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Meno figli, scuole sempre più vuote

Prevedibile e previsto, il calo della popolazione scolastica torna a far parlare di sé. Da anni si fanno meno figli e le scuole si stanno svuotando.
Sarebbe però miope concentrarsi solo sugli effetti scolastici del declino demografico. Occorre invece rendersi conto che va affrontato a monte il problema della prolungata denatalità italiana.
I paesi europei che sono riusciti a mantenere i livelli livelli soddisfacenti i loro trend demografici lo hanno fatto con un mix di tre leve: politiche fiscali più amichevoli nei confronti delle famiglie con figli; servizi per l’infanzia accessibili e di qualità; politiche dell’immigrazione più o meno selettive, attente ad attrarre e a coltivare le giovani generazioni istruite.
Andrea Gavosto
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Vedi anche GF96 Imparare ad imparare.

 

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Il collegamento tra Gruppi Famiglia


Domenica 24 marzo 2019 si è tenuto a Ronco Briantino l’incontro di collegamento tra Gruppi Famiglia.
E’ dal 1989 che ci incontriamo periodicamente. Senz’altro eravamo di più agli inizi, c’era il sapore della novità, ma non era facile neanche allora.
Le coppie erano molto legate alla parrocchia e poco aperte a nuove esperienze, adesso sono poche in assoluto e restano poco aperte.
Proposte come la nostra coinvolgono solo le poche coppie più sensibili.
Cosa non va oggi nel Collegamento? Che non “collega” più, non ci si incontra più periodicamente, manca la condivisione dei percorsi fatti.
Dall’incontro del 24 marzo è emerso proprio questo: la necessità del collegamento.
Franco Rosada

I nostri giovani


I due tredicenni pistoiesi che hanno confessato di essere stati gli autori degli insulti e degli spari (a salve) esplosi contro il giovane gambiano giovedì scorso nei pressi della parrocchia di Vicofaro, raccontano molto di noi: ci spiegano dove stiamo sbagliando e tutto ciò che non dovremmo mai fare.
Questi discoli, chiamiamoli così, in quanto non ancora quattordicenni, sono stati riconsegnati alle rispettive famiglie, ma noi ci dovremmo mettere in testa che la non punibilità giuridica dei piccoli monelli ci riguarda nel profondo, assai più di quanto sarebbe se i responsabili fossero adulti già in galera. Penso alle reazioni che, dopo certi fatti accaduti negli ultimi tempi, abbiamo registrato.
Ci siamo invischiati in surreali discussioni su razzismo sì o razzismo no, come se tali distinzioni aggiungessero elementi essenziali al dibattito, senza renderci conto del mostro che stiamo allevando: un coacervo di individualismo, indifferenza, ipocrisia, egoismo, stupidità camuffato, nemmeno troppo bene, da vitalismo euforico e consumistico.
Ecco perché il Sinodo dei giovani è così importante…
Eraldo Affinati, Avvenire 10 agosto 2018
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Spread e finanza internazionale


“La più sintetica fotografia del nostro tempo difficile è nel rapporto tra due numeri, nella cui gigantesca differenza si annidano gran parte dei pericoli che ci minacciano.
Il primo è 75 bilioni di dollari, 75 mila miliardi, l’ammontare del prodotto lordo mondiale nel 2013. Il secondo è 993 bilioni di dollari, 993 mila miliardi, l’ammontare delle attività finanziarie globali alla fine dello scorso anno” (1).
In altre parole gli affari “virtuali” erano nel 2013 tredici volte superiori agli affari reali, cioè ai beni prodotti e scambiati.
Oggi (29 maggio 2018) lo spread tra titoli di stato italiani e bund tedeschi è schizzato a 300 punti. Colpa di Mattarella, o di Salvini, o di Di Maio?
Oppure colpa delle scommesse al ribasso sulla Borsa italiana che sono iniziate nel febbraio di quest’anno da parte della società di investimenti Bridgewater e si sono moltiplicate dopo il 16 maggio? (2).
Tutto questo ben lo sapeva Mattarella quando, domenica scorsa, ha dichiarato: “L’impennata dello spread, giorno dopo giorno, aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità di spesa dello Stato per nuovi interventi sociali. Le perdite in borsa, giorno dopo giorno, bruciano risorse e risparmi delle nostre aziende e di chi vi ha investito. E configurano rischi concreti per i risparmi dei nostri concittadini e per le famiglie italiane” (3).
Franco Rosada
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Campi estivi 2018

Ecco il calendario provvisorio delle settimane di esperienza formativa per le famiglie.
Si tratta di una vacanza alternativa alle solite ferie ai monti o al mare, una vacanza diversa da vivere con nuovi e vecchi amici in un clima sereno e costruttivo. È un’occasione per scoprire insieme e sostenere le potenzialità che ogni famiglia ha in sé stessa nel rispetto della sua originalità e, nello  stesso tempo, offre uno stimolo per una vita più autentica.
In ogni campo ci sono momenti di riflessione, condivisione, confronto, preghiera, festa per tutti i partecipanti, piccoli e grandi.

27 luglio – 2 agosto San Giacomo di Entraque (CN)
Tema da definire.
Relatore: Angelo Fracchia, biblista.
Org.: Diocesi di Cuneo.
È possibile partecipare anche al solo week-end iniziale.
Info: Angela e Tommy Reinero, 347 5319786,
tommy.angela@libero.it

5-12 agosto Bettona (PG)
Relatori di alcune comunità umbre.
Org.: Colleg. Gruppi Famiglia.
Info: Antonella e Renato Durante, 348 5558619, ren-anto@libero.it

12-19 agosto Bessen Haut (TO)
Tema e relatori da definire.
Org.: Diocesi di Pinerolo (TO).
Info: Nicoletta e Corrado Demarchi, 0121 77431, curra@email.it

15-19 agosto Chiappera (CN)
Tema: Il Vangelo della famiglia: gioia per il mondo.
Relatori: Nicoletta e Davide Oreglia.
Org.: Diocesi di Mondovì (CN).
Info: Daniela e G.Paolo Basso, 339 1541258, gbasso@credem.it

18-25 agosto Valle di Cadore (BL)
Tema e relatori da definire.
Org.: Colleg. Gruppi Famiglia.
info: Valeria e Toni Piccin, 320 5328595, segninuovi@alice.it

19-26 agosto Voltago Agordino (BL)
Tema e relatori da definire.
Org.: Colleg. Gruppi Famiglia.
Info: Fiorenza e Antonio Bottero, 340 5195718,
antoniobottero@alice.it

Famiglia o famiglie?

Grande polemica ha suscitato quasi un anno fa il fatto che la sindaca di Torino, la pentastellata Chiara Appendino,  abbia voluto cambiare il nome dell’Assessorato alla Famiglia, trasformandolo in Assessorato alle Famiglie.
Oggi,  a pochi giorni dall’11 maggio, data in cui un anno fa veniva approvata definitivamente la legge Cirinnà sulle unioni civili, iniziano ad essere a disposizione i primi dati. Sono oltre mille le coppie che hanno usufruito di questo istituto (per la fonte clicca qui). In compenso nel 2015, ultimo dato Istat disponibile, i matrimoni sono stati 194.377.
Quindi, con una certa approssimazione, possiamo dire che le unioni civili rappresentano lo 0,005% del totale delle unioni.
Alla luce di questi dati, forse converrebbe accantonare le polemiche sulle unioni civili che ci hanno accompagnato in questi anni e chiedere ai partiti e al Governo che si occupino concretamente della famiglia, delle famiglie, senza tante distinzioni.
Franco Rosada