedeltà del dono di sé, se prevale l’abitudine a consumare l’amore come una specie di “integratore” del benessere psico-fisico. L’amore non è questo! Il fidanzamento mette a fuoco la volontà di custodire insieme qualcosa che mai dovrà essere comprato o venduto, tradito o abbandonato, per quanto allettante possa essere l’offerta.
Ogni coppia di fidanzati pensi a questo e dica l’un l’altro: “Ti farò mia sposa, ti farò mio sposo. nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza. Ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore» (Os 2,21-22)”. Aspettare quel momento; è un percorso che va lentamente avanti, ma è un percorso di maturazione. La maturazione si fa così, passo a passo.
Papa Francesco, 27 maggio 2015
Per leggere tutto l’intervento clicca qui!

Un buon anno cristiano

Ho avuto l’impressione che Capodanno, là dove non ci sono più figli piccoli,  sia ormai più sentito del Natale.
Tra botti, feste in piazza, brindisi di mezzanotte, capodanno fa decisamente più festa. Ma cosa augurare per l’anno nuovo? Che tutti i desideri si avverino? Che sia pieno di felicità? : -), ecc.?
Papa Francesco, nel messaggio per il primo gennaio, ci ha ricordato tre cose: Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona!
E’ questo un pensiero serio, che può dare vera speranza.
I desideri cambiano e sovente restano tali, la felicità è cosa rara, le faccine svaniscono con un clic, l’amore di Dio per l’uomo resta, perché Dio è fedele.
Buon anno nel Signore!
Franco Rosada

Educare all’affettività serve davvero

La notizia per molti sarà sorprendente: nonostante il continuo bombardamento erotico che i ragazzi subiscono quotidianamente, negli Usa – secondo il Rapporto del governativo Center for Desease Control – è calata sensibilmente, rispetto a 25 anni fa, la percentuale degli adolescenti (fascia 15-19 anni) che ha avuto rapporti sessuali.
Nel periodo 2011-13 il 44% delle ragazze e il 47% dei ragazzi ha avuto rapporti: molto meno di quanto ci si aspetterebbe e, rispetto al 1988, in calo del 14% per le femmine e del 22% per i maschi. In questa fascia di età sono perciò anche diminuite le gravidanze, e non per l’uso della contraccezione, che resta molto elevato e, secondo il rapporto, sostanzialmente invariato.
Del resto, dati francesi di pochi giorni fa confermano quanto altre volte documentato da vari studi in diversi Paesi: l’aumento della contraccezione non fa diminuire gli aborti, anzi, a volte, li accresce: in Francia gli aborti nel 2013 sono stati 229mila, 10mila in più rispetto al 2012, nonostante l’uso massiccio di contraccettivi.
I dati americani suggeriscono, dunque, che è falso ciò che sentiamo spesso ripetere: «È inutile educare all’affettività, perché i ragazzi non sono in grado di padroneggiarsi e fanno sesso sempre più presto. L’unica cosa da fare è insegnare tecniche contraccettive». È invece possibile cercare di educare a un visione integrale della persona, dell’affettività e della sessualità, dove quest’ultima sia posticipata al momento giusto ed esercitata nella logica del vero amore.
Concetti molto diversi da quelli dei corsi di “educazione” sessuale che dilagano in certe nostre scuole, intesi spesso a incoraggiare un’attività sessuale sempre più precoce, e in tutte le sue varianti (quelle contemplate dalla cosiddetta “ideologia gender”), purché “sicura”.
Non si insegna abbastanza che l’amore è progettualità, donazione, responsabilità, fedeltà, talvolta rinuncia per il bene proprio e altrui.
Giacomo Samek Lodovici, Avvenire, 31 luglio 2015
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!

Divorzio breve: nessun problema?

Il divorzio breve è solo una legge che prende atto di come oggi la maggior parte di noi italiani, ma più in generale di noi occidentali, concepisce il matrimonio e la famiglia: come un qualcosa che si può mettere insieme e disfare anche nel giro di un anno, pur con dei figli di mezzo magari, tanto la legge dice che è giusto così…
Ma siamo sicuri, che con questa legge non abbiamo perso qualcosa?
Ad esempio l’idea che c’è pure una bellezza nello stare insieme nonostante le difficoltà che la vita inevitabilmente presenta. L’idea dunque che fare una famiglia è anche – pure qui l’anche è sottolineato – una storia di fatica, di sacrifici da compiere, di gesti e parole da perdonare, di rinunce, perfino di sopportazioni. Non è questione di chiedere l’eroismo. È questione di discernere fra il matrimonio-martirio, che nessuno vuole, e il matrimonio banalizzato, il matrimonio che si sta insieme finché si prova quello che si prova nei romanzi di Moccia, in un’eterna adolescenza. Chiunque si innamora prova il desiderio che quel che sta provando non finisca mai: e certo non si può esigere l’eternità dell’amore per legge, ma il «ti amo» dei tempi nostri, cioè a tempo determinato, magari a tutele crescenti, beh insomma, forse un po’ di fascino l’ha perso. Non si vuole ovviamente giudicare nessuno, solo constatare che oggi molto spesso ci si lascia alla prima difficoltà.
Il divorzio breve, se guardato un po’ più in profondità, è la spia di come siamo cambiati di fronte appunto a termini come fatica, sacrificio, rinunce, perdono, responsabilità, fedeltà a un impegno preso e a una parola data. Tutte cose che abbiamo smarrito non solo riguardo al matrimonio.
Michele Brambilla, La Stampa, 23 aprile 2014
Per leggere tutto l’articolo clicca qui!