Archivi tag: dottrina

I risultati del Sinodo 6

Ci sono almeno tre presupposti dottrinali che emergono dal Sinodo.
Il primo riguarda il rapporto tra coscienza e legge morale. Non si è trovato un equilibrio sufficiente, ma il tema è stato riproposto… La coscienza informata, retta e illuminata ha un ruolo legittimo nell’insegnamento della Chiesa…
Il secondo riguarda il coinvolgimento preparatorio di tutte le chiese e di tutti i fedeli (argomento che il Papa ha ribadito come sostanziale); in questo modo il sinodo va a recuperare almeno parzialmente qualcosa del sensus fidei, cioè del senso della fede dei credenti cristiani…
Il terzo, più auspicato che sperimentato in sinodo, è quello di un ritorno della teologia, a cominciare dalla teologia morale, ristabilendo un legame con l’ampia e variegata tradizione teologica della Chiesa, senza fissarsi quasi esclusivamente a un unico modello di pensiero, e valorizzandone la complementarietà…
Si potrebbe dire che l’ultimo miglio del percorso sinodale spetti al Papa. Ci sarà presto un documento post-sinodale. Lì si potrà misurare quale decisione il Papa prenderà dopo il sinodo. Già il documento finale suggerisce di demandare ai vescovi locali il discernimento sulle decisioni più complesse, come quella sulla comunione ai divorziati risposati.
Ma il Papa ha anche annotato nelle sue conclusioni come vi sia nella chiesa cattolica una tale varietà diposizioni che in alcuni casi e su alcuni temi esse appaiono oltremodo distanti tra loro.
Una tale condizione implica un esercizio della sua autorità che armonizzi e riequilibri il processo di decentramento che lui stesso intende promuovere nell’istituzione ecclesiastica. Il tema che ha di fronte è quello di una ridefinizione dell’esercizio del primato petrino all’interno di una nuova e reale collegialità.
Papa Francesco ha un approccio pastorale e profetico ma è, allo stesso tempo, al vertice dell’istituzione eccesiastica… Questa è la sfida spirituale per la riforma della Chiesa.
Gianfranco Brunelli, Il Sole-24 Ore, 30 ottobre 2015.
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I risultati del Sinodo 2

Aldilà delle questioni dogmatiche ben definite dal Magistero della Chiesa, abbiamo visto in questo Sinodo che quanto sembra normale per un vescovo di un continente, può risultare strano, quasi come uno scandalo – quasi! – per il vescovo di un altro continente; ciò che viene considerato violazione di un diritto in una società, può essere precetto ovvio e intangibile in un’altra; ciò che per alcuni è libertà di coscienza, per altri può essere solo confusione…
L’esperienza del Sinodo ci ha fatto anche capire meglio che i veri difensori della dottrina non sono quelli che difendono la lettera ma lo spirito; non le idee ma l’uomo; non le formule ma la gratuità dell’amore di Dio e del suo perdono. Ciò non significa in alcun modo diminuire l’importanza delle formule che sono necessarie né l’importanza delle leggi e dei comandamenti divini, ma esaltare la grandezza del vero Dio, che non ci tratta secondo i nostri meriti e nemmeno secondo le nostre opere, ma unicamente secondo la generosità illimitata della sua Misericordia.
Papa Francesco
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Il vangelo dei divorziati

La dottrina non può essere cambiata – afferma Kasper – ma è soggetta anche a uno sviluppo: può essere espressa con parole nuove, può essere compresa più profondamente, può essere declinata in disciplina attraverso modalità diverse, perché è nella storia umana che il vangelo va predicato, creduto e vissuto: non cambia, ma può essere compreso meglio. Tutti sono convinti che la forma e l’identità della famiglia, mutata a più riprese nel corso dei secoli, ha conosciuto in questi ultimi decenni un profondo cambiamento legato ai nuovi approcci antropologici e alle diverse realtà sociali. E il vangelo della famiglia non può essere proposto con il linguaggio, l’intransigenza e la durezza dei tempi post-tridentini…
Fino a prima del concilio i divorziati erano ritenuti ‘pubblici peccatori’, esclusi dalla comunità cristiana, a volte persino scomunicati. Ma la Chiesa, a partire dagli anni dell’assise conciliare, ha cambiato rotta fino a renderli destinatari di una pastorale attenta, piena di cure, amorevole che non li esclude dalla comunità cristiana ma li invita a partecipare intensamente alla vita ecclesiale. È in questo cammino che vanno comprese le proposte del cardinale Kasper che si domanda se l’eucaristia – il sacramento della comunione con Cristo e con la Chiesa – non possa essere a certe condizioni per alcuni divorziati risposati un viatico per la remissione dei peccati e la viva appartenenza al corpo di Cristo…
Enzo Bianchi
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Un nuova rivoluzione

 Come cristiani non ci è permesso trasformarci in «scettici» a priori (il che equivale ad avere non un pensiero critico, bensì la sua versione ottusa) e complimentarci con noi stessi per la nostra chiarezza dottrinale e la nostra incorruttibile difesa della verità, che alla fine conduce solo alla nostra soddisfazione personale.
Dobbiamo invece lanciare messaggi positivi: vivere noi per primi in pienezza e farci testimoni e costruttori di un nuovo modo di essere uomini e donne. Ma questo non succederà se perseveriamo nello scetticismo: bisogna convincersi che le cose non solo «si possono» cambiare, ma che la rivoluzione di cui ci facciamo portatori è una imprescindibile necessità…
Jorge Bergoglio
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