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I fioretti di Francesco

Il diavolo entra attraverso il portafoglio
L’annuncio del viaggio a Cuba arriva al termine di una giornata aperta da Francesco con una dura accusa: «Tante persone potenti non vogliono la pace, perché vivono delle guerre, con l’industria delle armi: guadagnano più con la guerra che con la pace. Questo è grave!», ha detto il Papa durante un incontro con 7.000 bambini di tutto il mondo, organizzato dalla Fabbrica della Pace in Vaticano, sulla carta era un’occasione «tranquilla». Ma col Papa non si può mai dire, infatti ha colto l’occasione per lanciare accuse non propriamente leggere. Come quella ai trafficanti di armi che preferiscono le guerre alla pace. E anche detto, ricordando quanto gli diceva un anziano sacerdote: « Il diavolo entra attraverso il portafoglio», mettendo in guardia i bambini (e gli adulti) dalla tentazione e dal peccato della cupidigia «La pace non è un prodotto industriale, ma artigianale. Si costruisce ogni giorno con il nostro lavoro, con il nostro amore, con la nostra vicinanza, con il nostro volerci bene. Pace non vuol dire che non ci siano le guerre. Con dolore ci saranno le guerre. Ma pensiamo che un giorno non ci siano le guerre».
Corsera 12 maggio 2015

Cibo e speculazione
“Dobbiamo fare quello che possiamo perché tutti abbiano da mangiare, ma anche ricordare ai potenti della terra che Dio li chiamerà a giudizio un giorno, e si manifesterà se davvero hanno cercato di provvedere il cibo per Lui in ogni persona e se hanno operato perché l’ambiente non sia distrutto, ma possa produrre questo cibo”. Papa Francesco ancora una volta torna sul tema della fame nel mondo e non risparmia un duro monito verso i governanti che “devono lavorare per assicurare il cibo a tutti”.
Questa volta Bergoglio approfitta della messa nella basilica di San Pietro per l’apertura della XX Assemblea generale di Caritas Internationalis per tornare su un tema a lui particolarmente caro e che aveva già affrontato lo scorso novembre quando aveva visitato la sede della Fao a Roma e aveva tuonato contro “la priorità del mercato” e “la preminenza del guadagno” che “hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria”.
Repubblica, 13 maggio 2015

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La fame nel mondo

«Con il cibo che avanziamo e buttiamo potremmo dar da mangiare a tantissimi. Se riuscissimo a non sprecare, a riciclare il cibo, la fame nel mondo diminuirebbe di molto. Mi ha impressionato leggere una statistica che parla di 10 mila bambini morti di fame ogni giorno nel mondo. Ci sono tanti bambini che piangono perché hanno fame. L’altro giorno all’udienza del mercoledì, dietro una transenna, c’era una giovane mamma col suo bambino di pochi mesi. Quando sono passato, il bambino piangeva tanto. La madre lo accarezzava. Le ho detto: signora, credo che il piccolo abbia fame. Lei ha risposto: sì sarebbe l’ora… Ho replicato: ma gli dia da mangiare, per favore! Lei aveva pudore, non voleva allattarlo in pubblico, mentre passava il Papa. Ecco, vorrei dire lo stesso all’umanità: date da mangiare! Quella donna aveva il latte per il suo bambino, nel mondo abbiamo sufficiente cibo per sfamare tutti. Se lavoriamo con le organizzazioni umanitarie e riusciamo a essere tutti d’accordo nel non sprecare il cibo, facendolo arrivare a chi ne ha bisogno, daremo un grande contributo per risolvere la tragedia della fame nel mondo. Vorrei ripetere all’umanità ciò che ho detto a quella mamma: date da mangiare a chi ha fame! La speranza e la tenerezza del Natale del Signore ci scuotano dall’indifferenza».
Papa Francesco, intervista ad Andrea Tornielli, La Stampa, 15 dicembre 2013
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