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Lo Spirito Santo

Afferma padre Raniero Cantalamessa: “Quando la preghiera diventa fatica e lotta si scopre tutta l’importanza dello Spirito Santo per la nostra vita di preghiera. Lo Spirito diviene, allora, la forza della nostra preghiera ‘debole’, la luce della nostra preghiera spenta; in una parola, l’anima della nostra preghiera”. “Davvero – aggiunge a proposito dello Spirito – egli ‘irriga ciò che è arido’, come diciamo nella sequenza in suo onore”.
Egli afferma che “non basta perciò ricordare ogni tanto che c’è anche lo Spirito Santo; bisogna riconoscergli il ruolo di anello essenziale, sia nel cammino di uscita delle creature da Dio che in quello di ritorno delle creature a Dio”. Perché “il fossato esistente tra noi e il Gesù della storia è colmato dallo Spirito Santo. Senza di lui, tutto nella liturgia è soltanto memoria; con lui, tutto è anche presenza”.
Il frate poi ricorda che “una componente essenziale della preghiera liturgica è l’intercessione”.
La preghiera d’intercessione è “così accetta a Dio, perché è la più libera da egoismo, riflette più da vicino la gratuità divina e si accorda con la volontà di Dio, la quale vuole ‘che tutti gli uomini siano salvi’”. Laddove manca questo tipo di preghiera, il Signore “se ne lamenta”.
Di qui l’appello che il predicatore “osa dire” ai pastori e alle guide spirituali: “Quando, nella preghiera, sentite che Dio è adirato con il popolo che a voi affidato, non schieratevi subito con Dio, ma con il popolo! Così fece Mosè, fino a protestare di voler essere radiato lui stesso, con loro, dal libro della vita, e la Bibbia fa capire che questo era proprio ciò che Dio desiderava, perché egli ‘abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo’ ”.
Zenit, 19 febbraio 2016
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Bambini low cost

È curioso come il prezzo delle creature viventi possa diventare così basso, e trattabile, proprio quando è altissimo il pericolo di sconvolgimenti irreparabili dello stato sociale e morale di un popolo.
Proprio le creature viventi, e tutto ciò che le garantisce in vita, mi sembra non abbiano più un valore percepito…
C’è qualcosa del concetto di utero in affitto che mi spaventa. E non ha nulla a che fare con l’omosessualità oppure l’eterosessualità; mi spaventa la logica del «lo facciamo perché è possibile»: un po’ com’è diventato facile attaccare tutto alla bolletta della luce.
Così, mi perdo in questi nuovi moti di provare dolore e manifestare gioia, spaventato dalla facilità con cui li modifichiamo.
Terrorizzato dal contesto di assoluta disinformazione da cui sentiamo provenire quelle parole. Incredulo e confuso: nessuno vorrà spiegare perché stiamo vivendo nel mondo del precotto low cost delle idee, dei riferimenti morali e della gioia.
Beppe Grillo, Corsera 1° marzo 2016
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