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La vita dopo la morte


Il cristianesimo è l’unica religione che basa il suo insegnamento sulla risurrezione, un evento straordinario che compare all’improvviso, non previsto e non creduto inizialmente dai contemporanei di Gesù, e che si consolida poi soprattutto grazie ai messaggi dell’apostolo Paolo.
Nella visione cristiana la resurrezione comprende due aspetti, la continuità e la trasformazione.
Il risorto è la stessa persona di prima, ma è anche diverso, e profondamente, da prima.
Dopo la morte il risorto, secondo il cristianesimo, si unisce a Dio.
Ma anche qui ci sono tre possibilità: privo del corpo il morto si unisce immediatamente a Cristo; il morto entra in uno stadio intermedio di comunione reale ma parziale e di attesa della resurrezione dei corpi, un tempo descritto dall’apostolo Paolo come tempo di nudità in vista di un abito nuovo, e come tenda in attesa della casa; il morto entra in uno stadio intermedio che è caratterizzato dal sonno del credente nel Signore, che lo risveglierà all’ultimo giorno ma senza la percezione del tempo che è trascorso.
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Una storia ambiziosa e paradossale

pozza

“Una storia ambiziosa e paradossale. Introduzione al cristianesimo” vorrebbe essere un viaggio alle sorgenti della Bellezza, un sedersi stupiti all’incrocio dove il Cielo si aggancia alla Terra, dove il Dio Bambino inizia a comporre una storia paradossale per infondere nell’uomo la nostalgia della Casa, quella casa dove ci si sente al sicuro anche al buio. Ambiziosa e paradossale, quella cristiana è ancor oggi una storia dentro la quale leggere anche la nostra storia, quel lento susseguirsi di giorni dentro i quali si decide e si organizza la nostra eternità.
La Chiesa non avrà niente da dire sulla morale fino a quando coloro che ci ascoltano non avranno goduto di un barlume del piacere di Dio nella nostra esistenza.
Marco Pozza
Tutti i venerdì (20.15-21.45) c/o il Centro Parrocchiale San Vincenzo di Thiene (VI).
Marco Pozza (1979), parroco della parrocchia del carcere Due Palazzi di Padova, è uno «straccio di prete al quale Dio s’intestardisce ad accreditare simpatia, usando misericordia», come ama dire di se stesso.
Tratto da: https://www.sullastradadiemmaus.it/

Diaconato femminile

L’entrata in funzione delle diaconesse si faceva con una epithesis cheiron o imposizione delle mani che conferisce lo Spirito Santo, come per il lettore (CA VIII 20; 22).
Il vescovo pronunciava la seguente preghiera: «Dio, eterno, Padre di Nostro Signore Gesù Cristo, creatore dell’uomo e della donna, tu che hai riempito di spirito Myriam, Debora, Anna e Ulda, che non hai giudicato indegno che tuo Figlio, l’Unigenito, nascesse da una donna, tu che nella tenda della testimonianza e nel tempio hai istituito custodi per le tue porte sante, tu stesso guarda ora la tua serva qui presente, proposta per il diaconato, donale lo Spirito Santo e purificala da ogni impurità della carne e dello spirito perché compia degnamente l’ufficio che le è stato affidato, per la tua gloria e a lode del tuo Cristo, da cui a te gloria e adorazione nello Spirito Santo per i secoli. Amen».
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Benigni e Francesco

In attesa del numero di marzo della rivista Gruppi Famiglia, che avrà come tema “Vivere con gioia e nella gioia”, voglio condividere con voi questa bella chicca che mi ha segnalato Marzia.
Franco Rosada
La gioia è il gigantesco segreto del cristianesimo. Il cristianesimo si è costituito con la gioia, dobbiamo aprirla e farla uscire perché la gioia è così, è l’elemento costitutivo del cristianesimo…
Francesco cammina cammina e a volte sembra veramente affaticato e lo è, perché? Perché sta tirando tutta la Chiesa con sé, la sta traghettando verso un luogo del quale ci eravamo quasi dimenticati, non ci pensavamo più: la sta tirando verso il cristianesimo, verso Gesù Cristo, verso il Vangelo!
http://m.ilmessaggero.it/primopiano/articolo-1478021.html

 

La spirale del silenzio

Secondo Elisabeth Neumann, fondatrice dell’Istituto di Opinione Pubblica di Allensbach (Germania), ognuno di noi avrebbe una specie di senso quasi-statistico per determinare con relativa precisione quali opinioni stanno guadagnando lo spazio pubblico e diventano maggioritarie, e quali invece lo stanno perdendo. Si innesca così un processo a spirale per cui le opinioni avvertite in recessione tendono a diventare come mute e quelle percepite come vincenti riempiono il vuoto lasciato e si ingigantiscono, In situazioni estreme, come i grandi cambiamenti sociali, le opinioni minoritarie potrebbero addirittura scomparire dalla sfera pubblica, nonostante esistano ancora.
Un esempio di questa ipotesi lo si trova in uno scritto di Alexis de Tocqueville.
L’autore della Democrazia in America affermava: “La Chiesa di Francia, fin allora feconda di grandi oratori, sentendosi disertata da tutti quelli che un interesse comune doveva legare alla sua causa, ammutolì (…) Quelli che negavano il cristianesimo alzavano la voce e quelli che vi credevano ancora tacevano: accade quanto abbiamo visto accadere spesso da allora, e non soltanto in fatto di religione, ma in ogni altra materia.
Gli uomini che serbavano la antica fede temettero di essere soli, e temendo più l’isolamento che l’errore, si unirono alla folla pur senza pensare come essa. Per tal modo quello che non era ancora se non il sentimento dì una parte della nazione, parve l’opinione di tutti; da allora apparve irresistibile anche agli occhi di coloro che le davano falsa apparenza”.
Norberto Gonzàles Gaitano, Pontificia Università di Santa Croce

La famiglia cristiana

Credo che la famiglia naturale, creaturale – al di là della debolezza personale e del peccato presente in ogni stato di vita e capace di trasformare rovinosamente un sincero desiderio di comunione in una situazione dolorosa di crisi e di distacco – sarà certamente un punto di riferimento e di contraddizione per il futuro.
Non dimentichiamo che il cristianesimo è partito con l’alta riappropriazione del valore della persona e della famiglia, con una grande capacità di entrare in stili e forme decadenti per annunciare che la persona umana è abitata da Cristo, e quindi assume una valenza unica.
Penso che il futuro porterà a riflessioni molto forti su questo.
C’è l’esigenza di creare nelle comunità cristiane dei riferimenti certi sulla famiglia. Mi piace pensare a J. Maritain, che parla di “minoranze di choc”.
Certamente la comunità cristiana è minoritaria nell’attuale contesto sociale, ma conserva la sua vocazione di “provocare”e di “choccare” con uno stile alternativo di vita, in quanto portatrice del progetto salvifico di Dio sulla persona, sulla famiglia e sul bene comune.
Enrico Solmi, Tratto da Settimana, n.13 2014