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Convivenza e matrimonio

Il numero di settembre della rivista Gruppi Famiglia sarà dedicata all’Esortazione apostolica Amoris laetitia.
Mi fa piacere condividere con voi un’anticipazione, questa bella risposta di Anna Lazzarini.
Franco Rosada

Mi sembra che AL sia arrivata un po’ in ritardo: ormai i giovani convivono, che senso ha ancora parlare di “per sempre”? Teresa
La verità del sogno di Dio sulla coppia umana non è cambiata dal momento della creazione “Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò”(Gen 1,27) e “i due saranno una carne sola” (Gen 2,24) non è un prodotto a scadenza, qualunque siano le strade che il peccato indica alla persone.
Se l’immagine di Dio è una comunione di persone è chiaro che l’unione tra uomo e donna potrà rompersi quando si romperà tale comunione, cioè MAI!
Oggi pare che l’affermazione del proprio io sia il percorso verso la felicità: l’esatto opposto di quanto propone il Vangelo che non è mai contro la gioia dell’uomo!
Il ‘per sempre’ non parte da un comando esterno: è un discorso di mistica, non di legge che risponde alla profonda esigenza dell’amore vero, non di quello che, in realtà, è solo un egoismo scambiato a due, dove ognuno, in qualche modo, usa l’altro per stare bene lui.
Pensa a quanta letteratura e musica sono nate dalla sofferenza per un amore perduto: questo ci dice quanto il “per sempre” sia insito nel nostro profondo… poi ci sono le paure, la mode, la scarsa catechesi, spesso l’assenza di testimonianza e di educazione alla Fede.
Temere un impegno riconosciuto e rinunciare al Sacramento sono una perdita, non una ricerca della gioia!
Anna Lazzarini

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Francesco e i poveri

“Io vorrei un mondo senza poveri. Noi dovremmo lottare per questo. Ma io sono un credente e so che il peccato è sempre dentro di noi. E la cupidigia  umana c’è sempre, la mancanza di solidarietà, l’egoismo che crea i poveri.
Per questo mi sembra un po’ difficile immaginare un mondo senza poveri.
Se Lei pensa ai bambini sfruttati per lavoro schiavo, o ai bambini sfruttati per abuso sessuale. E un’altra forma di sfruttamento: uccidere bambini per togliere gli organi, il  traffico di organi. Uccidere i bambini per togliere gli organi è cupidigia.
Per questo non so se lo faremo questo mondo senza poveri, perché il peccato c’è sempre e ci porta l’egoismo. Ma dobbiamo lottare, sempre, …sempre”.
Papa Francesco, per leggere tutta l’intervista clicca qui!

Prendi la tua croce

Anche Gesù, in quanto uomo, ha avuto paura nel prendere la croce e sacrificare se stesso. Anche lui si è sentito abbandonato, lasciato solo in balìa di un destino che non riusciva a controllare.
Questa è l’esperienza d’impotenza che abbiamo vissuto io e mio marito, in cui la capacità di abbandonarsi alla volontà di Dio ha significato un lavoro interiore di crescita, prima personale e poi da condividere insieme.
È solo liberandosi dagli egoismi e dall’avere come punto di riferimento solo il proprio dolore o le proprie paure che cresce la disponibilità ad accogliere i sacrifici come dono di sé all’altro per un bene superiore. Un bene che è, allo stesso momento, individuale e di coppia.
Le difficoltà ci hanno dato testimonianza della costante presenza di Dio come guida e sostegno nella nostra vita, e da parte nostra abbiamo accolto quanto lui ci chiedeva di affrontare. Avere fiducia e pazienza nel suo progetto ci ha resi più forti e ci ha dato la possibilità di sperimentare la donazione gratuita di sé attraverso il superamento degli egoismi e degli individualismi. Vivere l’amore per l’altro a tal punto da sacrificare se stessi è la testimonianza più forte che ci ha lasciato Gesù.
Se il dono di sé diviene un valore condiviso all’interno della coppia, le difficoltà e i problemi che incontreremo saranno vissuti nella certezza che essi saranno superati.
Chiara e Salvo Licciardello
Tratto da “Ascolto e annuncio”, supplemento a “SETTIMANA”,  n. 6 12/2/2012, p.32

La croce di Cristo

C’è una frase nel vangelo di Marco che disturba: “Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8,34b).
Sempre questa croce! Una croce che ha trasformato il lieto annuncio del Vangelo in una religione dolorifica, dove il dolore è un merito, dove chi soffre di più avrà di più… poi!
Ma qual è la croce che Gesù chiede di portare a coloro che lo vogliono seguire?  Quella le scaturisce dal rinnegamento di se stessi!
Il contrario di rinnegare è confermare, far valere il mio io! E’ mettere se stessi al centro. Gesù ci chiede di cambiare prospettiva, di mettere gli altri al centro. E’ questa la croce, perché è l’opposto di ciò che siamo portati a fare, una croce da portare ogni giorno perché ogni giorno dobbiamo vincere il nostro egoismo.
Franco Rosada